GLI STATI GENERALI DELLA NATALITÀ SONO UN MOMENTO DI CONFRONTO ANNUALE CHE SOLLEVA CRITICHE SIGNIFICATIVE RIGUARDO AGLI OBIETTIVI DISCRIMINATORI E NON-INCLUSIVI DELLE POLITICHE SOCIALI ITALIANE. LA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE AIED, MARIO PUIATTI, VUOLE PORRE L’ATTENZIONE SU ALCUNI TEMI, TRA CUI, LA NECESSITÀ URGENTE DI CORSI DI EDUCAZIONE SESSUALE E AFFETTIVA NELLE SCUOLE
Stati Generali della natalità: cosa sono
Gli Stati Generali della natalità, evento annuale a Roma, affrontano le problematiche demografiche italiane, indagando sul declino delle nascite e proponendo soluzioni. Organizzato con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Roma e del Forum delle associazioni familiari.
L’evento si svolge all’Auditorium della Conciliazione. Nella Capitale e include dibattiti su politiche di welfare, equilibrio tra lavoro e vita familiare e accesso all’abitazione per le giovani coppie.
Secondo proiezioni Istat, nel 2050 gli anziani supereranno di gran lunga i giovani, mentre il numero delle nascite continuerà a diminuire.
Il pensiero del Presidente AIED, Mario Puiatti
La dichiarazione del Presidente AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica), Mario Puiatti, denuncia l’aspetto politico pre-elettorale di certe iniziative legislative.
Il rischio è di compromettere l’accesso a risorse fondamentali come i consultori familiari pubblici.
«Già nelle scorse settimane, in Italia, abbiamo assistito ad un dibattito acceso sul provvedimento approvato dalla maggioranza del parlamento che consente alle associazioni “a sostegno della maternità” di operare all’interno dei consultori familiari pubblici, provvedimento che è stato inserito nel decreto sulle misure finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). È chiaro che si tratta di una provocazione politica elettorale. Le iniziative come queste rischiano di rappresentare la pietra tombale dei nostri consultori, da cui le donne in difficoltà, e soprattutto le più giovani, è probabile si terranno a distanza, d’ora in poi», dichiara Puiatti.

Le reazioni delle nuove generazioni
Per il presidente AIED, i giovani sono consapevoli delle implicazioni delle politiche sulla loro vita e, pertanto, manifestano un chiaro dissenso verso gli Stati Generali della natalità. Interpretati come un tentativo moralistico e demagogico di influenzare le loro scelte personali. Questo atteggiamento paternalistico, anziché favorire una visione libera e consapevole del proprio futuro, li percepisce come soggetti da indottrinare anziché educare.
«Se aggiungiamo a questo le numerose iniziative, spesso solo propagandistiche, che esaltano l’intrinseca bontà della famiglia tradizionale e ignorano, quando non negano, il valore della felicità individuale e il contributo che ogni diversità può portare alla società, il dissenso e la protesta sono un riflesso sano, che va ascoltato e considerato e non represso a manganellate o ignorato con sdegno per lesa maestà», prosegue Puiatti.
AIED a sostegno dell’educazione sessuale
L’AIED riafferma l’importanza di introdurre corsi di educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane come strumento per promuovere una visione equilibrata e consapevole della sessualità e delle relazioni. Questa iniziativa è essenziale per garantire la libertà di scelta e il benessere delle persone.





