“DODICI ALBERI”, DI DANIEL LEWIS, GUIDA IL LETTORE IN UN VIAGGIO TRA SCIENZA E NATURA. IL LIBRO MOSTRA COME QUESTE DODICI SPECIE RACCONTINO LA STORIA DEL PIANETA E RIVELINO IL RUOLO CENTRALE DEGLI ALBERI NELL’EVOLUZIONE DELLA VITA SULLA TERRA
L’albero è una forza lenta e duratura che si sforza di conquistare il cielo
Antoine de Saint-Exupéry, La saggezza delle sabbie
Un viaggio biostorico tra scienza e meraviglia
Con “Dodici alberi”, Daniel Lewis propone ai lettori un romanzo biostorico. Racconta, cioè, la storia della vita sulla Terra in forma narrativa, usando la scienza per spiegare come il mondo è diventato ciò che è. L’autore racconta come gli alberi custodiscano la storia profonda del nostro pianeta e offrano nuovi modi per interpretare il presente.
“L’evoluzione ha delle conseguenze: ogni albero deriva da una forma vegetale precedente. Studiare la scienza degli alberi vuol dire, quindi, andare al di là del presente. È una storia del mondo e del suo passato, un romanzo biostorico”.
Un pianeta che cambia alla massima velocità
Il mondo affronta oggi la trasformazione ambientale più rapida nella storia dell’umanità. Scienziati, etnobotanici – ossia studiosi che analizzano il rapporto tra piante e culture umane (ndr) -, popoli indigeni e collettivi diversi studiano gli alberi per capire come funzionano e perché agiscono in modo così complesso.
Dodici alberi come guida nel cuore della biodiversità
Il volume accompagna il lettore in un viaggio mozzafiato che attraversa laboratori di coltivazione, giardini botanici e collezioni museali. L’itinerario prosegue sulle cime degli alberi più alti e sotto l’acqua, tra radici insolite e sistemi ecologici sorprendenti. Il percorso raggiunge i deserti dell’Ovest americano e le fitte giungle del Perù per offrire una visione globale sul ruolo decisivo degli alberi nel nostro pianeta.

Le grandi domande che svelano il segreto degli alberi
L’autore affronta domande cruciali con rigore scientifico e spirito narrativo. Cosa accade quando una specie comune si estingue in natura ma sopravvive in un giardino botanico? In che modo i ricercatori ricostruiscono genomi perduti e habitat scomparsi? Come può un albero immagazzinare migliaia di litri d’acqua o rivelare insetti perfettamente conservati da milioni di anni? Come sopravvive un albero di 5mila anni e quali lezioni offre alla nostra epoca?
La scienza degli alberi come storia del mondo
Daniel Lewis mostra che studiare gli alberi significa esplorare il passato remoto del pianeta e comprenderne l’evoluzione. Analizzando i dati pollinici – il polline si conserva per migliaia o milioni di anni (ndr) -, gli scienziati possono ricostruire paesaggi antichi e capire come il clima e la vegetazione sono cambiati nel tempo. Gli anelli degli alberi raccontano climi recenti e antichi. Le specie fossili mostrano il lungo cammino dell’evoluzione.

Dodici specie per raccontare la vita del pianeta
Il libro presenta dodici alberi emblematici: il pino dai coni setolosi, la sequoia sempreverde, la Sophora toromiro di Rapa Nui – nome polinesiano dell’Isola di Pasqua, isola vulcanica nel Pacifico meridionale, famosa per le statue monumentali chiamate moai (ndr) -, il pino palustre, il sandalo dell’India orientale, l’ebano dell’Africa centrale, l’eucalipto, l’olivo, il baobab africano, il cipresso calvo, l’albero estinto Hymenaea protera e il potente kapok.
Queste specie dimostrano che gli alberi vivono come simbionti (organismi che vivono in stretta associazione tra loro, in cui almeno uno dei due trae beneficio – ndr) e collaborano con una moltitudine di organismi, come funghi, batteri e insetti, per proteggere la biodiversità e sostenere la vita sulla Terra.
La salvezza degli alberi come salvezza dell’umanità
Difendere gli alberi significa difendere il futuro della nostra specie e l’equilibrio del pianeta. Restano essenziali per la vita umana e richiedono oggi rispetto, cura e tutela.
“Ci sarà una certa resistenza a dare “diritti” a una cosa finché non potrà essere vista e valutata per sé stessa – osservava (*) – ma è difficile vederla e valutarla per sé stessa finché non ci convinciamo a darle dei diritti, cosa che quasi inevitabilmente suonerà inconcepibile a un grande gruppo di persone”.
(* Il riferimento è a Christopher Stone, Should Trees Have Standing? Toward legal Righrfor Natural Objects – “Gli alberi devono avere riconoscimento giuridico? Verso diritti legali per gli oggetti naturali”)
“Nello spazio tra due pini c’è una porta che conduce a una nuova vita” John Muir

Daniel Lewis
Daniel Lewis è curatore senior Dibner per la Storia della scienza e della tecnologia alla Huntington Library, Art Museum and Botanical Gardens della California meridionale. È scrittore, professore universitario e storico ambientale. Scrive di scienze biologiche e delle loro intersezioni con l’estinzione, la politica, la cultura, la storia, il diritto e la letteratura.
Lewis ha conseguito un dottorato in Storia e ha ottenuto borse di studio post-dottorato a Oxford, allo Smithsonian e al Rachel Carson Center di Monaco. Fa parte anche del corpo docente del Caltech, dove insegna corsi di scienze umane ambientali e dell’Art Center College of Design di Pasadena. Sta svolgendo un mandato quinquennale presso la Commissione per la sopravvivenza delle specie dell’IUCN, l’Unione internazionale per la conservazione della natura, in qualità di membro dell’autorità per la lista rossa degli uccelli.
“Dodici alberi” è stato selezionato dal “Guardian”, dall’ “Economist” e dallo “Smithsonian magazine” tra i migliori libri di scienza e natura del 2024.
“Dodici alberi”, Aboca edizioni, è un racconto intimo e luminoso che intreccia natura, memoria e rinascita.




