UNO STUDIO DELL’UNIVERSITÀ DI PADOVA DIMOSTRA CHE LE FALLACIE COGNITIVE NON RIGUARDANO SOLO L’UOMO E I PRIMATI, MA ANCHE ALCUNE SPECIE DI PESCI
Quando si devono prendere decisioni in condizioni di incertezza, anche la mente umana più razionale può commettere errori sistematici. Questi errori, noti come fallacie cognitive, derivano da una valutazione distorta delle probabilità o da reazioni istintive che influenzano le scelte, portando spesso a risultati sub-ottimali.
Uno dei casi più noti è il paradosso di Monty Hall, un rompicapo statistico diventato celebre grazie a un quiz televisivo. Il gioco prevede tre opzioni, una sola delle quali nasconde una ricompensa. Dopo una prima scelta, il conduttore elimina una delle alternative sbagliate e offre al concorrente la possibilità di confermare la decisione iniziale oppure cambiarla. Nonostante l’analisi matematica dimostri che cambiare scelta raddoppia le probabilità di successo, la maggior parte delle persone decide di restare sulla prima opzione.
Fallacie cognitive: non solo un tratto umano
Negli ultimi anni, lo studio di questi errori di ragionamento è stato esteso anche al mondo animale. L’obiettivo è di comprendere quali processi cognitivi siano esclusivamente umani e quali abbiano origini evolutive più profonde.
Le ricerche condotte su diverse specie hanno restituito risultati eterogenei:
- i macachi, come gli esseri umani, mostrano difficoltà nel risolvere il paradosso di Monty Hall;
- i piccioni, invece, sembrano imparare rapidamente a modificare la scelta iniziale, ottimizzando le probabilità di ottenere la ricompensa.
Queste differenze avevano portato a ipotizzare che simili fallacie fossero legate a sistemi neuro-cognitivi complessi, tipici dei primati.
Lo studio: anche i pesci sbagliano scelta
Una ricerca dell’Università di Padova, pubblicata nel 2026 sulla rivista scientifica Cognition, mette ora in discussione questa interpretazione. Lo studio, condotto da Christian Agrillo e Alessandra Pecunioso del Dipartimento di Psicologia Generale, ha coinvolto esemplari di pesce fantasma (Kryptopterus bicirrhis), sottoposti a una versione computerizzata del dilemma di Monty Hall.
I risultati sono sorprendenti: anche i pesci, come gli esseri umani e i macachi, tendono a mantenere la prima scelta, rinunciando all’alternativa statisticamente più vantaggiosa. Questo comportamento persiste nel tempo: persino dopo oltre 200 prove, gli animali continuano a confermare la decisione iniziale, nonostante il premio venga ottenuto più spesso quando la scelta viene cambiata.
Emozioni o difficoltà probabilistiche?
Secondo il professor Christian Agrillo, negli esseri umani l’errore non è legato solo a un cattivo calcolo delle probabilità. Entrano in gioco anche fattori emotivi, come la paura di provare una sensazione di perdita nel caso in cui il cambio di scelta si riveli sbagliato, oppure l’illusione di avere un maggiore controllo nella prima decisione.
Nel caso dei pesci, tuttavia, una spiegazione più plausibile è di tipo cognitivo: la difficoltà nel comprendere e stimare eventi di probabilità condizionata, un aspetto centrale nel paradosso di Monty Hall.
Convergenze cognitive inattese
Come sottolinea Alessandra Pecunioso, non è la prima volta che specie molto distanti dal punto di vista evolutivo mostrano sorprendenti somiglianze nei processi percettivi e decisionali. Il fatto che un pesce, privo di corteccia cerebrale, compia scelte sub-ottimali analoghe a quelle umane suggerisce che le fallacie di ragionamento possano emergere anche in sistemi neurali profondamente diversi.
Questa scoperta amplia la comprensione delle basi cognitive delle decisioni e apre nuovi interrogativi sull’origine evolutiva degli errori di ragionamento.
Riferimenti scientifici
Titolo: A cognitive fallacy in a fish? Glass catfish, like humans, make sub-optimal choices in the Monty Hall dilemma
Rivista: Cognition (2026)
Autori: Christian Agrillo, Alessandra Pecunioso
Link: A cognitive fallacy in a fish? Glass catfish, like humans, make sub-optimal choices in the Monty Hall dilemma





