domenica, Settembre 25, 2022

Zaporizhzhya, missione dell’AIEA alla centrale nucleare ucraina

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CONTINUANO A RINCORRERSI LE NOTIZIE SUGLI ATTACCHI NELLA ZONA DELLA CENTRALE DI ZAPORIZHZHYA. L’AIEA VORREBBE STABILIRE UNA “PRESENZA PERMANENTE” NELLA CENTRALE ATOMICA. LA MISSIONE VUOLE “EVITARE UN INCIDENTE NUCLEARE” NELL’IMPIANTO OCCUPATO DALLE FORZE RUSSE (Foto ANSA)

La missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) sarà domani nella centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhya, dove vuole stabilire una “presenza permanente”

La missione vuole “evitare un incidente nucleare” nell’impianto occupato dalle forze russe, ha dichiarato Rafael Grossi, direttore generale dell’Aiea .

Il capo dell’amministrazione civile-militare dell’Oblast di Zaporizhzhya nominato dai russi, Yevhen Balytskyi: gli ispettori “hanno un giorno per ispezionare il funzionamento dell’impianto. Se diranno che è necessario intervenire su alcuni elementi, saremo in grado di farlo nel corso dell’ispezione”.

Finora l’obiettivo dichiarato dell’Aiea è quello di “ispezionare il funzionamento della centrale. Questo ci sembra piuttosto vago”, ha dichiarato Balytskyi. Intanto “la missione Aiea farà la fila per arrivare nella parte liberata della regione di Zaporizhzhia. Ciò è dovuto al fatto che non verranno rilasciati pass speciali”. (ANSA)

Riepilogando

Due pericolose azioni belliche si sono susseguite a Zaporizhzhya nelle scorse settimane. Lo rende noto la Aiea nel comunicato del 9 agosto scorso. La prima azione risale al 5 agosto e ha causato danni alla linea di alimentazione elettrica esterna. La seconda, del 6 agosto, ha danneggiato parti di edifici nella zona presso la quale è stoccato a secco il combustibile nucleare esaurito.

Non sono stati riportati danni ai contenitori del combustibile, mentre è risultato rovinato il sistema di monitoraggio radiometrico della zona. La IAEA dichiara che, sulla base di queste informazioni, non vi sono rischi immediati per la sicurezza nucleare.

Cosa è accaduto a Zaporizhzhya e quali sono le conseguenze

La situazione continua a destare molta preoccupazione. Restano, infatti, compromessi alcuni elementi importanti che contribuiscono ad assicurare il richiesto elevato livello di sicurezza. In particolare la persistente indisponibilità di parte della rete di alimentazione elettrica esterna.

Ma anche l’impossibilità per il personale di gestire l’impianto in maniera autonoma. Ciò a causa dell’occupazione del sito, compresa l’impossibilità di accedere al centro di gestione delle emergenze sul sito. Altro problema è costituito dall’assenza di contatti regolari con l’autorità di regolamentazione competente.

Gli scenari conseguenti alle azioni belliche  

Le barriere e i sistemi di sicurezza nelle centrali sono progettati con capacità di resistenza ad eventi di origine antropica e naturale anche gravi. Possono così aiutare a prevenire eventuali significativi rilasci di radioattività nell’ambiente. Ciò accadrebbe pure nelle circostanze in cui un atto bellico, sebbene non assunto a riferimento nel progetto, colpisca e danneggi parti anche vitali della centrale. Tali danni possono indurre lo sviluppo di scenari incidentali più gravi, caratterizzati dal danneggiamento del nocciolo del reattore e della struttura di contenimento. Questo provocherebbe rilasci significativi di radioattività nell’ambiente. Gli scenari in questione sono assunti a riferimento nelle analisi di sicurezza.

Attacchi alla centrale, quali conseguenze?

Il WENRA e l’HERCA, le associazioni degli enti europei in materia di radioprotezione e sicurezza nucleare, hanno valutato le loro conseguenze. Esse richiederebbero un’evacuazione nel raggio di 20 km e di riparo al chiuso nel raggio di 100 km, con un impatto significativo per l’Ucraina.

Nel caso, sarebbe comunque richiesta una modellazione puntuale della dispersione del rilascio radioattivo che tenga conto delle reali condizioni, in particolare meteorologiche. Ciò è ancor più valido per distanze maggiori e per i paesi confinanti.

Le centrali non sono state progettate tenendo conto dell’eventualità di azioni belliche che dovessero danneggiare la struttura di contenimento dei reattori o i reattori stessi.

Di qui l’importanza e la necessità che i bombardamenti nell’area della centrale cessino quanto prima. Nel caso dell’Italia, in ragione della distanza, sarebbe da prevedere in tali circostanze una modellazione della dispersione atmosferica e un attento monitoraggio radiometrico.

Ultime notizie: continua lo scambio di accuse tra Mosca e Kiev

Mykhailo Podolyak, consigliere del capo dell’ufficio del presidente Zelensky, ha denunciato che la Federazione Russa sta bombardando i corridoi della missione AIEA. L’Ucraina chiede che questa missione abbia accesso solo attraverso il territorio controllato dell’Ucraina.

Gli ispettori avranno una sola giornata per verificare le condizioni di sicurezza dell’impianto.

“I russi hanno trasformato la centrale nucleare di #Zaporizhzhya in una base militare mettendo a rischio l’intero continente – afferma il ministro degli esteri ucraino Kuleba -.  I militari russi devono uscire dallo stabilimento: non hanno niente da fare lì”.

“Sulla centrale nucleare di Zaporizhzhya il regime di Kiev sta facendo terrorismo nucleare”, ha detto la portavoce del ministro degli Esteri russo Maria Zakharova. (Itartass)

Secondo i funzionari russi, Kiev vuole minare la missione dell’AIEA alla centrale. Vladimir Rogov, membro dell’amministrazione della regione sotto controllo russo, ha dichiarato che le forze ucraine hanno preso di mira le strutture chiave della centrale nucleare. L’obiettivo sarebbe quello di provocare almeno un rilascio di materiali contaminati.

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