L’ATTENZIONE E LA CURA PER L’AMBIENTE, SI DIMOSTRA SEMPRE PIÙ ALL’INTERNO DEL NOSTRO QUOTIDIANO. LE SCELTE E L’USO DI PRODOTTI NATURALI ANCHE NEL BEAUTY FEMMINILE, RIENTRA IN QUESTA NUOVA CULTURA. APPROFONDIAMO L’ARGOMENTO PER UNA COMPRENSIONE DETTAGLIATA E COMPLETA SULLA COSMESI GREEN. IMPARANDO ANCHE A DISTINGUERE E SCEGLIERE BENE UN COSMETICO
La cultura della green beauty e l’ecosostenibilità
Innanzitutto, attenzione alle distinzioni principali in cosmesi: green, naturale ed eco bio.
Come spesso si è indotti a interpretare, errando, perché non sono assolutamente la stessa cosa.

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La cosmesi green e le sue peculiarità
Infatti, i cosmetici green sono tutti quei prodotti con l’apposizione della nomenclatura INCI e al contempo rivestiti di packaging ecosostenibili.
Per INCI – International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, si intende una nomenclatura internazionale obbligatoria sui cosmetici a partire dal 1999, ma creata nel 1973 da un’associazione americana. L’elenco INCI (o elenco degli ingredienti), mira a standardizzare gli ingredienti presenti in un prodotto cosmetici.
I cosmetici green sono più moderni, perché includono tra le loro caratteristiche peculiari una grande attenzione al packaging.
Quest’ultimo aspetto denota all’interno delle scelte aziendali una nuova consapevolezza, a favore del rispetto ambientale e della riduzione delle plastiche.
Consideriamo sul punto, come l’impatto ambientale della cosmesi rilevi fortemente, sia in termini di produzione di gas serra, sia in termini di impiego dell’acqua. Elemento, indispensabile nel risciacquo del cosmetico in grandi quantità.
Accanto allo spreco dell’acqua, si associa quello della carta. Pensiamo, alle tantissime confezioni cosmetiche costruite da cartoncini esterni ed anche agli interni in plastica.
Da queste premesse, la cosmesi green si presenta con uno scopo specifico: l’abbattimento degli sprechi e la riduzione dell’impatto ambientale e dell’inquinamento.
Attraverso questa azione mirata, si riesce a raggiungere nei dodici mesi una produzione complessiva sostenibile: con emissione CO2 controllata e a basso impatto ambientale.
Fondamentale, la scelta di materie prime certificate e naturali e meglio se a Km 0. Accostando l’uso di packaging minimal, formule moderne e al contempo versatili e di semplice utilizzo.

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Cosmetica bio, naturale e vegan: significati e differenze
Inoltre, la cosmetica green non deve essere confusa con la cosmesi ecobio, naturale o vegan.
La cosmetica green, è una branca della cosmesi che si interessa all’impatto ambientale. Oltre ad avere formulazioni naturali, i prodotti cosmetici green sono cosmetici sostenibili dal punto di vista ambientale. All’interno della cosmetica green, troviamo anche i cosmetici solidi.
Cosmetica bio
La cosmetica bio è una gamma della cosmesi, rappresentata da formule naturali e biologiche.
Sebbene questi prodotti siano amici della pelle (poiché privi di sostanze di origine petrolifera, siliconi, parabeni, peg e ftalati), non tutti i cosmetici bio sono sostenibili dal punto di vista del packaging.
Anche se è in corso una conversione in ottica ecologica, da parte delle aziende.
Cosmetica naturale
La cosmesi naturale, è caratterizzata da ingredienti naturali, a volte in minima parte anche biologici, ma non possiede certificazione eco bio.
Alcuni cosmetici naturali, possiedono ingredienti di origine sintetica nelle loro formulazioni.
Quindi, con bollino giallo o rosso del Bio dizionario (da quasi venti anni lo standard più usato nel settore della EcoCosmesi e Detergenza) può rappresentare un’ottima guida nell’orientamento per scelte di qualità.
Differenziazione principale tra cosmetici naturali e cosmetici bio:
Cosmetica vegan
La cosmetica vegan, gamma di cosmesi realizzata senza ingredienti di origine animale. Questa è la caratteristica peculiare.
Poi, ci sono cosmetici da considerare sempre vegan. Però, non necessariamente ecobio né sostenibili a livello ambientale. Ed altri sia vegan, sia bio, sia green.

