giovedì, Ottobre 6, 2022

Youth4Climate Manifesto: le richieste dei giovani alla COP26

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Alla COP26 è stato inviato lo Youth4Climate Manifesto

Youth4Climate Manifesto - COP26
I governi partecipanti alla COP26 sul clima a Glasgow hanno ricevuto lo “Youth4Climate Manifesto”

Dal 31 ottobre ha preso il via la tanto attesa COP26 sul clima a Glasgow e si terrà fino al 12 novembre. Per l’occasione a tutti i governi partecipanti è stato inviato lo “Youth4Climate Manifesto”. Questo documento raccoglie le idee e le proposte emerse a Milano durante lo “Youth4Climate Driving Ambition“.

L’evento, tenutosi dal 28 al 30 settembre, ha visto coinvolti quasi quattrocento giovani, tra i 15 e i 29 anni, provenienti da centottantasei Paesi del mondo, per affrontare le principali urgenze e priorità dell’emergenza climatica. Tra i partecipanti ci sono stati attivisti, ricercatori, studenti, influencer, scienziati e imprenditori.

I temi principali affrontati da Youth4Climate Manifesto

I membri dello Youth4Climate hanno lavorato alla bozza del manifesto che è stato inviato al fine di far sentire la voce delle giovani generazioni ai poteri decisionali. Il testo è suddiviso in quattro sezioni:

  • ruolo dei giovani nei negoziati (Youth Driving Ambition);
  • recupero sostenibile (Sustainable Recovery);
  • coinvolgimento di attori non statali (Non-State Actors’ Engagement);
  • creazione di una società consapevole dei cambiamenti climatici (Climate-Conscious Society).
Youth4Climate Driving Ambition
Durante lo “Youth4Climate Driving Ambition” di Milano si è lavorato a un Manifesto che ha lo scopo di esprimere le richieste delle giovani generazioni ai poteri decisionali

Ogni tema corrisponde a un gruppo di lavoro, che è stato guidato da un rappresentante dei giovani e un esperto senior di organizzazioni internazionali.

«Il testo è il risultato del lavoro degli incontri con quattrocento ragazze e ragazzi curati dall’advisory board, un consiglio che vede insieme il ministero della Transizione Ecologica italiano, il ministero degli Esteri inglese, la segreteria delle Nazioni Unite, YOUNGO e due organizzazioni rappresentanti della società civile, Italian Climate Network e WWF», ha dichiarato Marirosa Iannelli, presidente di Water Grabbing Observatory e coordinatrice della sezione Clima e advocacy di Italian Climate Network.

«Ogni delegato ha indicato temi e sottotemi prioritari su cui discutere in ambito negoziale attraverso questionari e incontri online di approfondimento».

L’obiettivo è quello di definire un accordo sul ruolo dei giovani nei negoziati ufficiali, con una serie di richieste di azioni concrete: dalla decarbonizzazione al sostegno per una ripresa sostenibile, da iniziative per l’educazione e divulgazione dei temi ambientali fino alla maggiore inclusione degli attori civici nelle decisioni.

Il coinvolgimento dei giovani nel processo decisionale

Nel primo gruppo di proposte presenti nello “Youth4Climate Manifesto” è emersa soprattutto la richiesta di un maggior coinvolgimento dei giovani nel processo decisionale relativo ai cambiamenti climatici.

youth4climate manifesto - giovani
Lo “Youth4Climate Manifesto” manifesta la volontà di un maggior coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali sulle tematiche ambientali

Infatti le nuove generazioni continuano a essere sottorappresentate nei processi di consultazione e attuazione. Invece è necessario che siano più coinvolte per sostenere gli sforzi nazionali di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Perciò il documento presenta la richiesta ai Paesi e alle istituzioni di garantire con urgenza il coinvolgimento significativo dei giovani su pianificazione, progettazione, attuazione e valutazione della politica climatica a livello:

  • multilaterale, cioè migliorare la partecipazione delle nuove generazioni ai forum internazionali e la loro capacità di impegnarsi in modo significativo con gli Stati;
  • nazionale, raccomandando di coinvolgere i giovani nei processi decisionali nazionali sul clima;
  • locale, per ottenere una maggiore azione riguardo il clima nelle realtà più piccole.

Inoltre si è richiesto di aumentare le risorse finanziarie, amministrative e logistiche per promuovere l’impegno dei giovani a guidare efficacemente azioni concrete per la tutela dell’ambiente.

