Zanzare: cosa sapere di questo insetto fastidioso

zanzare Zanzara tigre

La relazione tra le zanzare e i cambiamenti climatici

La trasmissione di malattie infettive dalle zanzare all’uomo è sempre esistita ed è un problema molto grave nei Paesi in via di sviluppo. Ammonta almeno a un milione il numero di decessi, provocati ogni anno dalle punture degli insetti.

Il rischio è legato soltanto alle zanzare femmine, che si nutrono del nostro sangue per alimentarsi e per riprodursi.  Attraverso la puntura, le zanzare possono trasmettere all’uomo virus (Zika, Dengue, Chikungunya, per esempio), o parassiti (come nel caso della malaria).

Sono migliaia le specie di zanzare finora classificate. Ma due sono le più pericolose per l’uomo: Aedes aegypti (viene dall’Asia) e Aedes Albopticus (zanzara tigre) che viene dall’Africa.

In Italia e in Europa sono in aumento i casi di infezioni e malattie trasmesse all’uomo attraverso la puntura di zanzara. Una delle cause sono i cambiamenti climatici. Infatti, l’aumento delle temperature fa sì che le zanzare non muoiano e, di conseguenza, la diffusione di patogeni non si interrompe.

Cosa dice la ricerca

È quanto emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications e condotto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra e dell’Università di Tel Aviv in Israele. La ricerca specifica che entro il 2030 le zanzare potrebbero portare la febbre gialla anche in Europa. Possono, inoltre, diffondere altre malattie non comuni in Europa come Dengue e Zika.

«Attualmente – spiega Kris Murray dell’Imperial College – la zanzara Aedes Aegypti prospera solo nelle regioni più calde del mondo, come Africa, Amazzonia e Australia settentrionale. Secondo il nostro modello potrebbe espandersi in Spagna, Portogallo, Grecia e Turchia entro il prossimo decennio a causa delle temperature più calde. Per il 2050 raggiungerebbe anche Cina e Stati Uniti». «Il nostro lavoro aiuta a rivelare i possibili impatti a lungo termine del riscaldamento globale», aggiunge il ricercatore.

Le malattie provocate dalle zanzare. Quali sono le più gravi?

La febbre Chikungunya non è mortale ma i sintomi sono comunque molto fastidiosi. Nei primi giorni di incubazione la temperatura può essere molto alta e i dolori articolari intensi che possono permanere per settimane. Allo stato attuale non sono disponibili né farmaci specifici, né un vaccino. A trasmettere la febbre Chikungunya all’uomo è la puntura di zanzare infette appartenenti al genere Aedes.

Nel nostro Paese la specie implicata è Aedes Albopictus, la ben nota zanzara tigre. Sicuramente importata in modo accidentale verso la fine del secolo scorso. Ha provocato dieci anni fa un’epidemia che ha coinvolto 205 residenti a Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna.

Nel 2014 in Europa sono stati segnalati 1461 casi: 39 dei quali osservati in Italia. L’Italia ha fatto esperienza diretta di questo rischio con due epidemie di Chikungunya, una nel 2007 in Romagna, l’altra nel 2017 nel Lazio e in Calabria.

Con l’eccezione di undici casi autoctoni, tutti riportati in Francia, le persone colpite avevano contratto l’infezione durante viaggi al di fuori dell’Europa. I casi «importati», se le condizioni climatiche sono favorevoli, causano la diffusione nei residenti, come dimostrato nel caso dell’epidemia del 2007 in Italia.

La malaria: trasmessa solo da una zanzara del genere Anopheles

Gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) relativi alla sorveglianza e alla casistica nazionale della malaria importata in Italia nel periodo 2013-17, richiamano alla necessità di includerla nell’attuale potenziamento della sorveglianza delle malattie trasmesse da vettori.

Questi sono i viaggi e commerci internazionali, i cambiamenti climatici e ambientali e i flussi migratori.

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Foto dei tempi in cui la malaria si era diffusa in Italia. L’acqua attira le zanzare, per questo vaste zone paludose furono bonificate

Nel periodo considerato sono stati confermati 3805 casi di malaria con una distribuzione non uniforme tra le regioni.

Dodici casi sono risultati di origine autoctona, di cui sette si sono verificati nell’estate del 2017.

Di questi quattro erano casi indotti (causati da eventi accidentali quali trasfusioni o altra forma di inoculazione parenterale come trapianti, infezioni nosocomiali ecc.) e otto considerati criptici poiché non è stato possibile stabilire l’esatta modalità e luogo di trasmissione.
Il gruppo di popolazione più colpito è stato quello degli stranieri regolarmente residenti, mentre gli italiani rappresentano circa il 17% dei casi. Sono stati segnalati otto decessi, di cui cinque solo nel 2017.

La malaria più frequentemente riscontrata, acquisita principalmente in Africa sub-sahariana, è quella daPlasmodium falciparum.

Il maggior numero dei casi di malaria d’importazione si è registrato tra gli stranieri (83%). Tra questi, l’81% dei casi si è verificato tra gli immigrati regolarmente residenti (in seguito ai viaggi che compiono nei loro Paesi d’origine) e il 13% tra i migranti al primo ingresso (rifugiati e migranti economici).

