UN PICCOLO COCCODRILLO NANO AFRICANO, SPECIE CONSIDERATA VULNERABILE DI ESTINZIONE, È NATO AL PARCO NATURA VIVA DI VERONA DOPO UNA SCOPERTA INATTESA DELLO STAFF ZOOLOGICO. IL RETTILE È VENUTO ALLA LUCE APPENA 24 ORE DOPO IL RITROVAMENTO DEL NIDO NASCOSTO DALLA MADRE CON UN INGEGNOSO DEPISTAGGIO NELLA SABBIA
La scoperta del nido nascosto
Tutto è iniziato con un dettaglio apparentemente insignificante: un uovo non fertile riportato in superficie dal maschio e accidentalmente rotto. Da quel momento, lo staff del Parco Natura Viva ha deciso di intervenire per verificare la presenza del nido.

«In quelle settimane stavamo monitorando il comportamento della femmina», spiega Camillo Sandri, direttore zoologico del parco. «Dopo la deposizione, la madre ricopre il nido e rimane nelle vicinanze per tutto il periodo di incubazione, che può durare oltre quattro mesi».
Quando gli operatori hanno iniziato a scavare nel punto in cui la terra appariva smossa, però, non hanno trovato nulla. È stato allora che hanno compreso il comportamento strategico della femmina: un vero e proprio depistaggio per proteggere le uova dalla possibile presenza di predatori.
Il verso proveniente dall’uovo
Individuato finalmente il punto corretto, lo staff ha fatto una scoperta decisiva. Da una delle uova proveniva un verso chiaramente riconoscibile, segnale che la schiusa era imminente.
L’uovo è stato immediatamente trasferito in incubatrice per garantire condizioni controllate di temperatura e umidità. Dopo appena 24 ore è nato il piccolo coccodrillo nano africano, perfettamente formato e già molto attivo.
Alla nascita misurava circa 28 centimetri di lunghezza. Il suo aspetto riproduceva già quello degli adulti: grandi occhi scuri, pelle marrone-nera e il tipico sguardo che caratterizza questa specie, utile anche a mimetizzarsi nell’ambiente naturale.
Una specie vulnerabile di estinzione
Il cucciolo nano africano è la più piccola specie di coccodrillo esistente e vive principalmente nelle foreste e nelle aree paludose dell’Africa occidentale e centrale.
La specie è considerata vulnerabile di estinzione a causa della distruzione dell’habitat e della pressione umana. Per questo motivo, la nascita avvenuta al Parco Natura Viva rappresenta un risultato importante per i programmi di conservazione zoologica europei.
Secondo lo staff del parco, il successo della schiusa è stato possibile soprattutto grazie al rispetto dei tempi naturali della specie. Le uova, infatti, sono rimaste nel nido originario fino alle ultime fasi dell’incubazione, senza interventi invasivi.
Le prime settimane del piccolo
Nei primi giorni di vita, il giovane coccodrillo è rimasto in incubatrice mentre i veterinari preparavano un ambiente adatto alla sua crescita.
«Inizialmente si è alimentato quasi esclusivamente di grilli di medie dimensioni», racconta Sandri. «Successivamente abbiamo introdotto locuste e piccoli pesci, seguendo attentamente la sua crescita».
Il piccolo ha raggiunto circa 40 centimetri di lunghezza e pesa quasi 900 grammi. Vive in un acquario appositamente allestito con cortecce, rami e vegetazione che gli permettono di nascondersi e comportarsi come farebbe nel suo habitat naturale. Alterna momenti di attività a lunghe soste tra le piante, mostrando già i comportamenti tipici della specie.




