venerdì, Aprile 17, 2026

Gaza 2025: Jean-Pierre Filiu in “Niente mi aveva preparato”

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IL 22 OTTOBRE 2025 È USCITO  IL SAGGIO “NIENTE MI AVEVA PREPARATO” DI JEAN-PIERRE FILIU (ALTRECOSE), TITOLO ORIGINALE “UN HISTORIEN À GAZA”, TRADOTTO DA SILVIA MANZIO. NEL CUORE DEL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE, JEAN-PIERRE FILIU FIRMA UN REPORTAGE INTENSO E TOCCANTE SULLA VITA QUOTIDIANA NELLA STRISCIA DI GAZA. SCRITTO DOPO UN MESE TRASCORSO SUL CAMPO, IL LIBRO UNISCE ESPERIENZA DIRETTA, CONOSCENZA STORICA E SENSIBILITÀ UMANA. I PROVENTI DELL’OPERA SONO DESTINATI A MEDICI SENZA FRONTIERE

«Sono appena rientrato e già mi sommerge la tragedia di questo territorio assediato» lo storico Jean-Pierre Filiu racconta il suo soggiorno a Gaza

Un viaggio dentro la devastazione

Tra il 19 dicembre 2024 e il 21 gennaio 2025, Jean-Pierre Filiu ha ottenuto l’autorizzazione a vivere per un mese nella Striscia di Gaza, duramente colpita dai bombardamenti israeliani. Ne è nato un libro-reportage che è, allo stesso tempo, un diario personale e uno strumento per comprendere una delle crisi umanitarie più gravi dei nostri giorni.

Come ha scritto Le Monde: «Between December 19, 2024, and January 21, 2025, Jean-Pierre Filiu … spent a month in the Gaza Strip. … He is publishing his eyewitness account in a book …» (Le Monde, 26 maggio 2025).

Gaza
Gaza (Fonte apnews.com)

Una testimonianza concreta e generosa

Filiu ha deciso di devolvere integralmente i diritti d’autore del volume a Medici Senza Frontiere, in sostegno delle loro attività a Gaza. Un gesto coerente con lo spirito del libro, che non è solo un racconto, ma anche un atto di solidarietà concreta verso una popolazione stremata.

L’autore: una voce esperta e coinvolta

Storico francese e profondo conoscitore del Medio Oriente, Jean-Pierre Filiu visita Gaza regolarmente dal 1980. Tornarvi nel dicembre 2024, dopo la strage terroristica di Hamas del 7 ottobre 2023 e la successiva offensiva israeliana, ha significato per lui confrontarsi con una realtà profondamente trasformata, segnata dalla distruzione e dalla sofferenza.

«Rien ne me préparait à ce que j’ai vu et vécu à Gaza. Rien de rien. De rien».

(Nulla mi preparava a ciò che ho visto e vissuto a Gaza. Nulla di nulla. Di nulla). (Filiu a Le Monde.fr]

Un documentario di guerra che è anche diario di viaggio

Entrato nella Striscia con uno dei rari convogli umanitari, Filiu raccoglie sul campo testimonianze, osservazioni e riflessioni, poi rielaborate in Francia in un racconto asciutto ma intensamente emotivo. La sua scrittura, limpida e partecipe, ci guida in un percorso difficile, ma necessario, dentro la quotidianità del genocidio del popolo palestinese perpetrato da Netanyahu.

«Le récit d’autant plus nécessaire que les autorités israéliennes interdisent à la presse étrangère l’accès à l’enclave». (Le Monde.fr)

(Un racconto tanto più necessario – sottoliena il reporter – poiché le autorità israeliane vietano alla stampa straniera l’accesso all’enclave).

distruzione striscia di Gaza

La vita quotidiana sotto il conflitto

A Gaza, anche le azioni più semplici – bere acqua pulita, procurarsi cibo, spostarsi, ricevere cure mediche – diventano prove di resistenza quotidiana. Filiu descrive con precisione e umanità queste difficoltà, dando voce a chi spesso non ne ha. Il suo è un contributo fondamentale per chi vuole capire, senza filtri e in modo diretto, cosa significa vivere oggi a Gaza.

Dati recenti delle agenzie ONU e ONG confermano la gravità della situazione: oltre 500mila persone (quasi un quarto della popolazione) si trovano in condizioni vicine alla fame severa e più del 39% della popolazione passa intere giornate senza mangiare – UNICEF – e il 90% dell’attuale popolazione di Gaza, pari a 2,1 milioni di persone, è sfollata, senza accesso a rifugi adeguati, cibo, servizi medici salvavita, acqua pulita, istruzione e mezzi di sussistenza – UNOCHA -.

«L’expression de nettoyage ethnique ne semble pas excessive pour qualifier l’expulsion méthodique de la population, la destruction tout aussi méthodique des bâtiments … le ciblage des derniers lieux de vie organisés que sont les hôpitaux». (Le Monde.fr)

(L’espressione pulizia etnica – scrive Filiu – non sembra eccessiva per qualificare l’espulsione metodica della popolazione, la distruzione altrettanto metodica degli edifici… il bersaglio degli ultimi luoghi di vita organizzata che sono gli ospedali)

Un libro essenziale per capire il presente

Tra i molti libri preziosi usciti su Gaza in questi due anni, questo è quello che racconta il qui e ora: a Gaza, nel 2025.

Numero verde ONA

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