mercoledì, Aprile 1, 2026

Il Lupo in Italia, scontro su tutela e abbattimenti. In senato il 2 aprile 2026

Ultime News

IL DIBATTITO SUL LUPO IN ITALIA SI INTENSIFICA TRA DATI SCIENTIFICI E SCELTE POLITICHE. LE ASSOCIAZIONI CONTESTANO L’IPOTESI DI ABBATTIMENTI E CHIEDONO PIÙ TUTELA E TRASPARENZA. ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE SI RIVOLGONO AL MINISTRO PICHETTO FRATIN. IL TEMA SARÀ DISCUSSO NEL CORSO DI UN EVENTO AL SENATO DELLA REPUBBLICA IL 2 APRILE 2026

L’Europa discute sul futuro del lupo tra dati scientifici e scelte politiche

Mentre l’Agenzia Europea dell’Ambiente segnala che due terzi delle specie protette dalla Direttiva Habitat versano in condizioni sfavorevoli, cresce il dibattito sul futuro del lupo in Europa.

Secondo la comunità scientifica, non esiste una popolazione europea unica della specie e il suo stato di conservazione resta critico.

Nonostante ciò, la Commissione Europea e alcuni Stati membri sostengono il declassamento della protezione del lupo.

Questa scelta potrebbe aprire la strada a un aumento delle uccisioni controllate.

 ONG contro il declassamento: “Decisioni senza basi scientifiche”

Le organizzazioni ambientaliste criticano duramente l’iniziativa promossa da Ursula von der Leyen. Secondo le ONG, la proposta nasce da uno studio commissionato nel 2023 a una società privata con sede a Bruxelles.

Le associazioni chiedono maggiore trasparenza nei processi decisionali europei.

Temono che interessi privati non dichiarati influenzino le politiche ambientali. Inoltre, denunciano una narrazione fuorviante sulla “coesistenza” tra uomo e fauna selvatica.

Secondo loro, questa visione favorisce soprattutto le lobby agricole e venatorie.

 Italia, le associazioni chiedono chiarezza al Governo

In Italia diverse organizzazioni, tra cui Green Impact e Federazione Pro Natura, Animal Aid Italia, Attivisti Gruppo Randagio, Alleanza Antispecista, si rivolgono al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin.

Le associazioni chiedono una smentita chiara su eventuali piani di abbattimento del lupo.

La richiesta nasce dopo notizie su una proposta dell’ISPRA che ipotizza l’uccisione di 160 esemplari nel 2026.

Secondo le ONG, si tratta di una proposta non vincolante e priva di basi scientifiche e legali.

 Mortalità già elevata: il vero problema è l’uomo

In Italia il lupo affronta già una mortalità molto elevata. Negli ultimi 5 anni, circa 2mila esemplari sono stati trovati morti. La maggior parte dei decessi dipende da attività umane.

Bracconaggio, avvelenamenti e incidenti stradali rappresentano le principali cause.

Le associazioni sottolineano che molti di questi crimini restano impuniti. Per questo chiedono interventi urgenti contro le morti illegali e accidentali.

 “I lupi sono troppi”: una percezione distorta

Secondo gli esperti, non esistono dati scientifici che dimostrino un eccesso di lupi in Italia.

L’idea di una presenza eccessiva nasce da percezioni soggettive. Fino agli anni Settanta, il lupo era quasi scomparso dal territorio nazionale. Oggi la specie sta semplicemente recuperando il suo spazio naturale.

Tuttavia, mancano dati completi e aggiornati sul numero reale di esemplari. Il monitoraggio resta disomogeneo e basato spesso su stime statistiche.

 Ricorsi in Europa e incertezza normativa

La comunità scientifica europea definisce il declassamento una scelta politica. Tre ricorsi sono attualmente pendenti presso la Corte Europea di Giustizia.

Le associazioni chiedono l’annullamento della decisione europea. Una sentenza favorevole potrebbe ripristinare una protezione più rigorosa.

 Le priorità indicate dalle associazioni

Le organizzazioni ambientaliste indicano azioni concrete per la gestione del problema. La prima riguarda la prevenzione dei danni da predazione. Le misure esistono già e ricevono finanziamenti europei dedicati.

Tuttavia, la loro applicazione resta ancora limitata e non uniforme. Le associazioni chiedono che questi strumenti diventino obbligatori. Propongono anche procedure più rapide per gli indennizzi agli allevatori.

 Più controlli e lotta ai crimini ambientali

Un’altra priorità riguarda la tutela della fauna selvatica. Le associazioni chiedono più controlli contro bracconaggio e avvelenamenti.

Propongono inoltre un piano nazionale per ridurre gli incidenti stradali. Servono tecnologie innovative e interventi mirati sulle infrastrutture.

Chiedono anche sanzioni più severe e controlli più efficaci. Un monitoraggio costante è ritenuto fondamentale per proteggere la specie.

 Operazioni di abbattimento sotto accusa

Le ONG denunciano modalità di abbattimento simili a operazioni militari. Squadre specializzate utilizzano strumenti avanzati come GPS, droni e visori notturni.

I lupi vengono spesso inseguiti per giorni prima di essere uccisi. Queste pratiche sollevano forti preoccupazioni etiche e ambientali.

 Un tema al centro del dibattito politico

La tutela del Canis lupus rappresenta un obbligo previsto dalle normative europee e nazionali. È anche una responsabilità fondamentale per la biodiversità.

Il tema sarà discusso durante un evento al Senato della Repubblica il 2 aprile 2026. L’incontro è promosso dalla senatrice Gisella Naturale.

Le associazioni auspicano la partecipazione del Ministro per un confronto diretto. L’obiettivo è definire una strategia condivisa per la tutela della fauna selvatica.

Numero verde ONA

spot_img
spot_img
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili