sabato, Aprile 18, 2026

L’onda lunga (Un racconto Blues): il romanzo di Mariano Rose

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“L’ONDA LUNGA” (UN RACCONTO BLUES) RACCONTA UNA BALENA CHE PARLA E ACCUSA IL NOSTRO TEMPO. MARIANO ROSE COSTRUISCE UN ROMANZO POTENTE SU CRISI CLIMATICA, MEDIA E POLITICA, TRASFORMANDO LA FAVOLA IN UN’ANALISI LUCIDA DELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA

L’esordio letterario di Mariano Rose

“L’onda lunga” segna l’esordio di Mariano Rose nel panorama narrativo italiano. L’autore propone un romanzo profondamente contemporaneo e radicato nel presente.

L’editore presenta l’opera come un racconto dalla superficie fantastica che affronta temi urgenti e concreti. Il libro parla infatti di ambientalismo, potere mediatico e rapporto tra successo e politica.

Inoltre, la narrazione attraversa tre decenni di trasformazioni culturali, mediatiche e politiche. L’autore descrive una lenta deriva collettiva che coinvolge istituzioni, opinione pubblica e movimenti ambientalisti.

La protagonista non è umana. È una balena che parla. Proprio questa scelta narrativa rende il racconto ancora più diretto e spietato.

 La balena Blues e il tentato suicidio

Il romanzo si apre nel 2019 con un gesto estremo. Una balena tenta il suicidio spiaggiandosi ma i volontari di Greenpeace riescono a salvarla.

Il cetaceo viene ribattezzato Blues. La sua particolarità sconvolge il mondo: parla la lingua degli esseri umani.

Di conseguenza, Blues diventa un caso globale. Diventa simbolo vivente della crisi ambientale, ma anche celebrità popolare, testimonial pubblicitario, volto televisivo e perfino frontman di una band musicale.

«Era il 2019 e… chi c’era? Trump? Redford? Non ricordo, sta di fatto che anche il Presidente interviene su Twitter: “È UNA BALENA AMERICANA!”, dice. Wow. Che fortuna sfacciata, vero?».

 La questione ambientale come struttura narrativa

Nel romanzo di Rose, la crisi ambientale non resta sullo sfondo. Diventa struttura portante del racconto, motore emotivo e campo di battaglia simbolico.

Blues incarna la ferita ecologica del pianeta. Non rappresenta soltanto una specie in pericolo, ma la natura stessa che prende parola.

In questo modo, l’autore assegna all’ambiente una coscienza, una memoria e una capacità di giudizio. L’ecosistema non è più uno scenario passivo, ma un soggetto attivo.

 Il suicidio come gesto politico

Il tentato suicidio iniziale non nasce da una crisi individuale. È un atto politico e consapevole.

Blues decide di spiaggiarsi dopo aver assistito al degrado degli oceani. Rumore sottomarino, plastica e sfruttamento intensivo hanno trasformato il mare in un luogo ostile.

Il mare non è più la sua casa. Per questo motivo, il suicidio diventa una denuncia estrema.

Si tratta della forma più drammatica di protesta ambientale. È un gesto che costringe l’umanità a guardarsi allo specchio e ad assumersi le proprie responsabilità.

 Il 2049 e l’intervista del Fronte Natura

Trent’anni dopo, nel 2049, la storia compie un salto temporale. Un gruppo di psicologi incaricati dal partito ecologista Fronte Natura sottopone Blues a una lunga intervista.

Gli esperti devono valutare la sua idoneità al reinserimento in natura. Tuttavia, la balena ha un progetto diverso.

Blues vuole raccontare la propria storia. Intende convincere tutti che l’unica vera libertà che le resta è un’altra.

 Dal dolore al prodotto mediatico

Nel frattempo, Blues partecipa a conferenze internazionali e rilascia interviste. Inoltre, incide musica e trasforma il blues in linguaggio politico ed emotivo.

Il dolore personale diventa ritmo. La protesta si trasforma in prodotto culturale.

Rose descrive con ironia il passaggio dall’impegno al marketing. La società assorbe la diversità e la converte in intrattenimento.

L’autore mette quindi in discussione il modo in cui l’ambientalismo viene comunicato. Blues diventa simbolo globale e partecipa a campagne e convegni.

Tuttavia, il sistema mediatico ingloba la protesta. La trasforma in evento e la riduce a brand. L’attenzione pubblica cresce, ma i problemi ambientali restano irrisolti.

La balena osserva l’umanità con lucidità. Denuncia l’ipocrisia delle istituzioni e critica la superficialità del pubblico.

 L’onda lunga come metafora climatica

Il titolo richiama un effetto persistente nel tempo. Ogni azione produce conseguenze che continuano a propagarsi.

Il cambiamento climatico funziona nello stesso modo. Le emissioni di oggi generano effetti domani.

Allo stesso modo, le scelte politiche influenzano le generazioni future. “L’onda lunga” rappresenta quindi il tempo differito della responsabilità.

È la memoria ecologica che non si cancella e che ritorna come un’eco costante.

 Il blues come chiave simbolica

Il sottotitolo “Un racconto Blues” non indica soltanto una scelta stilistica. Il ritmo, l’atmosfera e l’intensità emotiva di questa musica si intrecciano con il percorso del protagonista simbolico.

Il blues diventa così una lente attraverso cui osservare l’esistenza e il dolore collettivo.

Andrea Malabaila, Las Vegas Edizioni

“… se vogliamo storie che ribaltino i punti di vista più abusati, cosa c’è di meglio del punto di vista di una balena un po’ cinica, che sembra conoscere gli esseri umani meglio di noi?”.

 Chi è Mariano Rose

Mariano Rose
Mariano Rose

Mariano Rose nasce a Cosenza nel 1992 e vive a Torino. Inizia la sua carriera nel mondo del fumetto, lavorando anche su Dylan Dog, e nella sceneggiatura.

“L’onda lunga” (Un racconto Blues) rappresenta il suo primo romanzo. Las Vegas Edizioni lo pubblica nel 2025, segnando così l’ingresso ufficiale dell’autore nella narrativa contemporanea italiana.

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