mercoledì, Gennaio 14, 2026

Carta e cartone, troppo spesso persi nei rifiuti di viaggio

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IL NUOVO STUDIO COMIECO-AMBIENTE ITALIA RIVELA: CARTA E CARTONE, RICICLABILI E PREZIOSI, FINISCONO ANCORA TROPPO SPESSO NELL’INDIFFERENZIATO. L’ESTATE 2025 È DA RECORD PER I VIAGGIATORI, MA NON PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI

Ogni anno, nei luoghi della mobilità collettiva, aeroporti, stazioni ferroviarie, treni ad alta velocità e aerei, si producono circa 60mila  tonnellate di rifiuti urbani. Una massa imponente, generata dai consumi “on the go” di milioni di persone in transito.

Ma se gran parte di questi rifiuti è composta da carta e cartone, materiali facilmente riciclabili, lo smaltimento corretto è ancora un punto dolente.

A denunciarlo è il primo studio nazionale promosso da Comieco, il Consorzio per il recupero e riciclo degli imballaggi cellulosici, in collaborazione con Ambiente Italia, che ha indagato la gestione dei rifiuti nei principali hub della mobilità italiana. L’indagine arriva proprio nell’estate dei record: secondo Confcommercio, oltre 30milioni di italiani sono in viaggio in queste settimane.

Rifiuti di carta e cartone: un potenziale sprecato

Il dato che colpisce di più riguarda proprio i materiali cellulosici. In luoghi come l’aeroporto di Milano Linate, ad esempio, il 57% dei rifiuti prodotti è costituito da carta, cartone e imballaggi simili. Una quota importante anche a bordo dei treni ad alta velocità Frecciarossa e Italo, dove questa percentuale oscilla tra il 40% e il 50%.

Ma, come sottolinea il direttore generale di Comieco, Carlo Montalbetti, «ancora molta carta finisce nell’indifferenziato, ad esempio nei servizi di bordo ferroviari questa quota si aggira tra il 25 e il 50%». Eppure, molti dei materiali prodotti in viaggio, bicchierini, cartoni per bevande, sacchetti e confezioni, sono pienamente riciclabili.

Il nodo: contenitori dei rifiuti poco visibili e raccolta disomogenea

Lo studio mostra una realtà ancora frammentata. Se nei punti vendita e negli uffici aeroportuali dove la raccolta è chiara e i contenitori sono ben identificati la raccolta differenziata funziona, nei cestini comuni o generici la situazione cambia radicalmente: i flussi sono casuali e difficilmente recuperabili.

Secondo l’analisi, nelle Grandi Stazioni urbane italiane, che muovono ogni anno oltre 600milioni di visitatori, si producono circa 12mila tonnellate di rifiuti urbani. Ogni persona genera mediamente 20 grammi di rifiuto, spesso da consumi rapidi come cibo, bevande e imballaggi. E in mancanza di contenitori visibili o istruzioni chiare, la raccolta differenziata si inceppa.

Verso Milano-Cortina 2026: una sfida (e un’opportunità) per la mobilità sostenibile

Nel 2026 l’Italia sarà al centro dell’attenzione internazionale con le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina. Secondo le stime di Manageritalia e Confcommercio Veneto, l’evento porterà circa 2milioni di turisti aggiuntivi, concentrati soprattutto in Lombardia, dove si trovano alcuni degli snodi più importanti della mobilità italiana come Milano Centrale, Malpensa e Linate.

Questa occasione rappresenta un banco di prova perfetto per sperimentare nuovi modelli di gestione sostenibile dei rifiuti. «Servizi di bordo e, ancor di più, quelli di terra negli aeroporti e nelle stazioni, presentano margini di miglioramento importanti – spiega Duccio Bianchi, direttore scientifico di Ambiente Italia -. Grazie a strumenti come l’ecodesign, la raccolta intelligente e la separazione post-raccolta possiamo ottenere risultati misurabili: meno rifiuti, più riciclo, più valore ambientale ed economico».

Cosa si può fare subito: ecodesign, smart bin e regole chiare

Lo studio propone soluzioni concrete, replicabili in ogni nodo del trasporto collettivo. In primo luogo, migliorare la visibilità e accessibilità dei contenitori per la raccolta differenziata, adottando cartelli semplici e un linguaggio visivo universale.

Poi investire in cestini intelligenti e sistemi di separazione post-raccolta per recuperare anche ciò che finisce per errore nell’indifferenziato.

Infine, incentivare la produzione di imballaggi più facilmente riconoscibili e riciclabili attraverso l’ecodesign: forma, materiali e grafica che guidano i consumatori al corretto conferimento.

La sfida culturale: portare le buone abitudini anche in viaggio

A casa, gli italiani sono sempre più attenti alla raccolta differenziata. Ma in viaggio queste buone abitudini sembrano ancora smarrirsi. Per Montalbetti «occorrono infrastrutture semplici, sistemi coerenti e un’organizzazione capace di accompagnare il senso civico delle persone». Perché la transizione ecologica si fa con buone intenzioni e con scelte pratiche, ogni giorno e ovunque ci si trovi.

Differenziazione dei rifiuti (Foto free di Nareeta Martin su Unsplash)

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