Il corpo come ultima frontiera del dissenso
Lo sciopero della fame è una forma di protesta non violenta in cui un individuo sceglie deliberatamente di astenersi dal cibo per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su un’ingiustizia, per spingere le autorità a un cambiamento politico o per rivendicare diritti negati.
Spesso considerato un gesto estremo di resistenza passiva, trasforma il sacrificio del proprio benessere fisico in un potente strumento comunicativo e morale. È una scelta radicale che mette in gioco la vita stessa per dare voce a una causa che si ritiene superiore alla sopravvivenza individuale.