PM2.5: il nemico invisibile dell’aria
Il PM2.5 (Particolato Fine) identifica l’insieme di particelle solide e liquide sospese nell’aria con un diametro aerodinamico inferiore a 2,5 micrometri. Per darti un’idea della scala, queste particelle sono circa 30 volte più sottili di un capello umano.
Perché è così pericoloso?
A differenza delle particelle più grandi, la minuscola dimensione del PM2.5 gli permette di:
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Superare le barriere naturali: Penetra profondamente nei polmoni fino agli alveoli.
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Entrare nel sangue: Può diffondersi nel sistema circolatorio, causando danni a lungo termine non solo all’apparato respiratorio, ma anche a quello cardiovascolare.
Da dove proviene?
Le fonti principali sono legate alle attività umane e ai processi di combustione:
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Traffico veicolare: Gas di scarico (soprattutto diesel) e usura di freni e pneumatici.
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Riscaldamento domestico: Particolarmente critiche sono le stufe a pellet e legna.
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Industria e agricoltura: Emissioni di fabbriche e ammoniaca derivante dai fertilizzanti.
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Fenomeni naturali: Incendi boschivi e polveri desertiche.