lunedì, Luglio 22, 2024

Il coraggio della libertà, l’AIED si racconta

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AIED FESTEGGIA I SETTANT’ANNI DALLA FONDAZIONE CON UN DOCUMENTARIO CHE RACCONTA ANCHE LE TANTE INIZIATIVE DELL’ASSOCIAZIONE SUL TERRITORIO. SARÀ PROIETTATO IN ANTEPRIMA ALL’EVENTO DEL 17 NOVEMBRE

Settant’anni di lotte in difesa dei diritti civili combattute da AIED, la storica Associazione Italiana per l’Educazione Demografica, sono stati riassunti nel documentario “Il coraggio della libertà. Settant’anni di generazioni consapevoli”. In novanta minuti testimonianze storiche, interviste, immagini d’archivio e riflessioni ripercorrono l’evoluzione sociale e culturale che ha vissuto l’Italia dal Secondo dopoguerra ai nostri giorni, una storia che ha visto trasformare radicalmente le libertà personali e i comportamenti sociali.

«Era l’estate 1974 – ricorda la politica e attivista per i diritti civili, Emma Bonino -. Ero reduce da un intervento di aborto clandestino e ho cominciato a frequentare l’AIED di Milano. Facevo accoglienza alle donne che arrivavano: di solito più che di un anticoncenzionale avevano bisogno di abortire. Mi torturava l’idea che fosse una soluzione illegale. Adele Faccio del CISA (Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto) mi spiegò che le nostre azioni erano un atto nonviolento di disubbidienza civile, a sostegno delle forze impegnate nell’iniziativa politica sull’aborto».

Ed è proprio la storia a partire dagli anni delle autodenunce e degli arresti nell’Italia del Secondo dopoguerra fino alle rivendicazioni giovanili e femministe del ’68, alla proliferazione dei centri AIED in Italia e alle conquiste civili degli anni Settanta, con la legge sul divorzio, la riforma del diritto di famiglia e la legalizzazione dell’aborto, che è raccontata dal documentario, realizzato dal regista Alessandro Pasian e dal videomaker Francesco Guazzoni.

Parlare di sessualità è ancora un tabù

In nove capitoli, estratti di cinegiornali, vecchi articoli e filmati d’epoca non mancheranno di far riferimento anche agli anni successivi. Questi sono stati segnati dalla drammatica stagione dell’Aids negli anni Ottanta fino al concetto di “famiglia” del nostro tempo.

In questo primo ventennio del 2000 è infatti emersa una crisi che mette a rischio i diritti finora conquistati. Per esempio la volontà delle donne di interrompere la gravidanza, nei tempi e nelle modalità previste dalla legge 194, sembra essere sempre più difficile da garantire per l’obiezione di coscienza dei medici. Inoltre, come in un bizzarro cortocircuito, le posizioni pro-vita si schierano contro il progresso delle moderne tecniche di fecondazione assistita. Restano perciò ancora tanti i traguardi da raggiungere, tra cui l’inserimento nelle scuole italiane di corsi specifici riguardo la vita affettiva e sessuale.

«Parlare di sessualità è ancora una cosa non vietata, ma quasi – sottolinea Mario Puiatti, presidente dell’AIED -. È una di quelle cose che si fa ma non si dice, e non si deve dire. Quando potremo parlare tranquillamente e serenamente di sessualità come di letteratura, di pittura, di musica o di gastronomia, a quel punto saremo finalmente liberi».

La presentazione del documentario sulla storia di AIED

Il documentario sarà proiettato in anteprima durante il convegno “Sessualità, diritti, demografia” organizzato per celebrare l’anniversario dell’associazione. Venerdì 17 novembre, nella Sala Capitolare del Senato, a Roma, interverranno storici, sociologi, esperti ed esponenti delle lotte per i diritti civili e politici. Ci sarà la vicepresidente di AIED Antonella Spolaor Dentamaro, la sociologa Chiara Saraceno, la quale indaga la trasformazione delle famiglie e del ruolo femminile in Italia, il fondatore e presidente dell’Arcigay Franco Grillini, la psicologa e psicoterapeuta Anna Sampaolo, lo scrittore Gianfranco Porta. Anche la senatrice Cecilia D’Elia si unirà ai promotori della proposta di introduzione dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane.

