LA SOSTENIBILITÀ SOCIALE È UN TEMA CENTRALE DEL NOSTRO TEMPO, MA COME VIENE PERCEPITA E VISSUTA DAI GIOVANI? A QUESTA DOMANDA HA CERCATO DI RISPONDERE LA RICERCA “GIOVANI E SOSTENIBILITÀ SOCIALE”, PRESENTATA A ROMA IN OCCASIONE DELL’EVENTO INAUGURALE DELLA SOCIAL SUSTAINABILITY WEEK. LA MANIFESTAZIONE, INIZIATA IL 2 DICEMBRE E IN PROGRAMMA FINO AL 6 DICEMBRE 2024, MIRA A CREARE UNA PIATTAFORMA DI CONFRONTO E AZIONE PER RIDEFINIRE LE PRIORITÀ DELLA SOSTENIBILITÀ SOCIALE, COINVOLGENDO LEADER VISIONARI, ORGANIZZAZIONI E RAPPRESENTANTI DELLA SOCIETÀ CIVILE
Perché è importante la Social Sustainability week
Cristina Cenci, Senior Partner di Eikon Strategic Consulting Italia (società benefit specializzata in consulenza strategica, ricerca narrativa e sostenibilità sociale) ha spiegato il significato di questa iniziativa: «La Social Sustainability Week nasce per costruire una comunità di pensiero e pratica, per cambiare le regole del gioco utilizzando il fattore “S” come strategia trainante».
La ricerca di Eikon SC ha coinvolto un campione rappresentativo di giovani italiani tra i 16 e i 34 anni, esplorando il loro rapporto con la sostenibilità, sia dal punto di vista personale sia professionale. I risultati rivelano una generazione consapevole e attenta, ma anche pragmatica e disillusa, intrappolata tra ideali alti e realtà quotidiane.
Generazione 2030: sostenibilità consapevole ma contraddittoria
I giovani di oggi, destinati a diventare i protagonisti del 2030, dimostrano una buona conoscenza dei temi legati alla sostenibilità. Secondo la ricerca, il 78% è a conoscenza dell’Agenda 2030, il 64% ha sentito parlare di sostenibilità sociale e il 65% si sente personalmente coinvolto.
Tuttavia, la comprensione profonda del concetto appare limitata: un giovane su quattro non sa spiegare cosa sia la sostenibilità sociale, e quasi il 90% non conosce il significato dell’acronimo ESG (Environmental, Social, Governance).
Cosa si intende per Environmental, Social, Governance
In termini concreti, ESG rappresenta un insieme di criteri utilizzati per valutare quanto un’organizzazione sia sostenibile e responsabile. La dimensione ambientale (Environmental) si riferisce all’impatto delle attività aziendali sull’ambiente, come la gestione delle risorse naturali, la riduzione delle emissioni di gas serra e l’adozione di pratiche ecologiche.
L’aspetto sociale (Social) riguarda la relazione dell’organizzazione con i dipendenti, le comunità e i clienti, affrontando temi come i diritti umani, la sicurezza sul lavoro e la diversità.
Infine, la governance (Governance) si concentra sulla trasparenza e sull’etica aziendale, includendo la gestione interna, la prevenzione della corruzione e il rispetto delle normative.
ESG, quindi, non è solo un acronimo, ma una lente per misurare l’impegno delle organizzazioni nel contribuire a un futuro più equo e sostenibile.
Ma riprendiamo l’argomento.
Questa dicotomia nelle scelte dei giovani si riflette anche nel quotidiano. Da un lato, i ragazzi si dichiarano attenti al rispetto dell’ambiente e favorevoli a scelte innovative, come il nucleare percepito da oltre il 56% come una soluzione green. Dall’altro, però, prevale il pragmatismo: il 75% non considera la sostenibilità nei propri spostamenti, privilegiando rapidità e comodità, e il costo resta il principale criterio negli acquisti, anche a scapito della sostenibilità dei prodotti.
