È OPERATIVO IL PRIMO SERVIZIO CLIMATICO PANEUROPEO, SVILUPPATO NELL’AMBITO DEL PROGETTO EUROPEO COCLICO. IL SISTEMA FORNISCE MAPPE AD ALTA DEFINIZIONE E DATI GEOFISICI IN TEMPO REALE, CON FOCUS SULLE AREE COSTIERE A RISCHIO. ENEA È PARTNER STRATEGICO, CON UN RUOLO CHIAVE NELLA MODELLAZIONE DEL MEDITERRANEO PER AFFRONTARE I RISCHI LEGATI ALL’INNALZAMENTO DEL MARE
Un sistema europeo per monitorare il rischio climatico costiero
Il primo servizio climatico paneuropeo è ufficialmente avviato. Un sistema all’avanguardia che fornisce mappe dettagliate e dati geofisici aggiornati in tempo reale, concentrandosi in particolare sulle zone costiere più esposte al rischio di inondazione. Il servizio realizzato nell’ambito del progetto europeo CoCliCo (Coastal Climate Core Service), cui partecipa anche ENEA.

Scenari di adattamento per proteggere infrastrutture e popolazione
«Con un innalzamento del livello del mare stimato in almeno 40 cm entro il 2100, questo strumento ci permetterà di costruire scenari utili a enti pubblici e gestori di infrastrutture critiche come porti, strade e ferrovie».
Lo spiega Gianmaria Sannino, responsabile della Divisione ENEA Modelli, osservazioni e scenari per il cambiamento climatico. L’obiettivo è pianificare strategie di adattamento e interventi territoriali efficaci per proteggere le persone e i servizi essenziali.
La mappa delle inondazioni per Mediterraneo e Mar Nero
Il contributo di ENEA al servizio consiste nel fornire le mappe di inondazione per tutta l’area del Mediterraneo e del Mar Nero. Generate attraverso un modello climatico ad altissima risoluzione. Questo strumento è in grado di simulare realisticamente lo scambio d’acqua e calore tra oceani e mari interni. Il tutto rappresentando con precisione anche fenomeni complessi come maree e correnti in aree critiche come gli stretti di Gibilterra e dei Dardanelli.
Tecnologie promettenti, ma servono investimenti
Il prototipo è stato testato con successo in vari contesti europei, ma per una piena operatività sono necessari ulteriori sviluppi tecnologici e risorse finanziarie. L’ultimo policy brief del progetto evidenzia soluzioni e raccomandazioni rivolte ai decisori politici. Tra questi, l’integrazione del servizio nei programmi europei Copernicus e nel Gemello Digitale dell’Oceano, quest’ultimo dedicato alla comprensione dell’impatto climatico sui mari.
L’importanza dell’adattamento trasformativo e il raggiungimento di un punto critico
Secondo Sannino, «le zone costiere sono sotto pressione a causa dei cambiamenti climatici. Per salvaguardare l’integrità del territorio e garantire opportunità di crescita economica e di benessere servono strategie di adattamento trasformativo, ossia risposte profonde e strutturali agli impatti dei cambiamenti climatici. A differenza dell’adattamento convenzionale, che si limita ad apportare modifiche graduali per ridurre i rischi, l’adattamento trasformativo punta a ripensare radicalmente i sistemi sociali, economici e ambientali, per renderli più resilienti e sostenibili nel lungo periodo. Ad esempio, nelle aree costiere soggette all’innalzamento del livello del mare, costruire dighe o barriere può non bastare: in certi casi, potrebbe diventare inevitabile ricollocare intere comunità».
Il ricercatore ENEA, aggiunge che le aree costiere hanno quasi raggiunto un punto critico a causa della pressione antropica (urbanizzazione, turismo, sfruttamento) e del cambiamento climatico. Le inondazioni sono in aumento e se non si adotteranno nuove misure, entro il 2050 oltre 1milione di persone potrebbe essere esposto a eventi estremi (contro i 600mila –1milione del 2010).
Soluzioni già disponibili, ma da potenziare
Il nuovo servizio climatico CoCliCo rappresenta una soluzione concreta per monitorare e gestire i rischi di inondazione. Rivolgendosi a una vasta gamma di utenti: istituzioni europee, autorità locali e gestori di infrastrutture critiche. Inoltre, potrà evolversi per offrire servizi personalizzati in base alle specifiche esigenze territoriali.
«Le soluzioni esistono», conclude Sannino «ma vanno supportate, potenziate e rese accessibili per garantire un futuro resiliente alle comunità costiere».