Youth4Climate Manifesto e la transizione energetica

La seconda sezione del documento ha messo a fuoco cinque questioni principali intorno alle quali i giovani chiedono che si realizzi una ripresa sostenibile post-pandemia.

transizione energetica
I giovani chiedono che si realizzi una ripresa sostenibile e una transizione energetica entro il 2030

Innanzitutto si deve mettere in atto un intervento urgente, olistico, diversificato e inclusivo della transizione energetica entro il 2030, che dia priorità all’efficienza energetica e all’energia sostenibile. In tale ambito occorre sostenere adeguatamente le comunità più vulnerabili e promuovere i green jobs.

Inoltre serve un rafforzamento dei mezzi di adattamento, resilienza e ricostruzione nei casi di danni provocati dagli effetti più duri dei cambiamenti climatici. È importante anche dare la priorità all’attuazione di soluzioni basate sulla natura e a quelle che garantiscano eguaglianza sociale e la tutela delle popolazioni indigene.

In più il manifesto esorta i decisori a creare, nei settori pubblico e privato, un sistema di finanziamento trasparente e responsabile, con una solida regolamentazione delle emissioni di carbonio, garantendo le pari opportunità.

Infine bisogna riconoscere che anche il settore del turismo deve contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni. Perciò occorre includere tutte le parti interessate nel rafforzamento, nel monitoraggio, negli investimenti e nei processi decisionali per una ripresa del turismo blu e verde.

Le principali linee d’intervento nel settore privato

Per quanto riguarda la terza parte dello “Youth4Climate Manifesto”, si sono individuate tre linee strategiche principali d’intervento. La prima riguarda il sostegno dei giovani imprenditori, artisti, agricoltori e sportivi, in particolare delle economie emergenti e dei gruppi marginali, in modo da garantire loro adeguate strutture e finanziamenti.

Poi si richiede anche al settore privato di allinearsi agli obiettivi che prevedono l’azzeramento delle emissioni nocive e di rafforzare la trasparenza e la rendicontazione degli attori non statali in relazione alle politiche climatiche.

abolizione industria combustibili fossili
Nello “Youth4Climate Manifesto” si richiede l’abolizione dell’industria dei combustibili fossili entro il 2030

Infine è necessario che inizi immediatamente l’abolizione dell’industria dei combustibili fossili e che avvenga rapidamente, con un’eliminazione graduale entro il 2030. I lavoratori dovranno essere sostenuti in questo processo di transizione decentrata ed equa. Qualsiasi attore non statale, compresi gli organismi delle Nazioni Unite e i settori della moda, dello sport, dell’arte e dell’agricoltura, non dovranno più accettare alcun investimento da industrie che utilizzano fonti fossili o lobby che hanno influenza in questo campo, soprattutto in relazione ai negoziati internazionali.

Youth4Climate Manifesto: comunicare il cambiamento climatico

L’ultima parte del documento ha come obiettivo la creazione di una società più consapevole delle sfide climatiche. Si sono quindi delineate quattro sfide principali che i governi e le istituzioni internazionali dovranno affrontare nei prossimi anni.

È essenziale che i decisori lavorino con le nuove generazione e le comunità per affrontare il cambiamento climatico, sostenendo le popolazioni più vulnerabili, amplificando la loro voce e condividendo le informazioni e le soluzioni sul clima. Per questo occorre anche garantire un’educazione ambientale completa e universale sui cambiamenti climatici nelle scuole e nelle università. Il principale obiettivo è fornire a tutti le conoscenze, le abilità, i valori e le attitudini per affrontare gli effetti del climate change.

I governi sono quindi invitati a sviluppare azioni pubbliche e private innovative per rendere il messaggio scientifico accessibile a tutti e a garantire l’impegno reciproco tra individui e governi. Si dovranno realizzare campagne di sensibilizzazione sull’adattamento e la mitigazione ai cambiamenti climatici, attraverso i media tradizionali, l’arte, lo sport, l’intrattenimento, influencer e social media. Lo scopo sarà quello di mettere in condizione ogni persona in tutto il mondo di essere informata e coinvolta.

Infine è indispensabile formare i giornalisti e i comunicatori. In questo modo possono divulgare l’urgenza e le conseguenze della crisi climatica in modo trasparente, accessibile e colloquiale:

  • semplificando i risultati delle varie scoperte scientifiche;
  • facilitando la comprensione delle politiche;
  • sottolineando l’esistenza e la fattibilità delle soluzioni, prevenendo in questo modo il greenwashing;
  • evidenziando le disuguaglianze climatiche.

Così è possibile migliorare le narrazioni e combattere la disinformazione, sia attraverso i media tradizionali sia attraverso i social media.

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