L’alimentazione rappresenta un’eccezione. Qui i giovani si dimostrano più coerenti: il 76% rifiuta cibi pronti e delivery (preparati da ristoranti o fast food e consegnati a domicilio), sottolineando l’importanza di scelte salutari e consapevoli. Questa attenzione potrebbe rappresentare un punto di partenza per orientare altre abitudini verso una maggiore sostenibilità.
Sostenibilità e lavoro: equilibrio e sfiducia
La dimensione professionale gioca un ruolo fondamentale nel rapporto dei giovani con la sostenibilità. La ricerca evidenzia che il 70% degli under 34 ritiene prioritario il benessere psico-fisico e chiede alle aziende di promuovere un migliore equilibrio tra vita privata e lavorativa. Tuttavia, il giudizio su istituzioni e imprese è spesso critico: il 78% accusa le istituzioni di non impegnarsi nella promozione dell’occupazione giovanile, mentre il 67% ritiene che le aziende trascurino il benessere dei dipendenti.
La discriminazione delle donne lavoratrici, soprattutto quando diventano madri, è un altro tema ricorrente. Il 59% dei giovani crede che le donne siano penalizzate professionalmente a causa della maternità, nonostante siano apprezzati gli sforzi di alcune aziende per supportare la genitorialità.
La ricerca mette in luce una generazione che non è disposta a scendere a compromessi: i giovani chiedono contratti stabili e trasparenza, rifiutando stage e contratti a termine come soluzioni inadeguate.
Paola Aragno, Vice President di Eikon Strategic Consulting Italia, ha così commentato: «I giovani lavoratori hanno le idee chiare su ciò che vogliono, ma la loro fiducia nelle istituzioni e nelle imprese resta limitata».
Tra speranze e paure: il futuro dei giovani italiani
Il rapporto con il futuro è uno degli aspetti più complessi emersi dalla ricerca. Solo il 37% dei giovani crede che le nuove generazioni abbiano maggiori opportunità rispetto ai propri genitori e una percentuale identica si dice fiduciosa nel valore della meritocrazia. Tuttavia, il 22% si sente sopraffatto dalle difficoltà, descrivendosi come un albero piegato dal vento. Questa immagine simbolica riflette una generazione che, pur avendo risorse e talenti, fatica a mantenersi salda di fronte alle sfide.
Tra le preoccupazioni principali spiccano l’instabilità economica, la crisi climatica e la salute. Quest’ultimo tema risulta particolarmente significativo, considerando la giovane età del campione. A livello personale, emergono invece timori più intimi legati alla famiglia, alla solitudine e alla felicità.
La Social Sustainability Week: un punto di svolta
La ricerca ha aperto una discussione ampia durante l’evento inaugurale della Social Sustainability Week, che ha visto la partecipazione di numerosi esperti e rappresentanti del mondo accademico, economico e istituzionale. Enrico Pozzi, CEO di Eikon Strategic Consulting Italia, ha spiegato l’obiettivo dello studio: «Vogliamo capire se e quanto i giovani si sentano protagonisti del cambiamento attraverso la sostenibilità sociale. I dati dimostrano un coinvolgimento forte, ma anche molte contraddizioni che devono essere affrontate».
La settimana proseguirà con eventi e dibattiti all’Università La Sapienza di Roma, cui prederanno parte imprenditori, accademici, influencer e professionisti. Tra i temi principali, la necessità di costruire un nuovo modello di sostenibilità che metta al centro le persone, la loro salute e il loro benessere.
Un cammino verso una sostenibilità autentica
La ricerca “Giovani e sostenibilità sociale” dipinge un quadro complesso della generazione 2030, fatta di giovani consapevoli ma pragmatici, fiduciosi nei propri ideali ma disillusi verso le istituzioni. Se da un lato le contraddizioni emerse riflettono le difficoltà del nostro tempo, dall’altro offrono spunti preziosi per ripensare le strategie di sostenibilità sociale e coinvolgere i giovani in modo più concreto.
Come sottolineato durante la prima giornata dell’evento, il futuro dipende dalla capacità di ascoltare e valorizzare le nuove generazioni. La Social Sustainability Week rappresenta un passo importante in questa direzione, un’occasione per trasformare il dibattito in azioni concrete e costruire un mondo più giusto e sostenibile.







