giovedì, Aprile 30, 2026

“Bari città amica dell’autismo”: parte il progetto

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BARI AVVIA IL PROGETTO “CITTÀ AMICA DELL’AUTISMO” E COINVOLGE ISTITUZIONI E CITTADINI PER COSTRUIRE UNA COMUNITÀ PIÙ INCLUSIVA, ACCESSIBILE E CONSAPEVOLE

 Bari rafforza l’impegno per l’inclusione nella “Giornata mondiale dell’Autismo”

In occasione della “Giornata mondiale della consapevolezza dell’Autismo”, il 28 Aprile, il Comune di Bari rinnova il proprio sostegno alle persone nello spettro autistico e alle loro famiglie. L’amministrazione comunale sottolinea la volontà di costruire una comunità più attenta, accogliente e inclusiva, rafforzando il proprio impegno sociale. Allo stesso tempo, ribadisce l’importanza di promuovere una cultura della consapevolezza diffusa e condivisa.

 Presentazione del progetto “𝑩𝒂𝒓𝒊 𝑪𝒊𝒕𝒕𝒂̀ 𝑨𝒎𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑨𝒖𝒕𝒊𝒔𝒎𝒐”

Nella circostanza, il sindaco Pasquale Leccese presenta ufficialmente il progetto “𝑩𝒂𝒓𝒊 𝑪𝒊𝒕𝒕𝒂̀ 𝑨𝒎𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑨𝒖𝒕𝒊𝒔𝒎𝒐”. Durante l’evento, il primo cittadino firma anche un protocollo d’intesa con la Asl Bari.

In questo modo, il capoluogo pugliese diventa la prima città metropolitana italiana a prendere un impegno così rilevante. Si tratta di un segnale forte che può trasformarsi in modello per altri territori e diventare riferimento per l’intera regione.

autismo

 Un impegno approvato dal Consiglio comunale

Il progetto non nasce come semplice dichiarazione di intenti. Infatti, il Consiglio comunale, nella seduta del 26 marzo scorso, approva un ordine del giorno condiviso con la Asl Bari e il Garante regionale dei Diritti delle persone con disabilità.

Con questo atto, il Consiglio impegna il sindaco e la Giunta a dichiarare formalmente Bari “Città Amica dell’Autismo”. L’iniziativa assume quindi un valore istituzionale concreto e strutturato.

 Un percorso condiviso con istituzioni e associazioni

Il progetto prende forma grazie all’impulso del Garante regionale e si sviluppa in collaborazione con le associazioni cittadine impegnate nel campo dell’autismo. La Commissione consiliare Pari opportunità segue il percorso insieme con il consigliere incaricato del sindaco, Vito Antonio Spadavecchia. L’obiettivo è chiaro: rendere Bari una città più accessibile, accogliente e inclusiva per tutti.

Inoltre, il progetto coinvolge l’intera comunità cittadina. Non si limita a garantire servizi ma punta a trasformare la città in uno spazio capace di accogliere ogni persona. Questa visione promuove un modello urbano più umano e partecipato.

Il progetto “Bari Città Amica dell’Autismo – Bari Autism Friendly” si svilupperà attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Comune e Asl Bari e prevede:

  •        la formazione diffusa degli operatori pubblici e privati, suddivisa per ambiti (Forze dell’ordine, Vigili del fuoco, sanità e pronto soccorso, farmacie, scuola, pubblica amministrazione, commercianti e operatori turistici) e volta a fornire adeguate informazioni sull’accoglienza e la gestione di situazioni complesse;
  •        la realizzazione di strumenti operativi, tra cui un vademecum e un kit Autism Friendly di cui tutte le realtà aderenti dovranno dotarsi;
  •        la creazione di una rete cittadina di servizi e luoghi accessibili, riconoscibili dall’apposita identificazione visiva con adesivo recante il logo ufficiale “Bari Città Amica dell’Autismo”;
  •        la realizzazione di una mappatura digitale dei servizi Autism Friendly presenti sul territorio.

 Presentazione ufficiale a Palazzo di Città

L’intero percorso viene presentato ufficialmente il 28 aprile 2026 a Palazzo di Città. Durante l’incontro, il Comune di Bari e la ASL Bari sottoscrivono il protocollo d’intesa. Il Garante dei Diritti delle Persone con Disabilità della Regione Puglia supervisiona il processo, mentre le associazioni cittadine partecipano attivamente all’iniziativa. Questo momento segna l’avvio concreto del progetto.

 Un impegno collettivo per una città più inclusiva

Tutti i soggetti coinvolti assumono un impegno chiaro. Lavorano per rendere la città sempre più inclusiva, accessibile e consapevole dei bisogni delle persone nello spettro autistico e delle loro famiglie. Tuttavia, questo percorso non può restare nelle mani delle sole istituzioni.

Per diventare davvero una città “𝐚𝐦𝐢𝐜𝐚” – è scrito in una nota -, tutta la comunità deve contribuire. Esercenti, operatori, scuole, servizi e cittadini sono chiamati a fare la propria parte. Ognuno deve assumersi una responsabilità concreta all’interno della società.

 Formazione e consapevolezza per abbattere le barriere invisibili

Aderire al progetto significa mettersi in gioco in modo attivo. Significa formarsi, acquisire strumenti pratici e imparare a gestire situazioni complesse. Inoltre, vuol dire rendere ogni ambiente, pubblico o privato, realmente “𝒂𝒖𝒕𝒊𝒔𝒎 𝒇𝒓𝒊𝒆𝒏𝒅𝒍𝒚”.

Per molto tempo, il dibattito si concentra sulle barriere architettoniche. Tuttavia, spesso la società ignora barriere meno visibili ma altrettanto limitanti. Si tratta di ostacoli culturali, relazionali e comportamentali, difficili da riconoscere ma profondamente radicati.

 Una nuova visione per la città

Oggi esiste l’opportunità di individuare queste barriere invisibili. Soprattutto, esiste la possibilità concreta di abbatterle insieme, attraverso un impegno condiviso e continuo.

“𝑩𝒂𝒓𝒊 𝑪𝒊𝒕𝒕𝒂̀ 𝑨𝒎𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑨𝒖𝒕𝒊𝒔𝒎𝒐” 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒂𝒓𝒂̀ 𝒖𝒏𝒐 𝒔𝒍𝒐𝒈𝒂𝒏.

Sarà una nuova narrazione urbana. Il progetto rappresenta un cambiamento concreto che nasce dalla consapevolezza e cresce nella vita quotidiana.

 Un percorso già avviato

Il percorso è già iniziato e coinvolge tutta la città. Ora spetta alla comunità renderlo reale, giorno dopo giorno, attraverso azioni concrete e scelte consapevoli.

Numero verde ONA

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