UNDICI AREE SPECIALMENTE PROTETTE DI IMPORTANZA MEDITERRANEA ITALIANE SONO OGGI COLLEGATE DA UN UNICO SISTEMA DI MONITORAGGIO AMBIENTALE. UN SISTEMA CAPACE DI RACCOGLIERE E INTEGRARE OLTRE 2MILIONI DI RILEVAZIONI OGNI ANNO. IL PROGETTO ASPIM, SVILUPPATO DA ETT NELL’AMBITO DEL PNRR DIGITAP, VUOLE TRASFORMARE I DATI IN UNO STRUMENTO CONCRETO PER CONOSCERE, TUTELARE E PROTEGGERE GLI ECOSISTEMI MARINI
Un sistema unico per undici aree marine
Dai fondali della Sardegna alle acque della Liguria, dalla Sicilia all’Adriatico. Undici Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea (ASPIM) sono oggi monitorate attraverso un’unica infrastruttura integrata e data-driven. È il risultato di ASPIM, il progetto sviluppato da ETT, società del Gruppo Deda, nell’ambito del programma PNRR DigitAP, promosso dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il supporto tecnico di ISPRA.
Uno degli elementi più innovativi di ASPIM è il passaggio da un monitoraggio basato su campagne periodiche a un processo continuo, capace di supportare decisioni più rapide e consapevoli.
Il progetto interessa Capo Caccia-Isola Piana, Capo Carbonara, Isole Egadi, Miramare, Penisola del Sinis-Isola Mal di Ventre, Plemmirio, Portofino, Punta Campanella, Porto Cesareo, Tavolara-Punta Coda Cavallo e Torre Guaceto.
Oltre 2milioni di dati ogni anno
Il sistema è stato co-progettato con le aree marine protette per adattarsi agli ecosistemi locali e ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente. Il monitoraggio utilizza boe di superficie alimentate da pannelli solari e ormeggi ecocompatibili. Tutte dotate di sensori distribuiti lungo la colonna d’acqua fino a circa 40 metri di profondità.

Ogni 30 minuti vengono rilevati parametri fondamentali come temperatura, ossigeno disciolto, salinità e clorofilla, per un totale di circa 2milioni di rilevazioni all’anno. I dati sono sottoposti a controlli di qualità e validazione scientifica prima di essere resi disponibili.
Una piattaforma in grado di leggere e interpretare i dati
Le informazioni confluiscono in una piattaforma web sviluppata da ETT. Questa mette a disposizione dashboard interattive, strumenti di analisi e confronto, mappe e visualizzazioni dei parametri lungo l’intera colonna d’acqua.
Alle rilevazioni effettuate in situ si aggiungono dati satellitari, dataset istituzionali e modelli europei, tra cui Copernicus Marine. I dati standardizzati vengono inoltre federati all’interno di EMODnet (European Marine Observation and Data Network), favorendone la condivisione, la consultazione e il riutilizzo a livello europeo.
La parola agli esperti
Secondo Giuseppe Guerrisi, ceo di ETT, ASPIM dimostra come l’innovazione digitale possa diventare uno strumento concreto per la sostenibilità. E lo fa, mettendo a disposizione della tutela del mare milioni di dati ambientali aggiornati e affidabili.
«ASPIM è un’infrastruttura unica che consente di analizzare gli ecosistemi marini in modo continuativo e coordinato, sulla base di dati standardizzati, scientificamente validati e costantemente aggiornati. In questo modo la tutela degli ecosistemi ha al suo servizio milioni di rilevazioni ambientali così da individuare con rapidità le criticità», aggiunge il ceo.
Per Sante Francesco Rende, primo ricercatore ISPRA e referente tecnico della Misura PNRR DigitAP «la rete di monitoraggio in situ realizzata attraverso il progetto DigitAP assume un valore che va oltre la semplice raccolta dati: in un contesto di cambiamenti climatici sempre più rapidi, disporre di sensori attivi 24 ore su 24 nelle aree marine protette significa poter cogliere in tempo reale segnali che un tempo sarebbero rimasti invisibili tra una campagna di rilevamento e l’altra».
La struttura di ASPIM, basata su modularità e interoperabilità, costituisce infine un modello potenzialmente replicabile in altri siti e ampliabile nel tempo. Il monitoraggio continuo può inoltre ridurre la necessità di campagne periodiche e missioni in mare, con vantaggi in termini di costi operativi, impatto ambientale e gestione delle attività di monitoraggio.




