martedì, Aprile 21, 2026

Montegiovi cammina verso Roma per salvare il borgo

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MONTEGIOVI, CON 150 ABITANTI, MARCIA VERSO ROMA PER SALVARE LA SUA CANONICA E LANCIARE UN GRIDO DI ALLARME. È IL SIMBOLO DI UN’ITALIA DEI PICCOLI PAESI CHE SI SPOPOLA E RESISTE, MENTRE LE POLITICHE PUBBLICHE FATICANO A TENER VIVA LA SPERANZA NEI TERRITORI MARGINALI

Sette abitanti, una statua di Santa Caterina, due asini e un lungo cammino verso Roma. È l’iniziativa coraggiosa della piccola comunità di Montegiovi, un paese dell’entroterra grossetano con poco più di 150 residenti, che a fine agosto intraprenderà un pellegrinaggio verso il Vaticano. L’obiettivo? Ottenere udienza dal Papa e chiedere attenzione per la canonica del paese, ormai pericolante, e soprattutto per il futuro di Montegiovi stesso.

È un pellegrinaggio contro l’abbandono e lo spopolamento che colpisce decine di borghi italiani. Il viaggio durerà due settimane, tra colline, paesi e comunità, per raccogliere testimonianze e lettere da altre realtà dimenticate. Sarà raccontato nel documentario “Il Nostro Miracolo” del regista Davide Tisato, originario proprio di Montegiovi e anche lui in cammino insieme alla delegazione.

Lo spopolamento dei borghi interni in Italia

Secondo i dati dell’Istat, nelle zone più periferiche d’Italia la popolazione è calata del 7,7% negli ultimi anni, il triplo rispetto alla media nazionale. L’indagine de Il Sole 24 Ore conferma che lo spopolamento accelera, con un -5,5% nelle aree interne.

Si tratta di oltre 4mila Comuni, che rappresentano quasi la metà del totale nazionale. Qui vivono circa 13milioni di persone, il 25% della popolazione, spesso prive di servizi fondamentali come scuole, ospedali, trasporti, biblioteche.

La fragilità demografica di questi territori non è una novità. Ma ora rischia di diventare irreversibile. I giovani se ne vanno per studiare o lavorare e non tornano più e i borghi, uno dopo l’altro, si svuotano.

I pellegrini di Montegiovi in partenza per Roma per chiedere udienza al Papa.
I pellegrini di Montegiovi in partenza per Roma per chiedere udienza al Papa.

La canonica di Montegiovi in Toscana

A Montegiovi la canonica è più di un edificio. È un simbolo dell’identità del paese. La sua rovina è la punta di un iceberg fatto di incuria, disillusione, frustrazione.

«Quando le infrastrutture pubbliche cadono in rovina – spiega Tisato – anche la fiducia nelle istituzioni svanisce. La canonica era l’orgoglio del paese. Ora, il suo crollo rischia di trascinare con sé il senso stesso della comunità».

Il pellegrinaggio vuole invertire la rotta. Restituire dignità, visibilità, speranza. Con la forza mite ma ostinata di chi ama la propria terra. Anche la Chiesa è chiamata in causa, come garante non solo di fede ma anche di presenza e ascolto nei territori marginali.

Il nuovo Piano per le Aree Interne

A livello istituzionale, esistono politiche mirate a contrastare il declino. Il nuovo Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne 2021-2027 prevede risorse dedicate e mira a rilanciare servizi e infrastrutture. Tuttavia, preoccupa l’idea di classificare alcuni territori come “senza prospettive”, una distinzione che rischia di trasformarsi in condanna.

Le comunità chiedono qualcosa di più. Non solo misure a pioggia, ma progetti pensati per la specificità dei luoghi. Perché ogni paese, anche il più piccolo, ha potenzialità culturali, ambientali, artigianali. Per questo serve una governance multilivello, che sappia valorizzare i territori in sinergia con chi li abita.

I modelli virtuosi: tra resilienza e rinascita

Non mancano, in Italia, casi positivi. In alcuni di questi, le iniziative dei Comuni che hanno offerto case a un euro e incentivi ai giovani imprenditori hanno avuto successo. A Riace, in Calabria, si è tentato di contrastare lo spopolamento integrando migranti. A Cammarata, in Sicilia, decine di case disabitate sono state ristrutturate da famiglie giovani che hanno deciso di ripopolare il paese.

In Trentino, il progetto “Vivo nei Borghi” unisce turismo dolce, artigianato e formazione per rivitalizzare paesini abbandonati. In Piemonte e in Toscana, le cooperative di comunità rilanciano servizi, negozi, attività agricole. Piccoli esempi che dimostrano come con volontà, intelligenza e risorse mirate, si possa invertire la tendenza.

Tornare, restare, reinventare

Tornare a vivere nei piccoli borghi non significa rinunciare al futuro, ma costruirne uno nuovo. Più lento, più sostenibile, più umano. Ma per farlo serve una cornice normativa chiara, incentivi per chi si trasferisce, sostegno alle imprese locali, accesso alla sanità e alla scuola. E soprattutto, serve ascolto.

«Montegiovi non è un caso isolato – conclude Tisato – ma un paradigma. L’Italia non può permettersi di perdere i suoi borghi. Sono la nostra storia, la nostra anima, la nostra possibilità di un’altra idea di progresso».

Il cammino verso Roma non è solo un gesto simbolico. È la prova che una comunità può ancora camminare insieme, resistere, chiedere. E magari, ottenere un piccolo miracolo.

Numero verde ONA

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