mercoledì, Maggio 22, 2024

Nucleare, ENEA partner del progetto europeo TITANS

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ENEA, INSIEME CON ALTRI VENTI PARTNER DI OTTO PAESI EUROPEI, PARTECIPA AL PROGETTO “TITANS”. OBIETTIVO DELLO STUDIO MINIMIZZARE IL RILASCIO DI TRIZIO NEI REATTORI NUCLEARI A FISSIONE E FUSIONE PER RIDURRE L’IMPATTO AMBIENTALE DI QUESTA SOSTANZA RADIOTOSSICA

ENEA, insieme con altri venti partner di otto Paesi europei, partecipa al progetto TITANS, finanziato dalla Commissione Europea con 3,8 milioni di euro

Il progetto TITANS (Tritium Impact and Transfer in Advanced Nuclear reactorS), guidato dal CEA , Commissariat à l’énergie atomique et aux énergies alternatives, francese, mira a minimizzare il rilascio di trizio nei reattori nucleari a fissione e fusione per ridurre l’impatto ambientale di questa sostanza radiotossica.

Quest’iniziativa si inserisce nell’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, incluso il ricorso alla fusione nucleare, in cui il trizio – l’isotopo di massa 3 dell’idrogeno – e il deuterio – l’isotopo di massa 2 dell’idrogeno – fungono da combustibile.

Migliorare i metodi di recupero del trizio e ridurne il rilascio nell’ambiente è cruciale per diminuire l’impatto ambientale dell’energia derivante dalla fusione. Considerando che il trizio è anche prodotto nei reattori a fissione, è essenziale migliorarne il recupero e il riutilizzo, promuovendo un’economia circolare, sia nella fase operativa che nel processo di smantellamento.

La fusione (dell’atomo) fonte di energia pulita e rispettosa dell’ambiente

«Il trizio, come l’idrogeno e il deuterio – spiega Silvano Tosti, referente ENEA del progetto e responsabile del Laboratorio di Tecnologie nucleari -, interagisce con i materiali, soprattutto quelli metallici. Infatti, seppure in piccolissime quantità, può attraversare le pareti metalliche delle strutture e dei sistemi di raffreddamento degli impianti». E aggiunge che «Abbiamo acquisito elevate competenze nello sviluppo dei rivestimenti da applicare su queste superfici metalliche per impedire il rilascio del trizio nell’ambiente e questo ci consente di avere un ruolo chiave nel settore delle tecnologie per un nucleare sicuro e sostenibile».  Quindi conclude affermando che «Il controllo del rilascio è importante per fare della fusione una fonte di energia pulita e rispettosa dell’ambiente e rendere più sicuri i reattori a fissione di prossima generazione».

Risultati significativi nei laboratori ENEA

Di recente, il progetto TRANSAT (TRANSversal Actions for Tritium) si è concentrato sulle tecnologie e i processi per il contenimento del trizio, il trattamento dei rifiuti che contengono trizio e la radioprotezione.

I laboratori dell’ENEA hanno ottenuto risultati significativi riguardo ai processi di estrazione e purificazione del trizio e al controllo dei rilasci dagli impianti nucleari, attraverso lo studio di materiali capaci di agire come barriere alla permeazione.

L’ente sta contribuendo al progetto nei Centri di Ricerca di Frascati e Brasimone. A Frascati, si sta sviluppando una tecnica innovativa per misurare il trizio nei metalli liquidi, mentre a Brasimone si sta studiando la permeazione e il rilascio del trizio, oltre allo sviluppo di sistemi di contenimento basati su rivestimenti speciali.

Numero verde ONA

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