SI È CONCLUSA LA SECONDA EDIZIONE DI “TRACCE NEL BLU”, LA SPEDIZIONE SCIENTIFICA DEDICATA ALLA BIODIVERSITÀ MARINA DELLA SARDEGNA. DURANTE IL VIAGGIO SONO STATE PERCORSE 497 MIGLIA, RACCOLTI 108 FILTRI PER LO STUDIO DELLE MICROPLASTICHE E PRELEVATI QUATTORDICI CAMPIONI DI DNA AMBIENTALE
Tracce nel Blu, terminata la spedizione scientifica in Sardegna
Si è conclusa il 9 ottobre 2026 la missione Tracce nel Blu – Rotta per la biodiversità, seconda tappa del progetto triennale “Il Viaggio delle Balene”, sostenuto dalla Fondazione di Sardegna.
La spedizione è partita il 3 ottobre dal nord-est dell’isola. A bordo di un catamarano Lagoon 46, un gruppo di ricercatrici e ricercatori ha navigato lungo le coste sarde, seguendo un percorso che ha coinvolto diverse aree marine protette. Il progetto è stato ideato dalla Cooperativa La Beddula e ha preso avvio nell’Area Marina Protetta Capo Testa – Punta Falcone. Quest’anno ha partecipato anche il Parco Nazionale dell’Asinara, con la sua area marina protetta.
L’obiettivo è raccogliere informazioni utili per comprendere meglio lo stato di salute del Mediterraneo. Per raggiungerlo, il gruppo ha portato avanti tre attività scientifiche: il monitoraggio dei cetacei, la ricerca della foca monaca attraverso il DNA ambientale e lo studio delle microplastiche.
I numeri della missione: 497 miglia e 108 filtri per le microplastiche
Il bilancio della spedizione comprende diversi dati, che saranno ora approfonditi attraverso le analisi scientifiche.
Nel corso della navigazione, il gruppo ha percorso 497 miglia. Parallelamente, i ricercatori hanno raccolto campioni e registrazioni per studiare la presenza di specie marine e individuare eventuali tracce di inquinamento.
Ecco i principali risultati della missione:
- 497 miglia nautiche percorse lungo le coste della Sardegna.
- 30 ore di osservazione visiva dedicate ai cetacei.
- 23 ore di monitoraggio acustico, anche durante la notte.
- 9 stazioni di campionamento per lo studio delle microplastiche.
- 108 filtri raccolti per le successive analisi.
- 14 campioni di DNA ambientale prelevati per la ricerca della foca monaca.
Questi numeri rappresentano una prima base di lavoro. Per ottenere risultati definitivi sarà necessario completare le analisi dei campioni raccolti durante la navigazione.
Avvistati tursiopi e stenelle durante il monitoraggio dei cetacei
Il progetto triennale “Il Viaggio delle Balene” è sostenuto dalla Fondazione di Sardegna. A supportare questa edizione hanno contribuito anche Moby Traghetti, NSS Charter e Sommozzatori Dilamar.
Una delle attività principali ha riguardato l’osservazione dei cetacei presenti nelle acque sarde. Il team della Fondazione MEDSEA ha svolto 30 ore di osservazione visiva e 23 ore di ascolto acustico attraverso un idrofono. Le rilevazioni sono proseguite anche nelle ore notturne, ampliando le occasioni di raccolta dei dati.
Durante la missione sono stati avvistati tursiopi e stenelle, due gruppi di cetacei presenti nel Mediterraneo. Le osservazioni dirette e le registrazioni acustiche consentiranno di approfondire la conoscenza della distribuzione delle specie lungo il percorso. I risultati saranno organizzati in un report dedicato, che raccoglierà gli avvistamenti e i segnali registrati durante la spedizione.
Microplastiche in mare, raccolti campioni in nove stazioni
La seconda linea di ricerca ha riguardato la presenza delle microplastiche nell’ambiente marino.
