FIUMI DI PIETRA: IL POSSIBILE “PARCO NATURALE DELLE NOVE LAME” CHE DALLE COLLINE DELL’ALTA MURGIA SCENDONO VERSO IL MARE BLU DELL’ADRIATICO, SFOCIANDO IN NOVE LUOGHI SULLA COSTA DI BARI, PUÒ TRASFORMARE IL CAPOLUOGO PUGLIESE IN UNA CITTÀ PIÙ VERDE, VALORIZZANDO PAESAGGI NATURALI, BIODIVERSITÀ E RIGENERAZIONE URBANA DEL TERRITORIO
Il Parco Naturale delle Nove Lame
Venerdì 24 aprile 2026, al Kursaal Santalucia di Bari l’ing. Pasquale Guastamacchia (imprenditore-costruttore che promuove la tutela dell’ambiente), presidente della Associazione Lame Nove, parlando alla sala piena di cittadini e un nutrito gruppo di esperti è riuscito, a mio avviso, a incuriosire, informare e stimolare l’interesse per la conoscenza delle nove Lame esistenti nell’esteso territorio della città di Bari che dalle colline delle Murge si estendono verso il mare Adriatico.
Un paesaggio naturale unico
Un paesaggio unico e naturale costruitosi in migliaia di anni che, con il suo intervento e gli interventi specifici dei suoi ospiti: Giuseppe Mastronuzzi (UNIBA), Umberto Fratino (POLIBA), Francesco Marzulli (OAPPC-BA), Vincenzo Cianciotta (OAF), Alfredo De Giovanni (OGP), Marco Petruzzelli (OGP), Giovanni Caputo (OGP), Stefania Santoro (OIBA); con il sostegno di Antonio De Caro (presidente Regione Puglia), Giovanna Iacovone (assessore Città di Bari), Roberto Bellotti (UNIBA), Gioacchino Leonetti (FAI), Carlo Contesi (OIBA), Cosimo Damiano Mastronardi (OAPPC-BA), Arrigi Salvatore Guerrieri (OAF), Angelo Addante (CGB), ci ha fatto comprendere l’importanza dei nove luoghi territoriali naturali.
Nove paesaggi da conoscere
Nove luoghi, nove paesaggi urbani e sub-urbani della città di Bari poco conosciuti, sia dai cittadini sia dai turisti. I quali, da molto tempo, si fermano in città per visitare il centro storico, l’architettura, le opere d’arte e le mostre nei musei, il quartiere Umbertino e Murattiano. Affluenza cui sarebbe giusto far conoscere questo nuovo possibile Parco delle nove Lame.
Gli obiettivi di “Lame Nove”
L’associazione “Lame Nove”, infatti, nei suoi intenti programmatici, propone l’ampliamento dei luoghi del capoluogo pugliese da visitare e vivere a cielo aperto, invitando a conoscerli per diffondere la conoscenza dei nove luoghi naturalistici che, partendo dalla costa, risalgono gradatamente verso le colline della Murgia in direzione su/sud-ovest.
La storia geologica delle lame
La particolarità delle nove Lame, elementi fondativi del territorio naturale, risiede nella loro storia e nella conservazione del loro segno scavato nelle rocce calcarenitiche superficiali e calcaree di profondità.
Profonde tracce naturali scolpite nel tempo dall’acqua a causa delle catastrofiche piogge brevi e intense o con il lento scorrere torrentizio superficiale o sotterraneo, nei giorni di alta pressione con il sole pieno e caldissimo di Puglia.
Un paradiso naturalistico diffuso
Le nove lame, nello stato attuale, sono un paradiso naturalistico diffuso nella città di Bari e nel suo territorio metropolitano, in armonia con la natura, che attraversano tutto il territorio della città e della provincia; luoghi di pace e silenzio che pochi conoscono.
Il possibile Parco Naturale delle Nove Lame
L’idea progettuale proposta dall’associazione “Lame Nove”, è quella di costituire un possibile parco naturale e, contestualmente, ripensare il futuro urbanistico della città di Bari. Tenuto conto che le suddette, di fatto, già costituiscono nove parchi urbani naturali nel territorio ampio ed esteso. Con il presupposto di ri-disegnare e re-immaginare la città in un prossimo futuro, ricca di aree verdi inserite nella vita contemporanea.
Flora, fauna e paesaggi rurali
Luoghi e paesaggi in cui la flora, la fauna, le architetture rupestri e rurali, la geologia, i geositi, le cavità carsiche, costituiscono già i parchi urbani nel circondario. Sia per la loro estensione sia per la qualità ambientale naturale, per rilevare, conoscere, rivelare e tutelare un valore naturalistico enorme che la città già possiede, nel solco della sua storia naturale.
