giovedì, Maggio 28, 2026

Marevivo Floating Hub: sinergia ecosostenibile e ricerca sulle sponde del Tevere

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MAREVIVO FLOATING HUB È FRUTTO DI UN SIGNIFICATIVO LAVORO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA: PER REALIZZARE LA NUOVA STRUTTURA, INFATTI, L’AREA È STATA INTEGRALMENTE BONIFICATA. LA PRESIDENTE DI MAREVIVO ROSALBA GIUGNI RACCONTA

Lo Scalo de Pinedo sul fiume Tevere

Lo Scalo de Pinedo, costruito alla fine del XIX secolo, è un ex porto sul fiume Tevere e si trova al centro di Roma.

 Il 24 agosto 2010 la struttura galleggiante attaccata allo scalo, sede di Marevivo per 25 anni, è affondata a causa di una magra del Tevere.

 Quel giorno è affondato anche un pezzo di storia della Fondazione.

Documenti andati persi, postazioni di lavoro distrutte, svanito lo spazio vitale degli operatori che hanno continuato a lavorare nell’unica parte di barcone rimasta a galla, per mantenere viva la mission di protezione e salvaguardia del mare e perseguire il sogno della costruzione di una nuova sede che oggi finalmente è realtà: Marevivo Floating Hub.

Lavoro di riqualificazione urbana

Rosalba Giugni, presidente Marevivo:

«Marevivo Floating Hub è frutto di un significativo lavoro di riqualificazione urbana: per realizzare la nuova struttura, infatti, l’area è stata integralmente bonificata. Il lavoro di operatori tecnici subacquei, supportati da una gru da 30 tonnellate, ha consentito di recuperare materiale di vario genere dai fondali del fiume – bici, transenne, una barca, ferro, plastica – per un totale di 60 tonnellate di rifiuti rimossi dal letto e dalle sponde».

La struttura, si sviluppa su due livelli: il piano terra ospita la Direzione e alcuni uffici operativi di Marevivo, il piano superiore ospita il Centro della Biodiversità fluviale e urbana; un ambiente destinato a incontri, convention, attività per le scuole e laboratori dedicati al tema dell’ambiente marino e dell’energia rinnovabile.

 Marevivo Floating Hub, è stato realizzato mantenendo all’esterno lo stesso aspetto del barcone affondato. Ma utilizzando materiali ecosostenibili e fonti di energia rinnovabile, per garantire autonomia energetica all’intera struttura. Il legno, per la costruzione proviene da foreste certificate PEFC e la coibentazione, ed è realizzata anche con la lana di pecora. Oltretutto, è energeticamente indipendente grazie ai pannelli fotovoltaici.

Il Centro della Biodiversità Fluviale e Urbana

Particolare attenzione è offerta dallo spazio adibito alla ricerca, al Centro della Biodiversità Fluviale e Urbana. Contesto innovativo, all’interno del Floating Hub dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione degli ecosistemi fluviali e urbani.

Luogo di incontro tra ricerca scientifica, educazione ambientale e partecipazione civica: il Centro offre strumenti digitali, attività e competenze per comprendere il funzionamento degli ecosistemi e il loro ruolo nell’equilibrio ambientale.

Attraverso ricerca, monitoraggio, divulgazione e formazione; crea un collegamento concreto tra scienza e territorio, promuovendo conoscenze e buone pratiche tra cittadini, imprese e amministrazioni.

Il Centro di Roma, si può dire sia ora uno dei nodi del Biodiversity Gateway, rete nazionale coordinata dal CNR, nell’ambito del National Biodiversity Future Center (NBFC), finanziato dal PNRR – NextGeneration EU.

«Questo nostro recupero – afferma Giugni – si è dimostrato qualcosa di straordinario, ricostruendo il barcone con energia fotovoltaica. Oltretutto, creando una comunità energetica con tutti i i barconi sulla nostra sponda del Tevere.

Abbiamo anche creato sinergia con chi cercava uno spazio per Gate Way, centro della biodiversità fluviale e urbana.

In pochi mesi abbiamo ospitato il centro che riesce a fare ricerca ed accogliere i ragazzi, gli studenti dove fare incontri in tavola rotonda, sperimentazione, ci sono microscopi, un ambiente umido per la ricerca».

Inoltre, lo Scalo, confina con una zona molto degradata e con i fondi del Giubileo il Comune ha restaurato i 700 metri della zona. Un’oasi naturalistica con un passaggio curato da una “cornice” di legno e le corte: diventando un centro davvero duttile per l’educazione.

La Regione Lazio, ha pensato di istituire un Polo Scientifico di Roma nella sede nazionale. Una serie di iniziative e progetti prima inimmaginabili ora divenuti realtà.

L’Università Sapienza e Cnr come Hub per i temi alla ricerca unit

L’Inaugurazione della sede Floating Hub è avvenuta in presenza della ministra Anna Maria Bernini, la quale ha affermato che: 

«La ricerca deve entrare nella coscienza delle persone. Per questo, è stabilito un Calendario ricco di eventi. Ciò, costituisce una svolta con la massima partecipazione della ricerca, istituzionale e dei cittadini.

Per quanto riguarda le attrezzature e gli strumenti complessivi di dotazione, siamo al completo. Abbiamo infatti dotato la sede sul Tevere, anche di un tender elettrico, grazie al lavoro di una start up: Navia – consentendo di caricare il tender con il Sole. Vogliamo dimostrare che si può cambiare.

E la sinergia da parte di più realtà è la prima risposta».

Il momento dell’inaugurazione del Floating Hub alla presenza della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini

Il “folulard” simbolo di ecosostenibilità

Il Foulard di Marevivo, è un altro elemento indistinguibile per l’Associazione, introdotto come baluardo di cambiamento ed ecologia.

Un simbolo di come anche i tessuti possono fare il cambiamento, creato dalla storica famiglia di tintori, Cotolidi. Riprende un’immagine con punte azzurre come Marevivo con un tessuto, filato di ortica e poi è stata dipinta con questa essenza che arriva da una pianta, la guana.

La Presidente di Marevivo al riguardo, ha aggiunto:

«Abbigliamento che non impatta, facendo qualcosa di concreto.

Questo andare avanti ci ha portato anche a mettere insieme una comunità dell’energia, una sorta di condominio per la presenza della società civile per lavorare con le istituzioni.

Come cittadini contribuiamo per quello che possiamo».

Altro esempio è stato rappresentato nell’intero progetto, dall’unione del Museo Explorer, mettendo oltretutto ad uso condiviso una cabina elettrica per l’area interessata alla ricerca sul Tevere.

Anche il gemellaggio con Piùblu associazione, è avvenuta con un’altra dimostrazione orientata all’ecosostenibilità: ripulendo un altro tratto di fiume dalle plastiche e piantando accanto allo splendido iris altre specie di vegetali autoctoni.

In conclusione, l’inaugurazione della nuova sede associativa di Marevivo ha rappresentato e rappresenta un valore aggiunto per il nostro territorio, la ricerca, la cultura e per l’intera società.

Sulle ultime parole della presidente di Marevivo, seguiamo con lo stesso spirito, i risultati e gli sviluppi progettuali di ricerca, all’insegna dell’ecosostenibilità tradotta in piena sinergia.

Rosalba Giugni: «Prendersi cura di quello che abbiamo, passando dalle parole ai fatti».

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