UNA NUOVA INIZIATIVA PRIVATA RIAPRE IL DIBATTITO SULLA PROTEZIONE DELLE AREE DELLE FALDE IN VENETO
Rifiuti pericolosi in Veneto
La questione della gestione dei rifiuti pericolosi in Veneto torna al centro dell’attenzione dopo la presentazione di un nuovo progetto per la realizzazione di una discarica destinata allo smaltimento di materiali contenenti amianto. L’area interessata è ancora una volta la località Caluri, nel comune di Villafranca di Verona, già oggetto di una proposta simile respinta nei mesi scorsi.
La società proponente avrebbe formalizzato una nuova istanza per ottenere le necessarie autorizzazioni. Il sito individuato si troverebbe in un contesto ambientale particolarmente delicato.
Secondo una delle fonti, si tratterebbe di un’area caratterizzata dalla presenza di falde sotterranee utilizzate per l’approvvigionamento idrico. Numerose, quindi, le preoccupazioni sollevate da diverse realtà del territorio: il rischio sarebbe quello di compromettere equilibri ambientali difficilmente reversibili.
«Si tratta di zone estremamente vulnerabili che prima del 2022 erano completamente tutelate dall’insediamento di qualsiasi impianto di smaltimento rifiuti», afferma Gianni Bertaiola, del Comitato Difesa del Territorio Quaderni – Valeggio.
Amianto: comunità locali chiedono attenzione e trasparenza
Dopo la bocciatura del primo progetto, la nuova istanza ripropone la necessità per le amministrazioni comunali e per i cittadini di confrontarsi nuovamente con documentazioni tecniche complesse, processi autorizzativi e possibilità di intervento tramite osservazioni formali. Per molte comunità questo scenario rappresenta un peso significativo, sia in termini di risorse sia di tempi.
Alcuni comitati civici, in particolare il gruppo attivo nella frazione di Quaderni a Valeggio, hanno reso pubbliche le proprie perplessità attraverso canali ufficiali e social, sottolineando la necessità di riesaminare l’intero percorso che ha condotto all’introduzione della deroga.
In Consiglio Regionale una proposta
Per richiamare l’attenzione del legislatore regionale, sarebbe stata avanzata una mozione con l’obiettivo di rivedere i criteri che hanno portato all’apertura verso l’insediamento di discariche per l’amianto in aree di interesse idrogeologico. L’iter della proposta, secondo quanto riferito da alcuni rappresentanti dei cittadini, sarebbe al momento in fase di attesa.
Il confronto tra istituzioni, imprese e società civile appare quindi ancora aperto. Cresce intanto la richiesta di una posizione chiara da parte degli organi decisionali e di un dialogo strutturato su scelte che toccano direttamente la gestione ambientale e la salute dei territori coinvolti.
Amianto, prevenzione e responsabilità pubblica
La gestione dei rifiuti contenenti amianto impone criteri di massima precauzione, soprattutto in territori con fragilità idrogeologiche e risorse idriche strategiche.
Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), lo smaltimento in discarica non può prescindere da valutazioni sanitarie cumulative e da un coinvolgimento reale delle comunità locali.
L’amianto, anche se confinato, resta un agente cancerogeno certo, con effetti sanitari che possono manifestarsi a distanza di decenni dall’esposizione ambientale.
Per questo motivo, l’ONA ribadisce la necessità di trasparenza amministrativa, monitoraggi indipendenti e di una pianificazione che privilegi bonifica e messa in sicurezza, evitando nuove fonti di rischio.
La tutela della salute collettiva e dell’ambiente deve prevalere su logiche emergenziali, nel rispetto del principio di precauzione sancito dal diritto europeo.
Approfondimenti e documentazione tecnica sono disponibili sul portale dell’Osservatorio Nazionale Amianto.





