venerdì, Maggio 1, 2026

Protesta teatrale a Milano: le Alpi non hanno più neve

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EXTINCTION REBELLION HA DATO VITA A UNA PROTESTA TEATRALE NEL CUORE DI MILANO, CHE RIACCENDE IL DIBATTITO SUI GIOCHI OLIMPICI INVERNALI E SUL FUTURO DELLE ALPI. ATTIVISTI TRAVESTITI DA ERMELLINI HANNO INSCENATO PERFORMANCE PUBBLICHE PER DENUNCIARE CRISI CLIMATICA, CONSUMO DI SUOLO E INVESTIMENTI RITENUTI INSOSTENIBILI PER I TERRITORI MONTANI ITALIANI

La performance nel centro di Milano

Attivisti di Extinction Rebellion e Rete Artivismo, travestiti da ermellini, hanno messo in scena una performance nella metropolitana e nelle vie centrali del capoluogo lombardo.

Protagonisti dell’azione, cittadini e turisti che, attraverso brevi pièce teatrali hanno denunciato gli effetti del cambiamento climatico, le responsabilità politiche e quella che definiscono la “falsa soluzione” delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, presentate dal ministro Matteo Salvini come un’opportunità per il Paese.

Olimpiadi e impatto ambientale

«Non vogliamo negare il valore dello sport, ma smentire la narrazione ufficiale delle olimpiadi a impatto zero», dichiarano gli attivisti.

Attivisti di Extinction Rebellion e Rete Artivismo, travestiti da ermellini, hanno messo in scena una performance nella metropolitana e nelle vie centrali di Milano per denunciare il cambiamento climatico

Secondo i dati ufficiali, la spesa complessiva prevista sarebbe di circa 3,4 miliardi di euro. A fronte di questi investimenti, le associazioni denunciano criticità significative come il disboscamento, consumo di suolo, opere realizzate in aree a rischio geologico e infrastrutture che potrebbero rimanere inutilizzate dopo l’evento.

Alpi sempre più calde e meno neve

I dati scientifici più recenti indicano che l’altezza media stagionale del manto nevoso sulle Alpi è diminuita di oltre l’8% ogni dieci anni, mentre la durata della copertura si è ridotta di circa il 6%.

Le proiezioni climatiche per il XXI secolo suggeriscono che la neve diventerà sempre più rara sotto i 1.500–2.000 metri di quota, con conseguenze dirette su turismo invernale, risorse idriche e servizi ecosistemici.

«Le Alpi si stanno riscaldando a velocità doppia rispetto alla media globale – afferma ExtinctionRebellion – e le politiche attuali cercano di mantenere vivo il turismo sciistico attraverso l’innevamento artificiale, una soluzione costosa e ad alto impatto ambientale».

Impianti dismessi e innevamento artificiale

Il monitoraggio annuale di Legambiente evidenzia una situazione complessa: in Lombardia, Veneto e Trentino sono stati censiti 78 impianti e strutture sciistiche dismesse.

Parallelamente crescono gli investimenti nell’innevamento artificiale, spesso in territori con risorse idriche sempre più scarse. In alcuni casi si è arrivati al trasporto della neve in elicottero. Gli attivisti parlano di un “accanimento terapeutico” su un settore strutturalmente compromesso, che continua a ricevere fondi pubblici pur restando elitario: uno skipass giornaliero sulle Dolomiti può costare circa 80 euro.

L’ermellino come simbolo della crisi

La scelta dell’ermellino non è casuale. Questo piccolo mammifero, mascotte dei Giochi, cambia colore in inverno – dal marrone al bianco – per mimetizzarsi nella neve.

Oggi però, a causa della riduzione del manto nevoso, il pelo bianco lo rende più visibile ai predatori, trasformando un adattamento evolutivo in uno svantaggio. Una metafora potente, secondo gli attivisti, della fragilità degli ecosistemi alpini di fronte alla crisi climatica.

Numero verde ONA

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