venerdì, Maggio 1, 2026

Il passero buddhista: il nuovo libro di Tiziano Fratus

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DISPONIBILE IN LIBRERIA UN NUOVO LIBRO CHE INVITA A RALLENTARE DALLO STRESS QUOTIDIANO E RITROVARE UN CONTATTO AUTENTICO CON LA NATURA. TRA MEDITAZIONE E POESIA, L’AUTORE GUIDA IL LETTORE IN UN PERCORSO INTIMO E ACCESSIBILE, CAPACE DI PARLARE ALLA FRAGILITÀ E ALLA RICERCA DI SENSO CONTEMPORANEA

Il passero buddhista. Meditazioni selvatiche di Tiziano Fratus

Dal 6 marzo è in libreria Il passero buddhista. Meditazioni selvatiche, il nuovo lavoro di Tiziano Fratus, che si presenta come un invito delicato e profondo a riscoprire la natura come spazio privilegiato di riflessione e pratica spirituale.

“Ad un tratto nel mio percorso di vita ho incontrato una statua del Buddha”.

Con la sensibilità di una guida forestale esperta e discreta, Fratus accompagna il lettore lungo sentieri familiari ma dimenticati, riportando al centro l’esperienza diretta del mondo naturale. Il bosco, il parco, la selva diventano luoghi ideali per esercitare una forma semplice e quotidiana di buddhismo laico, lontano da rigidità e perfezionismi.

“Il passero, emblema di semplice umiltà, diventa compagno e modello per attraversare la complessità di un mondo ferito da guerre e sopraffazioni. È un richiamo a praticare il buddhismo senza l’ansia della perfezione, con la volontà di restare umani, fallibili e contraddittori, ma capaci di cercare il bene in un pianeta che vacilla”. Tiziano Fratus

La scelta della figura del passero

Al centro della narrazione si staglia la figura del passero, simbolo di umiltà e presenza. Questo piccolo animale diventa metafora di un modo di abitare il mondo fatto di attenzione, adattamento e gentilezza. In un’epoca segnata da conflitti e tensioni, Fratus propone una pratica spirituale che accetta l’imperfezione umana, valorizzando la possibilità di restare autentici, fallibili ma consapevoli.

“Di imparare non si smette mai. A questo proposito Sōen Nakagawa ha scritto: “Non c’è fine, non c’è diploma. Perfino il Buddha… sta imparando, imparando e imparando… ogni giorno”. Se lo fa il Buddha, d’imparare ogni giorno, chi siamo noi, minimi passerotti, per pensare di non fare almeno altrettanto?”.

Meditazioni e natura al centro del racconto

Il libro si sviluppa come una raccolta di meditazioni che intrecciano esperienze personali e riflessioni più ampie. Letteratura, musica, poesia e persino politica entrano in dialogo con la dimensione naturale, creando un tessuto narrativo ricco e stratificato. Ne emerge un’opera che è insieme lirica e concreta, capace di interrogare il senso della vita e la condizione umana con compassione e lucidità.

“Sono a casa, nel mio studio, ascolto un cd di Sakamoto… Vivere pienamente il buddhismo è una sorta di ambizione. Abitarlo laicamente sposando le mille cose della nostra esistenza e i princìpi cardine è tutt’altro che scontato e facile. Vuol dire anche, ad esempio, arrendersi all’imprecisione, all’irrevocabilità della propria stoltezza”.

Altri punti salienti del libro

Alcune citazioni accompagneranno il lettore in un percorso introspettivo in cui la natura diventa maestra silenziosa e spazio privilegiato per una pratica spirituale semplice, accessibile e profondamente umana.

“E quale palestra migliore di un bosco, di una selva, di un parco, per esercitare un ordinario comune modesto buddhismo laico?”

“Se proprio un passero buddhista dovesse scegliere dove andare a ritirarsi in compagnia, c’è da scommetterci, sceglierebbe un luogo dei più scarni e remoti, magari addirittura senza riscaldamento, particolarmente semplice ed epicureo”.

“In natura esiste un passero che gli ornitologi hanno chiamato “repubblicano”: costruisce nidi insieme ad altri uccelli, un unico tetto appeso ad un albero, in genere acacia, e sotto questo tetto comune ogni coppia, ogni famiglia, edifica il proprio nido”.

La collana Nemo di Ubiliber

L’opera inaugura anche un momento significativo per l’editoria: è infatti uno dei titoli della nuova collana Nemo di Ubiliber, dedicata a volumi di piccolo formato ma di grande cura artistica. Dopo la riedizione de “Lo Zen nell’arte del tiro con l’arco” di Eugen Herrigel, la collana accoglie Fratus come primo autore italiano, segnando un percorso editoriale che unisce spiritualità, estetica e ricerca contemporanea.

Tiziano Fratus: per saperne di più

Nato a Bergamo nel 1975, Tiziano Fratus vive oggi nella campagna piemontese, dove coltiva un proprio “buddhismo agreste” fatto di natura, scrittura e vita quotidiana. Autore prolifico e riconosciuto, è considerato un vero e proprio “custode dei boschi interiori”, capace di trasformare l’esperienza del paesaggio in un’occasione di conoscenza e consapevolezza.

“Mi sono abituato a immaginare il Buddha non tanto in forma di uomo, ma di albero. Ero in California, nella città di Santa Monica, dove accanto alla stazione ferroviaria si erge questo gigantesco ficus, il più grande del Nordamerica. Alle sue radici tabulari, come si nota, c’ero io, un ragazzo che ammirava le sue forme, la sua prepotenza, la sua baldanza arborea. Questo per me è un Buddha”.

“Il passero buddhista. Meditazioni selvatiche” si inserisce così nel suo percorso come un’opera intima e accessibile, capace di parlare a chiunque senta il bisogno di fermarsi, osservare e ritrovare un equilibrio possibile nel dialogo con la natura.

“La meditazione è quel mare attraverso il quale l’individuo acquisisce la consapevolezza, la chiarezza, ovvero si guadagna l’illuminazione”. Tiziano Fratus

Numero verde ONA

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