L’UNIVERSITÀ CA’ FOSCARI VENEZIA HA OTTENUTO UN FINANZIAMENTO ERC PROOF OF CONCEPT PER TRASFORMARE GLI STUDI SULLE DINAMICHE COSTIERE IN UNA TECNOLOGIA OPERATIVA. IL PROGETTO “MARINA” SVILUPPERÀ UN SISTEMA CLOUD CAPACE DI PREVEDERE IL RISCHIO DI ALLAGAMENTO DURANTE LE MAREGGIATE, OFFRENDO SUPPORTO A ENTI LOCALI, PROTEZIONE CIVILE E GESTORI DEL TERRITORIO
Un finanziamento europeo per portare la ricerca sul campo
L’Università Ca’ Foscari Venezia ha ottenuto un finanziamento ERC Proof of Concept da 150 mila euro per il progetto MARINA – Multi-model Approach for Runup and INundation Analysis.
Il programma, tra i diciotto progetti finanziati in Italia, sarà coordinato dal professor Alessio Rovere, docente di Geografia fisica e Geomorfologia presso il Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica.
L’obiettivo di MARINA è quello di sviluppare un sistema cloud in grado di prevedere quasi in tempo reale il rischio di allagamento delle aree costiere provocato dalle onde durante le mareggiate.
Il progetto punta a trasformare risultati scientifici avanzati in un prototipo validato e potenzialmente utilizzabile da comuni costieri, Protezione Civile e amministrazioni impegnate nella gestione del territorio.
Dalla ricerca all’operatività
Il progetto nasce dai risultati dell’ERC Starting Grant WARMCOASTS, finanziato con 1,5 milioni di euro e coordinato da Rovere, dedicato allo studio dell’evoluzione delle coste e dei livelli marini del passato.
Gli ERC Proof of Concept hanno proprio l’obiettivo di sostenere i ricercatori nella fase di trasferimento delle conoscenze scientifiche verso applicazioni concrete, verificando il potenziale innovativo delle ricerche sviluppate in ambito accademico.
MARINA rappresenta quindi la traduzione tecnologica di anni di studi sulle dinamiche costiere, trasformando strumenti utilizzati per analizzare gli eventi estremi del passato in soluzioni utili alla gestione dei rischi attuali.
Il problema del wave runup nelle mareggiate
Durante una mareggiata, il livello raggiunto dal mare sulla costa non dipende soltanto dalla marea e dalla tempesta marina (storm surge) ma anche dal wave runup, ossia la risalita delle onde sulla spiaggia o sulle strutture costiere.

Questo fenomeno può provocare l’allagamento di infrastrutture, abitazioni, stabilimenti balneari e aree urbane vicine al mare. Prevederne gli effetti in modo affidabile rappresenta però una sfida complessa.
I modelli fisici più avanzati garantiscono elevata precisione ma richiedono tempi e risorse computazionali difficili da conciliare con un utilizzo operativo. Al contrario, le formule empiriche più rapide spesso non forniscono una valutazione completa dell’incertezza associata alle previsioni.
Un modello ibrido per previsioni più rapide e affidabili
MARINA punta a superare questo limite attraverso un sistema decisionale capace di produrre previsioni probabilistiche del wave runup e del conseguente rischio di inondazione.
Il progetto utilizzerà un approccio ibrido: simulazioni numeriche ad alta risoluzione, realizzate offline con modelli fisici come XBeach, verranno impiegate per calibrare modelli empirici più veloci. In questo modo sarà possibile combinare l’accuratezza della modellazione fisica con la rapidità necessaria per applicazioni in tempo quasi reale.
«Con MARINA vogliamo trasformare una linea di ricerca nata per studiare gli eventi estremi del passato remoto del nostro Pianeta in uno strumento utile per gestire il rischio costiero di oggi», spiega il professor Rovere. «L’obiettivo è fornire previsioni rapide accompagnate da una stima dell’incertezza, ad esempio indicando la probabilità che una mareggiata superi una determinata soglia critica di allagamento».
Test pilota tra Liguria e Veneto
Nel corso dei diciotto mesi di attività il team svilupperà il software MARINA, progettato per prevedere in modo rapido e accurato l’inondazione costiera conseguente alle mareggiate.
Il sistema sarà sperimentato in due aree pilota italiane con caratteristiche differenti: una località della Liguria, rappresentativa delle coste del Mar Tirreno e un sito del Veneto, scelto come esempio delle spiagge dell’Adriatico.
L’obiettivo finale è trasformare un concetto scientifico sperimentale in un prototipo operativo pronto per essere valutato da potenziali utilizzatori.
Dal laboratorio al mercato
Oltre allo sviluppo del software, MARINA prevede un percorso dedicato al trasferimento tecnologico e alla valutazione del possibile impatto commerciale.
Il progetto collaborerà con la Venice School of Management e con PINK – Promozione dell’Innovazione e del Know-how, l’ufficio di trasferimento tecnologico di Ca’ Foscari, per analizzare aspetti legati alla proprietà intellettuale, alle implicazioni normative dell’utilizzo di previsioni probabilistiche e ai possibili modelli di business.
Saranno inoltre organizzate attività di design thinking con potenziali utenti per individuare il formato di comunicazione più efficace: dalle mappe dettagliate alle previsioni quantitative del runup, fino a sistemi semplificati basati su indicatori a soglia, come un modello “a semaforo”.
Una squadra multidisciplinare per sviluppare la tecnologia
Il progetto coinvolgerà anche due docenti di Ca’ Foscari. Il professor Filippo Bergamasco, esperto di computer vision, fotogrammetria, remote sensing e ricostruzione 3D, contribuirà alla supervisione degli aspetti informatici e tecnici dell’implementazione.
Il professor Stefano Micelli, ordinario di International Management alla Venice School of Management, seguirà invece la strategia di valorizzazione della tecnologia, l’analisi del mercato e il possibile percorso verso un futuro sfruttamento commerciale.
Un software e un piano di valorizzazione come risultati finali
Al termine del progetto sono previsti due risultati principali: un software validato, installato su cloud e accessibile tramite un’interfaccia destinata agli utenti finali e un business plan che definirà le possibili strategie future.
Tra queste rientrano la concessione in licenza della tecnologia da parte dell’università o la possibile creazione di uno spin-off dedicato.
Il finanziamento ERC Proof of Concept, il secondo ottenuto da Ca’ Foscari, consentirà così di avvicinare una ricerca di frontiera a un’applicazione concreta: fornire alle comunità costiere strumenti più rapidi, trasparenti ed efficaci per prepararsi agli eventi estremi e comprendere meglio l’incertezza del rischio.




