venerdì, Aprile 17, 2026

Tribunale di Catania: riconosciuta malattia professionale per operaio

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IL TRIBUNALE DI CATANIA HA DISPOSTO CHE L’INAIL RICONOSCA LA MALATTIA PROFESSIONALE DERIVANTE DALL’ESPOSIZIONE ALL’AMIANTO E HA ORDINATO ALL’INPS DI ADEGUARE LA PENSIONE DI UN EX OPERAIO DI UN EX OPERAIO DEL POLO PETROLCHIMICO DI PRIOLO GARGALLO

Una battaglia lunga 9 anni

Il giudice del lavoro del Tribunale di Catania ha obbligato l’INAIL a riconoscere la malattia professionale da esposizione all’amianto e ha ordinato all’INPS di adeguare la pensione di un operaio 81enne della provincia di Enna.

Orazio Lombardo, affetto da fibrosi polmonare in terapia, aveva lavorato nel Polo petrolchimico di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa, dove era esposto per diciassette anni a fibre e polveri d’amianto. L’Osservatorio Nazionale Amianto, con il suo presidente e avvocato Ezio Bonanni, ha assistito legalmente l’operaio. 

«Dopo nove anni Lombardo ha finalmente ottenuto giustizia – dichiara l’avv. Ezio Bonanni –  e questa sentenza rappresenta l’ennesima conferma del rischio epidemiologico dei lavoratori del settore petrolchimico e, nel caso specifico, di quello di Priolo Gargallo-Siracusa».

La CTU ambientale conferma l’esposizione all’amianto dell’operaio

La Raffineria ISAB, acronimo del nome originario all’atto della fondazione di Industria Siciliana Asfalti e Bitumi, di Priolo Gargallo utilizzava l’amianto, sia in forma friabile sia compatta in quantità notevoli. I censimenti avviati dal 1997 hanno evidenziato l’impiego del minerale fibroso in vari reparti e impianti di produzione, nelle linee e apparecchiature. Così come nelle strutture e in ambienti come coperture e tettoie in eternit, nonché nei serbatoi e nei rivestimenti delle tubazioni.

L’Osservatorio ha spiegato che una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) ambientale, ammessa dal Tribunale, ha confermato l’esposizione significativa dell’operaio a fibre d’amianto. Questa esposizione avveniva sia in modo diretto, attraverso l’uso di guanti d’amianto sia in modo indiretto, a causa della contaminazione ambientale. 

Centinaia i lavoratori ammalati di patologie asbesto-correlate

Nel 2016, l’uomo aveva manifestato difficoltà respiratorie e, dopo accertamenti medici, gli era stata diagnosticata una patologia asbesto-correlata. Di conseguenza, aveva presentato domanda all’INAIL per il riconoscimento della malattia professionale e all’INPS per l’adeguamento della pensione. Entrambe le richieste erano state inizialmente respinte, costringendolo a ricorrere al Tribunale del Lavoro. 

Il Tribunale di Catania ha condannato l’INAIL a risarcire l’operaio con circa 15mila euro per danno biologico. Quindi ha obbligato l’INPS ad aumentare la sua pensione di 300-400 euro al mese, includendo la liquidazione degli arretrati. 

«Sono centinaia i lavoratori che si sono ammalati di malattie asbesto correlate e tanti sono deceduti per asbestosi, tumore polmonare, mesoteliomi, tumore del sangue al colon da amianto – conclude Bonanni – Basti pensare che nel VII rapporto ReNaM si registrano 229 casi di mesotelioma tra i lavoratori dei petrolchimici, dati che sono destinati ad aumentare per via della lunga latenza delle patologie da amianto».

Una sentenza che fa giurisprudenza per il polo petrolchimico

La decisione del Tribunale di Catania rafforza un orientamento giurisprudenziale che riconosce il nesso tra attività petrolchimiche ed esposizione sistemica all’amianto.

Il caso di Priolo Gargallo conferma come l’uso massiccio del minerale fibroso abbia generato un impatto sanitario diffuso. I cui effetti emergono anche a distanza di decenni.

Queste pronunce assumono un valore collettivo, perché aprono la strada al riconoscimento dei diritti previdenziali e risarcitori per altri lavoratori esposti negli stessi siti industriali.

L’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto, impegnato nel supporto medico-legale e nella sorveglianza epidemiologica, resta centrale per garantire giustizia alle vittime e prevenzione per le future generazioni.

Numero verde ONA

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