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Occhio alla scelta: differenze e qualità garantita
Riconoscere un cosmetico green ed ecosostenibile, vuol dire saper guardare e valutare diversi aspetti: principalmente la composizione dell’INCI, l’adozione di packaging ecosostenibile e formulazioni rispettose sia dell’ambiente sia della salute.
Uno dei criteri fondamentali per la trasparenza nella comunicazione, è proprio l’indicazione delle certificazioni internazionali per garantire l’autenticità del prodotto.
Appunto, si possono rilevare le certificazioni più importanti tra: Cosmos, Ecocert e NATRUE. Garanzia di standard rigorosi per ingredienti naturali e biologici a sostegno della produzione sostenibile.
Un altro parametro importante è la norma ISO 16128, dove si possono trovare le linee guida tecniche per classificare e valutare gli ingredienti cosmetici naturali e biologici. Quadro di riferimento utile per aziende e consumatori.
La lettura attenta delle etichette, può aiutare alla comprensione della lista degli ingredienti. Altresì, fondamentale per evitare prodotti contenenti sostanze dannose o non sostenibili.
Infine, bisogna anche evitare gli errori comuni e soprattutto le pratiche ingannevoli.
Una serie al proposito, è rappresentata da claim vaghi o non supportati da certificazioni ufficiali e riconosciute. Da etichette poco trasparenti o ingredienti non chiaramente indicati nell’INCI. L’uso di termini ambigui come “naturale” senza definizioni precise.
A ciò, si aggiungono le innumerevoli strategie di marketing che celano con enfasi di aspetti marginali, il reale prodotto sostenibile.
Il sostegno a un’industria cosmetica responsabile può avvenire attraverso la consapevolezza di questi errori comuni. Ovviando al contempo all’acquisto di prodotti di scarsa qualità e insoddisfacenti per le proprie esigenze e soprattutto rispetto della propria salute.
Per scegliere un buon cosmetico green considera i seguenti aspettii:
- a partire dagli ingredienti, scegliendo prodotti con almeno il 99% di ingredienti naturali e biologici. Controlla l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) per verificare la naturalezza degli ingredienti.
- Assicurati che il prodotto abbia certificazioni affidabili come Cosmos o Ecocert , a garanzia della qualità e dell’efficacia.
I cosmetici green si caratterizzano per una connotazione naturale che non coincide con la semplice presenza di ingredienti di origine vegetale. Con l’adozione di un approccio olistico, considera la sostenibilità come un valore imprescindibile, bilanciando l’efficacia del prodotto con il rispetto per l’ambiente e la salute umana.
La presenza della nomenclatura INCI, rappresenta un elemento fondamentale Poiché consente di valutare, la trasparenza e il livello di naturalità delle materie prime utilizzate.
Questi prodotti, utilizzano ingredienti naturali certificati. Spesso provenienti da coltivazioni biologiche o da processi di upcycling.
Tutto ciò, ne amplifica la stessa connotazione green. Inoltre, il divieto nell’impiego di coloranti e conservanti, è rigorosamente controllato.
In tal modo, evitando alle sostanze chimiche dannose o sintetiche, di avere un impatto negativo sia sull’ambiente sia sulla nostra pelle.
- Il packaging ecosostenibile, spesso certificati FSC (Public Search – Certificate Data) per una gestione responsabile delle risorse forestali. Contribuiscono a ridurre l’impronta ecologica complessiva.
- Apposizione di adozione Life Cycle Assessment (LCA), un’analisi completa che valuta tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto. Ad iniziare dalla materia prima allo smaltimento, per assicurare una valutazione accurata dell’impatto ambientale.
Nuove normative pro sostenibilità nel green beauty
Il Green beauty dice, inoltre, “addio” agli slogan su invito delle nuove normative pro sostenibilità.
Infatti, è proprio il decreto anti-greenwashing appena entrato in vigore, a cambiare le regole del beauty. I claim ambientali devono essere dimostrati e non solo dichiarati.
Sono state, infatti, introdotte nuove norme per dimostrarne la sostenibilità. Una svolta sembra essere arrivata anche con il Decreto Legislativo 30/2026. Appena entrato in vigore, stabilisce, per il mondo beauty, che ogni dichiarazione ambientale deve essere verificabile.
