martedì, Luglio 28, 2026

Acqua potabile: nuove regole per garantirne la sicurezza

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GRAZIE AL NUOVO QUADRO NORMATIVO EUROPEO VENGONO INTRODOTTI MAGGIORI CONTROLLI PER VERIFICARE LA QUALITÀ DELL’ACQUA POTABILE E RIDURRE I RISCHI LUNGO TUTTA LA FILIERA. IL D.LGS. 102/2025 RAFFORZA MONITORAGGI, RESPONSABILITÀ E PREVENZIONE, CON PARTICOLARE ATTENZIONE A PFAS, TFA, LEGIONELLA E MATERIALI A CONTATTO CON L’ACQUA

Una nuova strategia per la sicurezza dell’acqua potabile

Cambiano le regole per la gestione e il controllo dell’acqua potabile in Italia. Il sistema normativo viene aggiornato in attuazione della Direttiva (UE) 2020/2184, recepita con il D.Lgs. 18/2023 e successivamente integrata dal D.Lgs. 102/2025.

Il nuovo impianto rafforza i controlli e amplia le responsabilità lungo l’intera filiera idrica, introducendo un approccio sempre più orientato alla prevenzione del rischio. La qualità dell’acqua non viene più valutata soltanto nella rete di distribuzione ma anche negli impianti interni degli edifici fino al punto di utilizzo finale.

Il principio guida diventa quello del “from source to tap”, ossia dalla fonte al rubinetto, con un sistema di controllo che coinvolge maggiormente strutture considerate prioritarie come ospedali, scuole e strutture ricettive.

Più attenzione ai contaminanti emergenti

Tra le principali novità introdotte dal nuovo quadro normativo vi è il rafforzamento dei controlli sui PFAS, (Per- and Polyfluoroalkyl Substances, in italiano Per- e Polifluoroalchiliche) sostanze chimiche sintetiche persistenti sempre più al centro dell’attenzione europea per il loro impatto ambientale e sanitario.

Sono stati definiti limiti più stringenti: 0,10 µg/L per la somma totale dei PFAS; 0,02 µg/L per la somma dei quattro PFAS prioritari: PFOA (Acido perfluoroottanoico), PFOS (Perfluoroottansolfonato), PFNA (Acido perfluorononanoico) e PFHxS (Acido perfluoroesansolfonico). Questi ultimi definiti come “inquinanti eterni” proprio perché si degradano molto lentamente nell’ambiente, sono sostanze di origine artificiale in quanto non esistono in natura.

Parallelamente viene introdotto il monitoraggio dell’acido trifluoroacetico (TFA), proveniente dalla degradazione degli altri PFAS, per il quale è previsto un valore di riferimento pari a 10 µg/L a partire dal 2027.

Tutto questo per far si che si riesca a intercettare precocemente la presenza di sostanze difficili da eliminare e garantire una maggiore tutela della risorsa idrica.

Controlli rafforzati e gestione del rischio negli impianti

Il D.Lgs. 102/2025 consolida il modello basato sulla valutazione del rischio, rafforzando la vigilanza su parametri critici come cloriti, clorati e cromo.

Un ruolo centrale viene attribuito anche alla prevenzione della Legionella, che entra in modo strutturale nei Piani di Sicurezza dell’Acqua (PSA). Il decreto rende vincolanti le linee guida nazionali e introduce l’obbligo di individuare il Gestore della Distribuzione Idrica Interna (GIDI) negli edifici prioritari.

Questa figura avrà il compito di coordinare le attività di controllo e prevenzione negli impianti interni, riducendo i rischi associati alla proliferazione batterica nelle reti idriche degli edifici.

Legionella, un rischio ancora rilevante in Europa

L’attenzione verso la Legionella, batterio che vive nell’acqua e può causare una grave infezione polmonare, risponde a un quadro epidemiologico che conferma la rilevanza del problema.

Secondo l’ultimo rapporto dell’ECDC, (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie) l’Italia presenta il più alto tasso di casi notificati di legionellosi in Europa, con 3,4 casi ogni 100mila abitanti. Insieme con Francia, Germania e Spagna concentra il 71% delle segnalazioni europee.

La prevenzione diventa quindi un elemento essenziale nella gestione della sicurezza idrica, soprattutto in ambienti caratterizzati da reti complesse e presenza di utenti vulnerabili.

Nuove regole per materiali e componenti a contatto con l’acqua

Un ulteriore elemento introdotto dal nuovo sistema europeo riguarda il controllo dei materiali destinati al contatto con l’acqua potabile.

Acqua potabile, plastica
La Direttiva sull’acqua potabile ne migliora gli standard di qualità

Il sistema europeo ReMaF definisce criteri comuni per la valutazione e l’autorizzazione di materiali, reagenti chimici, sistemi filtranti e componenti impiantistici, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza lungo tutta la catena idrica.

Il ruolo strategico dei laboratori accreditati

Nel nuovo scenario normativo i laboratori accreditati assumono un ruolo sempre più importante. Le loro attività comprendono campionamenti, analisi chimiche e microbiologiche, monitoraggio dei contaminanti e verifica della conformità ai requisiti previsti.

Il loro contributo non si limita alla produzione del referto analitico, ma comprende anche la validazione dei dati, il supporto nell’interpretazione dei risultati e l’assistenza tecnica ai gestori e ai responsabili degli impianti.

Le aziende saranno quindi chiamate a superare un approccio basato esclusivamente sulla lettura dei risultati analitici, per adottare una vera mappatura dei potenziali rischi presenti nella propria rete idrica.

pH Labs al fianco delle aziende nella transizione normativa

In questo contesto opera pH Labs, laboratorio del gruppo TÜV Italia, che supporta aziende e gestori nei processi di adeguamento ai nuovi requisiti normativi.

Le attività comprendono analisi chimiche e microbiologiche, monitoraggio di contaminanti emergenti come Bisfenolo A, PFAS e TFA, controllo della Legionella e supporto tecnico nell’applicazione dei Piani di Sicurezza dell’Acqua.

«Stiamo assistendo a un cambio di paradigma: la sicurezza dell’acqua non si misura più solo in termini di conformità, ma nella capacità di prevenire il rischio lungo tutta la filiera idrica», sottolinea Claudia Battistini, Environmental Senior Technical Assistance ENV Staff di TÜV SÜD – pH Labs.

Le principali scadenze normative

Il percorso di adeguamento prevede alcune date chiave:

13 luglio 2026

È diventato obbligatorio il monitoraggio della somma dei quattro PFAS (0,02 μg/L) e delle molecole ADV comprese nella somma dei PFAS.

31 dicembre 2026

Entra in vigore l’obbligo europeo relativo ai materiali a contatto con l’acqua potabile secondo il sistema ReMaF.

13 gennaio 2027

Diventa obbligatorio il monitoraggio del TFA – acido trifluoroacetico – con valore di riferimento pari a 10 μg/L.

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