lunedì, Aprile 20, 2026

Riduzione impatto ambientale: risparmiamo cambiando gli ingredienti

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DAI NUMERI SHOCK DI UNO STUDIO SULLA PRODUZIONE DEL SETTORE DOLCIARIO, EVIDENZIAMO: COME UNA PASTICCERIA CHE PRODUCE CORNETTI TRADIZIONALI PRODUCE BEN 30 TONNELLATE DI CO2 L’ANNO

Il valore della produzione vegana sull’impatto ambientale

Mentre con una produzione vegana l’impatto si ridurrebbe del 57%, facendo emergere così i benefici del ridotto impatto ambientale.

Se pensiamo, per esempio, alla colazione al bar con cappuccino e brioche, o cornetto, come uno dei gesti più comuni della quotidianità italiana.  Ignoriamo che dietro quel rito semplice si cela un impatto ambientale concreto.

Analisi dell’Osservatorio VEGANOK

Infatti, secondo un’analisi dell’Osservatorio VEGANOK, centro dedicato ai trend del mercato vegano e plant-based, la differenza tra un cornetto tradizionale e uno formulato con ingredienti 100% vegetali è decisamente rilevante.

Sicuramente, un impatto ambientale molto maggiore nei prodotti da forno è imputabile ai soli ingredienti e non alla logistica o alla cottura in forno.

Oltretutto, le analisi comparate sulla filiera, dalla produzione delle materie prime fino alla realizzazione del prodotto, indicano un dato ricorrente.

Ossia, oltre l’80–90% dell’impatto totale di un cornetto è legato agli ingredienti agricoli.

In particolare, burro, latte e uova risultano le componenti più “pesanti” sul piano ambientale.

La differenza di impatto ambientale tra croissant tradizionale vs vegano

Proprio il confronto tra un cornetto classico e una versione 100% vegetale, evidenzia una differenza strutturale nell’impatto climatico. Un cornetto tradizionale da 70–80 grammi genera mediamente circa 360 grammi di CO2 equivalente, mentre la versione vegana si attesta intorno ai 155 grammi di CO2 equivalente.

Oltre 200 g di CO2 equivalente risparmiati per singolo cornetto, pari a una riduzione fino al 57%.

Su scala quotidiana, l’impatto diventa ancora più evidente. Una pasticceria che produce 500 cornetti al giorno, potrebbe arrivare a risparmiare oltre 100 kg di CO2 equivalente al giorno. Cioè circa 30 tonnellate di CO2 all’anno.

La colazione vegana, un impatto significativo sull’ambiente

Quindi, la pasticceria vegetale non promette zero impatto ma qualcosa di più realistico.

Si tratterebbe di un vero e proprio impatto molto più efficiente.

Poiché rivisitare le ricette tradizionali con ingredienti vegetali, significa ridurre in modo significativo emissioni, consumo di acqua e uso di suolo.

Per i consumatori, il messaggio è chiaro: sostituire il cornetto tradizionale con quello vegano per ridurre in modo significativo l’impatto della colazione, senza rinunciare al rituale del bar.

Per il settore bakery, i consumatori chiedono a bar, pasticcerie e produttori, più prodotti da forno vegani.

Ciò, a livello imprenditoriale diventa anche una scelta strategica, oltre che etica, vista la crescente domanda di prodotti più sostenibili.

«Quando si parla di sostenibilità in ambito alimentare, la strada più immediata è intervenire sugli ingredienti: ridurre o eliminare burro, latte e uova può abbattere in modo significativo l’impatto climatico di un prodotto di largo consumo», commenta Alessandro Tulli, sales manager di VEGANOK

Aggiunge Tulli: «Ma perché questa scelta sia davvero riconoscibile dal pubblico, serve un sigillo verificabile. Oggi le persone chiedono trasparenza e prove, non slogan; ed è per questo che sempre più aziende scelgono una certificazione vegana internazionale, per dimostrare in modo trasparente la conformità e distinguersi dai claim generici».

Fonte: Ufficio Stampa VEGANOK 

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