Misurabile e supportata da prove certificate da enti terzi, rendendo così l’uso di aggettivi come “verde” o “ecologico” senza prove certe. Una pratica commerciale scorretta, soggetta a sanzioni fino a 10milioni di euro. Sulla convinzione chela trasparenza e la chiarezza debbano essere valori fondanti e non semplici strumenti di comunicazione, si stanno orientando le primissime aziende.
Dokobà, per esempio è una startup ad alto impatto sociale e ambientale, fondata dall’ingegnera e formulatrice Nebua Ginette Siani, scrittrice anche del libro Cosmesi consapevole, pubblicato da Mondadori nel 2025.
Mentre il settore si interroga su come adeguarsi, una startup italiana ha già trovato nella tecnologia la risposta per restituire al consumatore il diritto di sapere davvero cosa compra.
Considerando come negli ultimi anni il mondo del beauty, ha imparato a parlare il linguaggio della sostenibilità con estrema disinvoltura a scapito della trasparenza. La maggior parte dei consumatori, dichiara oggi di voler acquistare da marchi che promuovono attivamente la sostenibilità. Secondo un report IBM, il 71% è anche disposto a pagare di più se il brand rispetta tutti gli standard di trasparenza.
«Stiamo assistendo a un cambiamento profondo nel modo in cui le persone si approcciano alla cosmesi. Chi acquista oggi non si accontenta più di uno slogan ma vuole sapere esattamente per cosa sta pagando, vuole che un brand sposi davvero i suoi valori e noi in pochi clic gli diamo la possibilità di farlo», afferma Nebua Ginette Siani, founder di Dokobà.
La trasparenza del beauty parte dalla tecnologia
Secondo Soil Association, il 65% dei consumatori desidera acquistare un prodotto cosmetico da un brand trasparente e sostenibile. Ma questa verifica, per chi compra, è quasi impossibile. E non perché manchino le informazioni ma perché solo il 26% dei marchi, adotta davvero questa linea di pensiero.
Nel beauty le affermazioni di sostenibilità, non mentono apertamente ma scivolano nell’ambiguità e nell’omissione. Presentando dettagli tecnicamente veri ma strategicamente irrilevanti.
La carta d’identità digitale a supporto e integrazione della lettura INCI
Leggere l’INCI, per chi ne è capace, racconta la composizione di un prodotto manon dice nulla su molti aspetti.
Tra cui, le materie prime, provenienza geografica, origine (se vegetale, biotecnologica o altro), tipodi lavorazione, funzione all’interno della formula, proprietà e l’analisi ambientale che misural’impatto del prodotto.
I test di efficacia, quando vengono citati, raramente sono consultabili e esistono quasi sempre come dicitura promozionale. Piuttosto che come documento accessibile, lasciano il consumatore in una posizione in cui vuole scegliere bene ma non ha gli strumenti concreti per farlo.
A supporto interpretativo, sempre Dokobà ha creato la prima carta digitale del prodotto.
Pratico ausilio per superare questa opacitàmolto diffusa nel settore, mettendo la tecnologia al servizio della trasparenza.
Sviluppando un modello basato su un’infrastruttura blockchain. Rendendo queste informazioni accessibili a chiunque voglia consultarli. Offrendo al consumatore la possibilità di conoscere tutto ciò che serve. Per capire, se un cosmetico risponde davvero alle proprie esigenze e ai propri valori, sia prima che dopo dell’acquisto.
Oltretutto, essendo registrata su blockchain, questa carta d’identità digitale è immutabile e non manipolabile. Così, permettendo a chiunque di risalire all’origine geografica degli ingredienti, di consultare i risultati dei test condotti da laboratori indipendenti.
«Tutti noi consumatori, al giorno d’oggi, influenziamo davvero il mercato con ciò che scegliamo di acquistare. Ma chi investe i propri soldi in un prodotto, ha il diritto di sapere cosa sta comprando, quanto inquina e se funziona davvero», conclude Nebua Ginette Siani.
Potendo verificare l’analisi del ciclo di vita del prodotto, si trasforma la trasparenza da promessa in garanzia strutturale.
Inoltre, non si deve dimenticare come dietro ogni prodotto del brand c’è un percorso documentato e verificabile fatto di test di efficacia completi: analisi dell’impatto ambientale, certificati di donazione e informazioni dettagliate sugli ingredienti, tutti certificati da enti esterni e consultabili liberamente da qualsiasi utente.
Fonte: Ufficio Stampa Dokobà




