giovedì, Aprile 2, 2026

CIRO, il database italiano per la transizione energetica

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PRESENTATO A KEY – THE ENERGY TRANSITION EXPO, L’EVENTO DI IEG (ITALIAN EXHIBITION GROUP) SULLA TRANSIZIONE ENERGETICA, IL DATABASE CIRO, SVILUPPATO DA I4C IN COLLABORAZIONE CON ISPRA. CIRO È IL PRIMO DATABASE IN ITALIA CHE MONITORA DATI E BUONE PRATICHE AMBIENTALI, RACCOGLIE, ANALIZZA E FORNISCE NOZIONI DETTAGLIATE SULLE PERFORMANCE AMBIENTALI DELLE REGIONI

Chi è CIRO

CIRO è il primo database in Italia, sviluppato da Italy for Climate in collaborazione con ISPRA, che raccoglie e analizza dati e buone pratiche ambientali adottate dalle Regioni italiane per guidarle nel processo di decarbonizzazione e nel raggiungimento degli obiettivi climatici. Il database è strutturato in ventisei indicatori suddivisi in otto aree tematiche (emissioni, energia, rinnovabili, edifici, industria, trasporti, agricoltura e vulnerabilità).

Le dichiarazioni degli esperti

Edo Ronchi, presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, sottolinea l’importanza di accelerare gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2030, coinvolgendo maggiormente le Regioni per contrastare la crisi climatica.

«Anche l’Italia è in ritardo: nei settori non ETS (trasporti, edifici, agricoltura, rifiuti, piccole imprese) dal 2015 al 2022 ha ridotto le emissioni solo del 4%: di questo passo arriverebbe al proprio target europeo del 43,7 % non al 2030, ma al 2050, con 20 anni di ritardo. Per accelerare l’impegno per il clima in Italia è indispensabile coinvolgere, di più e meglio, anche le Regioni».

Andrea Barbabella, Coordinatore di Italy for Climate, evidenzia l’importanza di avere un quadro chiaro e aggiornato dei principali indicatori energetici per guidare la transizione energetica dei territori. «Non è possibile guidare un territorio sulla strada della transizione energetica senza avere un quadro chiaro e aggiornato dei principali indicatori in gioco. Per questo, insieme a Ispra, abbiamo voluto realizzare questa piattaforma di condivisione di dati e buone pratiche, selezionando 26 indicatori chiave». 

transizione energetica

Le 8 aree tematiche di CIRO

Emissioni:

Le emissioni di gas serra sono un indicatore cruciale per valutare il percorso di neutralità climatica delle regioni. La Liguria si distingue per la riduzione delle emissioni pro capite, mentre la Toscana eccelle per assorbimenti forestali.

Energia:

Circa l’80% delle emissioni in Italia sono prodotte dai nostri consumi di energia, per questo intervenire sul risparmio energetico e sulla riduzione delle fonti fossili di energia è fondamentale per il percorso di transizione energetica del Paese. Campania e Sicilia si distinguono per consumi finali di energia pro capite, mentre molte regioni hanno già azzerato i consumi di carbone.

Rinnovabili:

È una delle voci in cui le regioni possono contribuire in modo più incisivo alla decarbonizzazione del Paese attraverso lo sviluppo delle energie rinnovabili. La Valle d’Aosta si distingue per l’energia idroelettrica, mentre il Veneto per il numero di Comunità energetiche rinnovabili attivate.

Edifici:

Il settore edilizio è fondamentale per ridurre le emissioni di gas serra. È il Trentino a distinguersi per la quota di edifici in classe A negli APE (Attestato di Prestazione Energetica), mentre le regioni del sud evidenziano consumi elettrici record.

Industria:

L’industria è stata il primo settore per emissioni di gas serra in Italia, ma è anche quello che negli ultimi anni le ha ridotte maggiormente. La Lombardia è fra le regioni che riescono a mantenere sia emissioni che consumi di energia del settore particolarmente bassi.

Trasporti:

La riduzione delle emissioni nei trasporti è una sfida importante, in quanto si tratta di un obiettivo difficile da raggiungere per ovvi motivi. C’è il Lazio a registrare la più alta quota di auto elettriche immatricolate nel 2022.

bicicletta, natura, sostenibilità

Agricoltura:

Le pratiche agricole possono contribuire alla decarbonizzazione del Paese. La Puglia registra prestazioni molto positive nel settore agricolo.

Vulnerabilità:

La vulnerabilità ai cambiamenti climatici è un fattore critico che espone la popolazione e l’ambiente a gravi rischi per la salute e l’economia. La Basilicata è la regione meno esposta ai rischi di alluvione, con l’Umbria che ha registrato il minor numero di eventi meteoclimatici estremi.

Numero verde ONA

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