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Obbligo vaccinale militari: Corte dichiara incostituzionale

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SECONDO LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N.25 DEL 12 GENNAIO 2023, “È INCOSTITUZIONALE LA NORMA DI LEGGE CHE ASSOGGETTA AD OBBLIGO VACCINALE I MILITARI DA IMPIEGARE IN PARTICOLARI CONDIZIONI OPERATIVE SENZA INDICARE LE PATOLOGIE CHE SI INTENDONO CONTRASTARE ATTRAVERSO LA PROFILASSI VACCINALE”

Vaccinati “al buio”

I militari italiani inviati nei teatri di guerra hanno ricevuto vaccinazioni, nella maggior parte dei casi, poco prima della partenza. L’amministrazione militare, ha somministrato questi vaccini senza chiarire quali patologie intendesse prevenire – e li ha inoculati in dosi multiple, senza valutare le condizioni di salute dei singoli soldati.

Il 12 gennaio scorso la Corte costituzionale ha messo un punto fermo sulla vicenda, stabilendo che “è incostituzionale la norma di legge che impone l’obbligo vaccinale ai militari impiegati in particolari condizioni operative senza indicare le patologie che si intendono contrastare attraverso la profilassi vaccinale”.

La Consulta, riferisce nel comunicato del 20 febbraio 2023, ha emesso la sentenza su una questione sollevata dal Tribunale militare di Napoli.

La Corte si pronuncia

“Sulla responsabilità penale di R.M. tenente colonnello dell’Aeronautica Militare… imputato del reato di disobbedienza continuata aggravata”.

R.M. “si sarebbe tuttavia sottratto, in più occasioni, all’ordine emesso dal superiore in grado di presentarsi presso la predetta infermeria”, in virtù dell’articolo 32, secondo comma, della Costituzione, il quale “stabilisce che nessuno può essere obbligato a un “determinato” trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.

Però, continua la nota, “non contenendo, quanto meno, l’elenco delle profilassi vaccinali che possono essere imposte al militare in base alle variabili condizioni di impiego, la disposizione del codice dell’ordinamento militare e non adempie alla necessità che sia “determinato” il trattamento sanitario, come esige l’articolo 32, secondo comma, della Costituzione”.

“Fino a quando il legislatore non avrà provveduto al compito di fornire determinatezza al trattamento sanitario imposto nei termini qui indicati, resta dunque inteso – si legge nella sentenza – che, all’esito della presente pronuncia, il comma 1 dell’art. 206-bis cod. ordinamento militare non può fondare un obbligo vaccinale per il militare”.

corte costituzionale

Vaccini e Uranio Impoverito, un mix letale

Questa sentenza, quindi apre la querelle, secondo cui, ai militari impiegati in particolari condizioni operative, in Italia e all’estero, quest’obbligo non poteva essere imposto.

Un caso sopra tutti quello dei nostri ragazzi impiegati – senza le dovute protezioni – come forza di pace nei Balcani, dove sono state utilizzate tonnellate di munizionamento all’Uranio Impoverito.

Questo, infatti, in base a quanto precisato dal Consiglio di Stato con sentenza 837/2016, suffragato dalla giurisprudenza e da numerosi studi, agisce in sinergia con i vaccini.

Acquisito questo principio, occorre assicurare ai militari determinate tutele come il riconoscimento della causa di servizio e dello status di equiparato a vittima del dovere.

Per assistere le “vittime dei vaccini”, L’Osservatorio Nazionale Amianto ha messo a disposizione il relativo dipartimento.

Di vittime del dovere, uranio impoverito, metalli pesanti e vaccini multipli se ne è parlato nei giorni scorsi, nel corso del convegno “Guerra e pace: vittime del dovere” grazie all’impegno dell’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

Tutele e diritti dei militari esposti in servizio

In questo contesto si colloca l’attività dell’Osservatorio Vittime del Dovere, impegnato nell’assistenza ai militari colpiti da patologie correlate al servizio.

Le vaccinazioni somministrate in ambito operativo, spesso senza adeguate informazioni preventive, si intrecciano con l’esposizione a fattori nocivi come metalli pesanti e uranio impoverito.

Si tratta di profili che incidono direttamente sul riconoscimento della causa di servizio e dello status equiparato a vittima del dovere.

La sentenza della Corte costituzionale contribuisce a rafforzare il quadro delle tutele giuridiche per il personale impiegato in condizioni operative particolarmente rischiose.

Numero verde ONA

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