Il gruppo del CNR-IRBIM ha effettuato campionamenti in nove stazioni, con prelievi in superficie e in profondità. Il lavoro ha portato alla raccolta di 108 filtri, che saranno esaminati nei laboratori dell’istituto.
Le analisi permetteranno di valutare la quantità e le caratteristiche delle particelle individuate nei campioni.
I risultati contribuiranno a delineare un quadro più preciso della distribuzione delle microplastiche lungo la rotta percorsa. Inoltre, potranno fornire informazioni utili per orientare future attività di monitoraggio e protezione dell’ambiente marino.
Al momento, i dati definitivi non sono ancora disponibili. Saranno quindi gli esiti delle analisi di laboratorio a chiarire la presenza e la distribuzione dei materiali nei punti esaminati.
DNA ambientale per cercare tracce della foca monaca
La terza attività scientifica ha avuto come obiettivo la ricerca della foca monaca, una specie di particolare interesse per la conservazione della biodiversità mediterranea.
L’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha raccolto 14 campioni di DNA ambientale, noto anche con la sigla eDNA. Questa tecnica consente di cercare nell’ambiente tracce genetiche lasciate dagli organismi, senza richiedere necessariamente un avvistamento diretto.
Le stazioni di campionamento sono state individuate anche sulla base delle informazioni storiche relative alla presenza della specie lungo le coste sarde.
Tra i luoghi considerati figurano le Grotte del Bue Marino, nel territorio di Orosei in Sardegna, note per la presenza della foca monaca in passato.
Secondo i dati della spedizione, metà dei campioni di DNA ambientale è stata raccolta all’interno di aree marine protette. Si tratta di ambienti importanti per la tutela degli ecosistemi e per lo studio della biodiversità.

Il valore della ricerca integrata per proteggere il Mediterraneo
Per Alessandra Aielli, project manager della spedizione, il bilancio è positivo sia per la quantità di dati raccolti sia per la collaborazione tra i diversi gruppi di ricerca.
La missione ha messo in relazione territori differenti, uniti dallo stesso ambiente marino. Un ruolo importante è stato svolto anche dalle aree marine protette, coinvolte in un percorso condiviso di conoscenza e tutela.
Anche Pieraugusto Panzalis, ecologo marino e coordinatore tecnico-scientifico, ha evidenziato l’importanza di integrare più metodi di indagine.
Il monitoraggio visivo e acustico dei cetacei, insieme allo studio del DNA ambientale e delle microplastiche, permette infatti di raccogliere informazioni complementari sul mare.
L’obiettivo del progetto Il Viaggio delle Balene è ampliare progressivamente le conoscenze scientifiche sul Mediterraneo, integrando nuovi dati e nuove rotte negli anni successivi.
Dalla navigazione ai laboratori: i prossimi risultati
Con la conclusione della spedizione inizia ora una nuova fase del progetto. I campioni e le registrazioni saranno analizzati per elaborare tre rapporti scientifici distinti.
Il primo riguarderà gli avvistamenti e le registrazioni acustiche dei cetacei. Il secondo raccoglierà la mappatura georeferenziata dei segnali di DNA ambientale riferibili alla foca monaca. Il terzo sarà dedicato alla valutazione qualitativa e quantitativa delle microplastiche.
Una volta verificati, i dati potranno contribuire ad ampliare le conoscenze sulla biodiversità marina e a sostenere future iniziative di gestione e conservazione.
Crediti e ricercatori
La spedizione è stata coordinata da Alessandra Aielli e Pieraugusto Panzalis. Il gruppo di ricerca sul DNA ambientale ha coinvolto Elena Valsecchi e il dottorando Colm Tong. Per MEDSEA hanno partecipato le biologhe marine Lara Carosso e Michela Congiu, mentre il campionamento delle microplastiche è stato seguito da Francesca Garaventa ed Elisa Costa del CNR-IRBIM.





