IL 26 AGOSTO È STATA LA GIORNATA MONDIALE DEL CANE E UNA NUOVA RICERCA GENETICA PORTA INDIETRO NEL TEMPO LA STORIA DEL RAPPORTO TRA ESSERI UMANI E CANI. IL DNA DI UN ANTICO CANIDE VISSUTO CIRCA 15.800 ANNI FA IN QUELLA CHE OGGI È LA TURCHIA OFFRE INFATTI NUOVE INFORMAZIONI SULL’ORIGINE DEI PRIMI CANIDI.
“Il cane possiede la bellezza senza la vanità, la forza senza l’insolenza, il coraggio senza la ferocia e tutte le virtù dell’uomo senza i suoi vizi” (Lord Byron)
La ricerca: il cane esisteva già prima dell’agricoltura
Il cane è considerato il primo animale entrato in una relazione domestica con l’essere umano.
Da almeno quindicimila anni, esseri umani e cani hanno attraversato cambiamenti climatici, migrazioni, trasformazioni culturali e rivoluzioni tecnologiche. Il cane ha attraversato il passaggio dalla vita dei cacciatori-raccoglitori all’agricoltura, poi le società urbane e infine il mondo contemporaneo.
Una nuova ricerca genetica pubblicata su Nature porta indietro di migliaia di anni la storia del cane domestico. La scoperta arriva dall’analisi del DNA antico. Gli scienziati hanno identificato a Pınarbaşı, nell’attuale Turchia, i resti di un animale vissuto circa 15.800 anni fa che presenta caratteristiche genetiche riconducibili alla linea dei cani. È la più antica evidenza genetica di un cane individuata finora. E cambia ciò che sappiamo sull’origine del rapporto tra esseri umani e cani.
Infatti la precedente più antica evidenza genetica di un cane risaliva a circa 10.900 anni fa. Il nuovo ritrovamento sposta quindi la documentazione genetica del cane indietro di circa 5.000 anni.
L’articolo si basa principalmente sui due studi pubblicati su Nature il 25 marzo 2026: “Genomic history of early dogs in Europe”, di Anders Bergström e colleghi, e “Dogs were widely distributed across western Eurasia during the Palaeolithic”, di William A. Marsh e altri.
La ricerca ha analizzato 216 resti di canidi, compresi 181 reperti provenienti dal Paleolitico e dal Mesolitico europeo. Grazie alle tecniche di analisi genomica, i ricercatori sono riusciti a distinguere l’ascendenza canina da quella del lupo in 141 campioni.

Il cane di Pınarbaşı, vissuto 15.800 anni fa
Il protagonista della scoperta è un antico canide ritrovato a Pınarbaşı, in Turchia. Il suo genoma è stato analizzato insieme con quello di altri resti provenienti da siti archeologici dell’Europa e dell’Anatolia.
Il risultato è particolarmente interessante: l’individuo di Pınarbaşı, datato a circa 15.800 anni fa, presenta caratteristiche genetiche compatibili con quelle dei cani antichi e moderni.
Gli studiosi hanno inoltre analizzato un cane vissuto circa 14.300 anni fa a Gough’s Cave, nel Regno Unito, insieme ad altri cani mesolitici rinvenuti in Serbia.
I dati genetici mostrano una sorprendente somiglianza tra alcuni di questi animali. Secondo gli autori, quindi, una popolazione di cani geneticamente simili era già ampiamente distribuita nell’Europa occidentale e nell’Anatolia durante il Paleolitico superiore. Questo significa che la storia dei primi cani non sembra essere rimasta confinata a una piccola comunità.
Chi ha addomesticato chi?
Sappiamo che il cane discende dal lupo, ma non sappiamo ancora con certezza dove sia iniziato il processo di addomesticazione. I dati genetici infatti non indicano però un unico luogo che possa essere considerato definitivamente come il punto di origine della addomesticazione.
È possibile quindi che il rapporto tra esseri umani e lupi sia stato il risultato di un processo lungo, sviluppatosi attraverso diverse popolazioni anche lontane e diverse generazioni.
Se cani geneticamente simili vivevano in regioni molto lontane tra loro, è possibile che gli spostamenti delle popolazioni umane abbiano contribuito alla loro diffusione. Gli autori dello studio ritengono infatti che la presenza dei cani possa essere collegata ai movimenti e alle interazioni tra le antiche comunità umane.
Nel mondo in cui viveva il cane di Pınarbaşı non esistevano ancora le grandi città e le comunità erano ancora composte in larga parte da cacciatori-raccoglitori. Ed è proprio questo il punto più interessante della ricerca. Ossia che il cane era già presente nella vita degli esseri umani prima della diffusione dell’agricoltura.
Alcuni lupi potrebbero essersi avvicinati agli insediamenti umani per sfruttare nuove fonti di cibo. Gli individui meno aggressivi avrebbero potuto avere maggiori possibilità di tollerare la presenza dell’uomo.
Generazione dopo generazione, questo rapporto potrebbe aver favorito la trasformazione del lupo fino alla comparsa dei primi cani: una lunga storia di avvicinamento reciproco.





