giovedì, Marzo 12, 2026

Fauna selvatica, in Abruzzo un master dedicato

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IN ABRUZZO UN MASTER DEDICATO ALLA CONSERVAZIONE E ALLA GESTIONE SANITARIA DELLA FAUNA SELVATICA. COLLABORAZIONE TRA PARCO DELLA MAJELLA E UNIVERSITÀ DI TERAMO

Parte in questo 2023 un nuovo master per la conservazione e la tutela della fauna selvatica. La novità è del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo, che collaborerà con il Parco Nazionale della Majella.

Il titolo del master è “Medicina della conservazione e gestione sanitaria della fauna selvatica“. Si tratta di un percorso di secondo livello, quindi per professionisti già formati e con un ciclo di laurea completo. A coordinarlo, la prof.ssa Cristina Esmeralda Di Francesco.

Trenta i posti disponibili. A frequentarlo sono medici veterinari, funzionari di enti pubblici, dirigenti di aziende sanitarie locali, liberi professionisti e ricercatori provenienti da tutta Italia; tutte figure impegnate nella gestione della fauna.

Previste sia lezioni teoriche che pratiche: quelle sul campo si terranno nella sede scientifica del Wildlife Research Center del Parco della Maiella, a Caramanico Terme (Pescara) e in altre aree di interesse. Le lezioni applicative saranno svolte in collaborazione con la Società Italiana di Ecopatologia della Fauna Selvatica (Sief).

“Un’esperienza formativa unica in Italia”

E’ “un’esperienza formativa unica in Italia” – ha sottolineato in una nota il Parco della Majella. “L’era Covid ci ha messo tutti dinanzi alla complessità delle dinamiche delle malattie nelle popolazioni, abbiamo per la prima volta dovuto tutti confrontarci con alcuni concetti di epidemiologia, prima sconosciuti ai più, abbiamo capito come le relazioni tra uomini, popolazioni animali e ambiente debbano essere viste con un approccio integrato, olistico, tendente a definire il quadro generale di “One Health”. Solo un approccio multidisciplinare può infatti garantire la comprensione di tale complessità”.

fauna selvatica lupo

Abbiamo sentito spesso dire oltre il 70% dell’origine delle malattie infettive emergenti dell’uomo sia di origine animale, per lo più da animali selvatici, e questo è vero – continua il Parco – ma è altrettanto vero che tali malattie sono effetto di relazioni complesse tra uomini, animali domestici e selvatici, e che trovano spiegazione, quando riusciamo ad averla, nell’analisi di fattori quali la densità di popolazione umana, la diversità e l’abbondanza di animali selvatici, e i cambiamenti dell’ambiente messi in atto dall’uomo, primi fra tutti la deforestazione, l’espansione di pratiche agricolturali intensive, l’intensificazione della produzione zootecnica, il commercio di animali, etc“.

Quali sono i temi del master sulla fauna selvatica

Gli iscritti al master sulla fauna selvatica ideato da Università di Teramo e Parco della Majella, studieranno diversi aspetti. I temi proposti nel 2023 riguardano:

  • biologia ed ecologia della salute delle popolazioni selvatiche;
  • tecniche e misure gestionali per la conservazione delle specie vulnerabili o a rischio di estinzione e delle specie di interesse faunistico-venatorio;
  • igiene e sicurezza della filiera alimentare delle carni ottenute da selvaggine e cacciagione.
fauna selvatica volpe

La fauna selvatica nel Parco della Majella

Numerosi sono gli animali che costituiscono la fauna selvatica presente al Parco della Majella, in Abruzzo. Tra essi troviamo anche specie rare, come la martora, il falco lanario e gli anfibi ululone appenninico, salamandra appenninica e salamandrina di Savi (salamandrina perspicillata); la vipera dell’Orsini, il merlo dal collare, il fringuello alpino, il sordone, l’arvicola delle nevi.

Le popolazioni più importanti, che sono anche state oggetto di reintroduzione negli anni Novanta, sono il lupo appenninico – simbolo del parco stesso – e il camoscio appenninico. I lupi sono presenti con circa dieci branchi e si nutrono di prede naturali. Del camoscio sono presenti circa 1.300 esemplari, con una concentrazione maggiore tra il Monte Acquaviva e la Cima delle Murelle. Poi ci sono anche il capriolo e il cervo, presenti con circa 1.000 individui; il gatto selvatico, il picchio dalmatino, la balia dal collare, il falco pecchiaiolo, l’astore; il gracchio corallino e il gracchio alpino, il rondone maggiore; l’aquila reale, il picchio muraiolo, il falco pellegrino, il piviere tortolino.

fauna selvatica falco

Il Parco della Majella a sei zampe

La fauna selvatica, al Parco Nazionale della Majella, non è soltanto roba per esperti. E’ possibile infatti avvistare animali selvatici anche durante i sentieri battuti che si possono intraprendere quando si ha voglia di passeggiare in mezzo alla natura.

Nei parchi nazionali italiani non sempre è consentito l’accesso ai cani nella rete sentieristica. Il Parco della Majella non fa eccezione per alcune aree, dove è vietata l’introduzione di specie domestiche. Questo per non turbare il delicato equilibrio naturale ed anche per evitare che facciano da vettori per malattie derivanti da parassiti e infezioni, pericolose per la fauna selvatica.

“I cani in particolare possono trasmettere malattie molto contagiose, come il cimurro, la leptospirosi, la rogna, le parassitosi intestinali con possibili zoonosi (malattie trasmissibili all’uomo)” – spiega l’ente.

Tuttavia il Parco della Majella ha riservato un discreto numero di sentieri alla visita dell’area protetta con i nostri amici a quattro zampe. La regola è però che essi siano tenuti sempre al guinzaglio. Gli itinerari sono segnati nelle mappe e descritti sul sito web.

Numero verde ONA

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