Infatti il forum sarà anche l’occasione per lanciare questa nuova proposta politica, in modo che l’educazione sessuale e affettiva diventi un diritto delle ragazze e dei ragazzi italiani. L’Italia è infatti una delle poche Nazioni in Europa, insieme a Cipro, Bulgaria, Polonia, Romania e Lituania, a non aver ancora previsto questo diritto per i giovani.

«Il convegno ha l’obiettivo di ripercorrere i cambiamenti avvenuti nella società italiana per focalizzarsi sulle nuove sfide di oggi e sulle necessità delle nuove generazioni in ambito di sessualità, salute riproduttiva e diritti – continua Puiatti -. AIED si rivolge alle forze politiche con proposte concrete: introdurre subito nelle scuole italiane i corsi di educazione sessuale e affettiva, ripensare agli strumenti di welfare affinché rispondano alle esigenze delle donne e delle coppie in ambito di maternità e genitorialità, costruire un contesto di libertà, accoglienza e tutela per le scelte degli individui sull’amore e la sessualità».

Le iniziative di AIED per i più giovani

AIED propone, in tutta Italia, molte iniziative dedicate ai giovani. Sul territorio sono presenti consultori per la consulenza medica e psicoterapeutica, per fornire controlli e garantire la prevenzione. In particolare promuovono anche corsi di educazione sessuale e affettiva dalle scuole primarie agli istituti superiori.

Al Liceo Tasso di Roma, inoltre, proprio da quest’anno è operativo uno speciale sportello permanente. È diventato un punto di riferimento non solo per gli studenti, ma anche per i loro genitori e gli stessi insegnanti, per affrontare i problemi legati al bullismo, cyberbullismo e all’educazione affettivo-emotiva. Questo esperimento è la testimonianza di come esista una correlazione tra la diffusione di una cultura del rispetto, anche di genere, e l’accesso a conoscenze in ambito scientifico e affettivo, sin dagli anni di scuola.

Per questo anche l’Istituto Comprensivo Regina Margherita, sempre a Roma, ha avviato con successo corsi per migliorare le conoscenze dei più piccoli sui cambiamenti fisici e psicologici connessi alla pubertà. Mira così a sviluppare un atteggiamento consapevole, positivo e non timoroso rispetto alla sessualità.

Teenformo e Teensegno per gli adolescenti e gli insegnanti

Un’altra iniziativa lodevole e innovativa è quella sperimentata dal consultorio AIED dell’Aquila. Questo ha messo a punto una rivoluzionaria App, Teenformo, con l’obiettivo di diffondere la cultura dell’affettività consapevole fra gli adolescenti.

Nasce infatti dopo aver riscontrato un aumento di casi di gravidanze indesiderate fra le adolescenti della città ma non solo. Inoltre si è registrata anche una crescente diffusione delle malattie a trasmissione sessuale in Italia e nel mondo. Così AIED ha voluto utilizzare proprio le fonti leader per i più giovani per trasmettere informazioni, internet e social media, al fine di veicolare contenuti verificati da operatori professionisti.

All’interno dell’App si possono trovare contenuti informativi su vari temi, dalla contraccezione alla sessualità, dalle gravidanze al bullismo. Inoltre è disponibile l’opzione speciale “Scrivi alla ginecologa”, che permette di contattare direttamente la specialista. L’App Teenformo consente agli utenti di mantenere l’anonimato in tutta sicurezza. Non effettua infatti nessuna profilazione di dati in maniera silente. L’email, che l’utente inserisce solo nella sezione “Scrivi alla ginecologa”, è trattata nel rispetto della legge sulla privacy.

Oltre all’App, sul territorio sono organizzati corsi specifici di educazione all’affettività e alla sessualità per gli istituti superiori. In più, per affrontare il problema del bullismo e del cyberbullismo tra gli adoloscenti è stato creato il videocorso gratuito, Teensegno, dedicato agli insegnanti. L’obiettivo è diffondere la cultura della prevenzione, inclusiva e orientata all’accoglienza e all’uguaglianza. In più vuole veicolare una corretta informazione in merito al ruolo, alla responsabilità e al perimetro di azione degli insegnanti.

Numero verde ONA

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