I virus trasmessi dalle zanzare: Zika

È un’infezione che si manifesta allo stesso modo della Malaria. Tuttavia, i rischi sono più alti se è contratta da una donna incinta.
La trasmissione inizia attraverso la puntura di zanzara ma può trasmettersi da un soggetto all’altro. Il contagio può avvenire anche per via sessuale, a causa di trasfusioni e si trasmette dalla madre al feto.

Dengue: detta anche febbre emorragica

Detta anche febbre emorragica, la Dengue è tipica delle regioni tropicali o subtropicali. Provoca febbre alta, dolori articolari e oculari, riduzione dei globuli bianchi. In casi particolarmente gravi può provocare la morte.

La febbre gialla

Causata dal virus del genere Flavivirus, si trasmette attraverso la puntura di zanzara e ogni anno provoca circa trentamila morti (in particolare in Africa).

Febbre del Nilo occidentale

La febbre West è una malattia provocata dal virus West Nile, un virus della famiglia dei Flaviviridae. È stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

A trasmettere il virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. Questo virus non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con soggetti infetti.

Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

L’encefalite giapponese

È causata da un virus del genere flavivirus, cui appartengono i virus responsabili della febbre gialla e della malattia di West Nile. Si verifica nei suini e negli uccelli.
Si trasmette attraverso le zanzare agli umani, alle mucche e ai cavalli.

Ma come prevenire queste malattie? Le nuove tecniche contro le zanzare

La tecnica SIT
Cos’è la Tecnica dell’Insetto Sterile (SIT- Sterile Insect Technique)?  È un metodo anticoncezionale per insetti.  Le radiazioni vengono utilizzate per sterilizzare le zanzare di sesso maschile che vengono poi rilasciate per accoppiarsi con femmine selvatiche senza produrre prole.  Questo, porta a un declino della popolazione di zanzare e delle malattie che portano.

La tecnica di sterilizzazione è stata introdotta attraverso la collaborazione tra l’AIEA, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il Programma speciale per la formazione e la ricerca delle malattie tropicali (TDR) e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Scritto con il coinvolgimento di quindici esperti di dodici Paesi, servirà da guida per quelle nazioni interessate a utilizzare questa tecnica.

Finanziamenti per la ricerca

L’OMS, il programma di cooperazione tecnica dell’AIEA, Peaceful Uses Initiative e TDR, hanno insieme finanziato lo sviluppo di queste linee guida e la pubblicazione del documento.

«Uno dei grandi valori di questa guida è che armonizza l’approccio SIT e la sua applicazione per tutti gli Stati membri dell’AIEA che sono interessati ad aggiungere uno strumento ecologico al loro kit di strumenti per ridurre il vettore che trasporta le malattie». Lo ha affermato Patricia Godoy-Kain, responsabile della gestione dei programmi dell’AIEA che sta supervisionando un progetto regionale correlato in America Latina e nei Caraibi.

SIT è stato utilizzato contro parassiti agricoli che attaccano colture e bestiame.  L’AIEA e la FAO, attraverso la loro divisione congiunta FAO / IAEA di tecniche nucleari nel settore alimentare e agricolo, hanno fornito supporto tecnico a oltre sessanta Paesi nell’attuazione della tecnologia SIT. Ora la SIT è stata adottata contro le zanzare Aedes.

«Il Brasile ha affrontato sfide in diversi componenti dell’implementazione SIT per le zanzare Aedes», ha affermato Maylen Gomez Pacheco, responsabile tecnico-scientifico di Biofabrica Moscamed Brasil.

La tecnica è stata sperimentata per la prima volta in Grecia contro le zanzare Aedes.  Considerata ad alto rischio per le malattie trasmesse dalle zanzare, la Grecia ha avviato progetti per contrastare e ridurre il pericolo.

ENEA: metodo biotecnologico innocuo per l’uomo, letale per le zanzare

LENEA ha sviluppato un metodo biotecnologico per limitare la riproduzione della zanzara tigre e, di conseguenza, per contrastare la trasmissione di virus tropicali. Questo risultato è stato possibile in laboratorio grazie all’introduzione nella zanzara di ceppi specifici del batterio Wolbachia.

Innocuo per l’uomo e in genere presente in gran parte degli insetti. Le femmine hanno manifestato un azzeramento della trasmissione del virus Zika e una riduzione a meno del 5% di quella dei virus di Dengue e Chikungunya. I maschi sono stati in grado di rendere sterili le femmine selvatiche della specie dopo l’accoppiamento, compromettendone la possibilità di riprodursi.

Il metodo è stato sperimentato in condizioni controllate contro popolazioni di zanzara tigre sia italiane sia tropicali. Questo metodo biotecnologico è volto a prevenire il rischio di epidemie associate a questi virus. È stato testato nell’ambito del progetto europeo INFRAVEC 2 grazie alla collaborazione con il dipartimento di virologia dell’Istituto Pasteur di Parigi. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PLoS Neglected Tropical Diseases.

 

 

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