sabato, Aprile 18, 2026

Scambio embrioni, Greco: “Nei centri PMA test rigorosi”

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DOPO IL RECENTE CASO DI SCAMBIO DI EMBRIONI AVVENUTO NEGLI STATI UNITI, TORNA L’ATTENZIONE SULLA SICUREZZA DELLA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA. GLI ESPERTI RASSICURANO. NEI CENTRI ACCREDITATI I CONTROLLI SONO MOLTEPLICI E LE TECNOLOGIE OGGI DISPONIBILI GARANTISCONO STANDARD DI AFFIDABILITÀ ESTREMAMENTE ELEVATI

PMA e controlli

In medicina il rischio zero non esiste ma nel campo della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) i margini di errore sono oggi ridotti al minimo grazie a procedure e sistemi di controllo altamente sofisticati. Lo ha spiegato il prof. Ermanno Greco, presidente della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.), intervenendo su Rai Uno alla trasmissione Storie italiane, condotta da Eleonora Daniele.

PMA: tracciabilità elettronica lungo tutto il percorso clinico

Commentando il recente caso emerso in Florida, dove si è verificato uno scambio di embrioni durante un trattamento di fecondazione assistita, Greco ha chiarito che nei principali centri di PMA, gameti ed embrioni sono tracciati elettronicamente in ogni fase del percorso clinico.

Ovociti, spermatozoi ed embrioni sono monitorati costantemente e, in presenza di qualsiasi incongruenza, i sistemi di controllo attivano automaticamente un allarme che blocca la procedura.

Il principio del “testimoniato”

A rafforzare ulteriormente la sicurezza interviene il cosiddetto principio del “testimoniato”. Ogni passaggio eseguito e verificato da almeno due operatori qualificati, riducendo ulteriormente il rischio di errore umano. Per questo motivo, nei centri strutturati e accreditati, lo scambio di embrioni è considerato un evento eccezionale e rarissimo.

Il sistema Embryo Identity

Esistono inoltre tecnologie ancora più avanzate, attivabili su richiesta dei pazienti, in particolare quando è eseguita un’analisi genetica preimpianto. Tra queste, il sistema di Embryo Identity consente di verificare che il Dna dell’embrione corrisponda a quello dei genitori biologici.

Si tratta, allo stato attuale, del massimo standard di sicurezza disponibile, che rende di fatto impossibile qualsiasi errore di attribuzione.

Un’eccezione, non una criticità del sistema

«Il caso statunitense – ha concluso Greco – va letto come un’eccezione e non come un segnale di criticità della PMA». Oggi la procreazione medicalmente assistita si fonda su protocolli rigorosi, controlli multipli e tecnologie altamente affidabili, pensate per garantire la massima tutela sia dei pazienti sia dei nascituri.

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