Le nove lame
Lama Balice, Lamasinata, Lamberti, Picone, Fitta, Valenzano, San Marco, San Giorgio e Giotta, sono i toponimi delle lame, oggi ricche di macchie boschive, doline e masserie rurali. Conoscerle significa creare la cultura della tutela nel tempo per il loro futuro. Un tema di importanza locale ma che si riallaccia e sviluppa temi di più ampia scala e globali.
Il ruolo di Università e Politecnico
Tema e cultura della tutela che, a tutt’oggi, sono studiati dall’Università (UNIBA) e il Politecnico di Bari (POLIBA), luoghi di studio e ricerca dove si rileva e si apprende il territorio. In tutte le sue caratteristiche e peculiarità per creare una consapevole conoscenza diffusa del paesaggio urbano e sub-urbano, sviluppando contestualmente tutela, ricerca e nuove professionalità per le nuove generazioni.
Cultura e tutela del territorio
Si vive bene dove la città il territorio e la natura vengono rispettati, conosciuti, difesi, tramandando questi valori alle nuove generazioni. E non è un caso la presenza accademica dell’Università (UNIBA) e del Politecnico di Bari (POLIBA) in questo progetto promosso da “Lame Nove”.
Perché è la cultura che fa la differenza sulla conoscenza e aiuta le nuove generazioni a essere consapevoli di un contesto ambientale bellissimo e complesso.
Il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale
Vivere, conoscere, studiare il territorio della Puglia è un’occasione unica supportata dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, strumento di governo, in cui oggi si stanno elaborando trentacinque progetti come l’Ecomuseo di Bisceglie e altri tra Bari e Bitonto.
Una trama verde tra Murgia e Adriatico
Un percorso che anticipa la possibile istituzione pubblica del Parco Naturale Delle Nove Lame tra le colline della Murgia e il mare Adriatico coinvolgendo interi quartieri urbani e periferici della Città metropolitana e i comuni della provincia, prossimi al capoluogo, costituendo una ricca trama verde naturalistica fruibile, frequentabile e vivibile in tutti i giorni e in tutte le stagioni.
Ripensare Bari come Città Verde
Operando in tal senso è possibile ripensare la città di Bari, per ri-progettarla e ri-disegnarla in una nuova ottica urbana e territoriale sotto i principi e gli auspici della rigenerazione urbana, considerando il capoluogo e il suo ampio territorio, una Città Verde tra l’Alta Murgia e il mare Adriatico.
In cui si potrà immaginare e realizzare una rigenerazione attenta dei luoghi, dei servizi e delle infrastrutture, in relazione e con una presenza massiva del verde pubblico e privato, per compensare l’enorme volume degli edifici costruiti negli ultimi ottant’anni.
Verso un nuovo Piano Urbanistico Generale
Ripensare la città di Bari nell’ottica di Città Verde è un’opportunità per rimodellare il Piano Regolatore Generale vigente. Per progettarlo con nuovi occhi in previsione del nuovo Piano Urbanistico Generale in cui a quello principale è possibile affiancare piani paralleli, dinamici e operativi nel tempo.
Un piano urbano flessibile
Un modello di Piano Urbanistico Generale flessibile, che permetterebbe interventi più equilibrati tra “territorio costruibile” e “territorio naturale”. Attuabile in modo pragmatico e variabile nel tempo, in modo che si possa adattare a ogni quartiere sia centrale sia periferico della Città metropolitana.
Un laboratorio di idee per Bari
L’associazione “Lame Nove”, operando in tal senso, con la presentazione del 24 aprile 2026 ha dimostrato di poter essere il luogo di un grande laboratorio di idee e progetti per il futuro della città di Bari e del suo ampio territorio. Dove l’antropizzazione, già avvenuta nel tempo, va compresa, studiata, curata, integrata e corretta con l’ideazione dei progetti di mitigazione ambientale.
Un progetto architettonico e urbanistico supportato dal contributo conoscitivo dell’Università e del Politecnico di Bari in collaborazione con l’amministrazione comunale. Così come ha suggerito Giovanna Iacovone (assessore alla Rigenerazione Urbana e Sociale), “Lame Nove” non va lasciata sola nelle decisioni sul futuro della città e della vita dei cittadini di oggi e di domani.
© Domenico Tangaro Studio di Architettura Design Urbanistica









