LA DECISIONE DEL PRESIDENTE DONALD TRUMP DI RITIRARE GLI STATI UNITI DALLA CONVENZIONE QUADRO DELLE NAZIONI UNITE SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI (UNFCCC) E DA ALTRE SESSANTASEI ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI ACCENDE UN FORTE DIBATTITO GLOBALE
A intervenire con parole nette è Plastic Free Onlus, associazione impegnata da anni nella tutela ambientale e nella lotta all’inquinamento da plastica che ha dichiarato: «La Terra non può permettersi passi indietro. E noi nemmeno».
Plastic Free: “Una scelta grave che indebolisce il multilateralismo”
Plastic Free Onlus ha espresso profonda amarezza per l’uscita degli Stati Uniti dagli organismi internazionali dell’ONU. Secondo l’associazione ambientalista, si tratta di una decisione grave, perché mette in discussione il principio stesso del multilateralismo, nato per affrontare sfide che nessun Paese può risolvere da solo.
La crisi climatica, l’inquinamento ambientale e la perdita di biodiversità sono problemi globali che richiedono cooperazione e responsabilità condivisa, non azioni unilaterali.
Le parole del presidente Luca De Gaetano
Sul tema è intervenuto direttamente il fondatore e presidente di Plastic Free Onlus, Luca De Gaetano.
«Non parliamo di sorpresa, ma di delusione – dichiara De Gaetano; l’associazione è impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica e oggi presente in oltre quaranta Paesi nel mondo –. Uscire da questi organismi significa sottrarsi a un tavolo comune proprio quando servirebbe più responsabilità, non meno. La crisi climatica, l’inquinamento, la perdita di biodiversità sono problemi collettivi. E solo con risposte collettive possono essere affrontati».
Il ruolo delle Nazioni Unite nella lotta ambientale
Plastic Free Onlus è accreditata al Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) e partecipa attivamente ai tavoli internazionali dedicati a clima e plastica. Un impegno che ha permesso all’associazione di contribuire al confronto globale su politiche, dati scientifici e strategie ambientali.
Come sottolinea Plastic Free, nonostante limiti e lentezze, il lavoro delle agenzie ONU resta fondamentale per fornire strumenti concreti a chi opera quotidianamente sul territorio.
La transizione ecologica va avanti, anche senza gli USA
Secondo Plastic Free, la scelta degli Stati Uniti non cambia la direzione intrapresa dal resto del mondo. Negli ultimi anni, infatti, Washington non ha avuto un ruolo trainante nell’accelerazione ecologica globale.
A ribadirlo è ancora De Gaetano:
«Negli ultimi anni, gli Stati Uniti non hanno guidato l’accelerazione ecologica. In molti casi l’hanno rallentata. Ma oggi il mondo è diverso – prosegue il fondatore di Plastic Free –: l’Europa, l’Africa, l’Asia, l’America Latina stanno già andando avanti. Governi, città, imprese, comunità, cittadini: la transizione ecologica non è più una bandiera politica, è una necessità umana ed economica».
La forza della società civile e dei volontari
Un ruolo centrale, secondo Plastic Free, è svolto dalla società civile. L’associazione conta oggi oltre 200mila volontari attivi, impegnati ogni giorno in azioni concrete di tutela ambientale in più di quaranta Paesi.
«E poi c’è la società civile. Ci siamo noi. Ci sono milioni di persone che non aspettano il permesso di un’amministrazione per difendere il pianeta. Plastic Free nasce da questa convinzione: che il cambiamento non sia mai calato dall’alto, ma condiviso, diffuso, ostinato – conclude De Gaetano –. Le scelte politiche possono cambiare. La responsabilità verso le prossime generazioni no. Continueremo a collaborare con chi crede nel futuro, a costruire alleanze internazionali forti. Con o senza gli Stati Uniti. Perché la Terra non può permettersi passi indietro. E noi nemmeno».







