OTTOBRE È CONSIDERATO IL MESE DELLA PREVENZIONE E DELLA DIAGNOSI PRECOCE DEL TUMORE AL SENO. IN OCCASIONE DI OTTOBRE ROSA, LE AMBASCIATRICI DEL PATTO EUROPEO PER IL CLIMA AURORE DUDKA E MARTINA MEOCCI APPROFONDISCONO IL LEGAME TRA QUESTA PATOLOGIA, LE ESPOSIZIONI AMBIENTALI, LA SALUTE E LE DISUGUAGLIANZE, RICHIAMANDO L’IMPORTANZA DI UN APPROCCIO COLLETTIVO ALLA PREVENZIONE
Il tumore al seno: i dati in Europa e in Italia
Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione e alla diagnosi precoce del tumore al seno. In questo contesto, anche le condizioni ambientali e sociali assumono un ruolo importante nella riflessione sulla tutela della salute.
Nel 2022, in Europa, sono stati stimati circa 470mila nuovi casi e 120mila decessi. In Italia, il tumore al seno resta la neoplasia più diagnosticata, con circa 56mila nuovi casi stimati nel 2025.
Questi dati sono riportati nell’approfondimento sul rapporto tra salute, ambiente e disuguaglianze firmato dalle ambasciatrici del Patto Europeo per il Clima Aurore Dudka, ricercatrice del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Trento e Martina Meocci, medico specialista ed esperta di Medicina Ambientale.
«Questo approccio sposta anche la questione della prevenzione: non tutte le esposizioni dipendono dalle scelte individuali e la loro riduzione richiede anche interventi collettivi e politiche pubbliche», scrivono le due ambasciatrici.
Esposizioni ambientali e fattori di rischio
La ricerca scientifica sta approfondendo il ruolo di diversi fattori ambientali, tra cui l’inquinamento atmosferico. Altre esposizioni sono ancora oggetto di studio, come quelle legate agli interferenti endocrini, sostanze presenti, per esempio, in alcuni pesticidi, imballaggi alimentari e PFAS, che possono interferire con l’equilibrio ormonale.
La contaminazione di suoli e acque, le attività industriali e la diffusione di sostanze chimiche contribuiscono inoltre ad aumentare le possibili fonti di esposizione.
Anche gli effetti del cambiamento climatico possono incidere su queste condizioni. Incendi e alluvioni, per esempio, possono favorire la dispersione di contaminanti già presenti nell’ambiente.
Tumore al seno e ambiente: un legame da approfondire

L’insorgenza del tumore al seno può essere influenzata, oltre che da fattori genetici e individuali, anche da alcune esposizioni ambientali. Studi scientifici hanno osservato possibili associazioni con l’inquinamento atmosferico, in particolare con le polveri sottili PM2.5 e con alcune sostanze chimiche, come pesticidi e interferenti endocrini.
Sebbene le evidenze siano ancora in evoluzione e nessun singolo fattore spieghi da solo l’aumento dei casi, questi risultati sottolineano l’importanza di rafforzare la prevenzione ambientale, ridurre l’inquinamento e garantire a tutte le donne un accesso equo agli screening e alla diagnosi precoce.
Screening e disuguaglianze nella prevenzione
Le differenze emergono anche nell’accesso agli strumenti di prevenzione. Secondo i dati PASSI 2023–2024, in Italia il 75% delle donne tra i 50 e i 69 anni si sottopone alla mammografia preventiva nei tempi raccomandati.
La copertura raggiunge l’86% al Nord e l’80% al Centro, mentre scende al 62% nelle regioni meridionali. Lo screening organizzato contribuisce a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione, soprattutto tra le donne con minori risorse economiche o livelli di istruzione più bassi.
Perché è importante la diagnosi precoce
La diagnosi precoce permette di individuare tempestivamente una malattia, aumentando le possibilità di guarigione, riducendo le complicanze e favorendo cure meno invasive. Ottobre Rosa ricorda l’importanza della prevenzione, che comprende anche la riduzione dei fattori di rischio ambientali e delle disuguaglianze. La prevenzione, però, non si deve limitare a ottobre, ma deve essere un impegno costante durante tutto l’anno.




