venerdì, Agosto 19, 2022

WWF, stop alla vendita illegale di spadini nel Mediterraneo

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L’ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA DENUNCIA LA VENDITA ILLEGALE DI SPADINI, GIOVANI ESEMPLARI DI PESCE SPADA, NEI MERCATI DI DIVERSI PAESI DEL MEDITERRANEO

Un quarto di tutto il pesce spada pescato nel Mediterraneo è costituito da giovanili, che in parte è venduto a prezzi bassi sul mercato illegale. Questa pratica, che è un vero crimine di natura, danneggia uno degli stock ittici e delle attività di pesca più preziosi del Mediterraneo, come confermano alcune prove raccolte dal WWF

È necessaria la chiusura delle attività di pesca nei mesi di ottobre e novembre, quando sono più pescati gli spadini, individui giovani di pesce spada.

Ciò ridurrebbe quasi della metà le catture di pesce spada sotto taglia, accelerando il pieno recupero dello stock. Molti sarebbero i benefici a lungo termine per il nostro mare e per i pescatori, oltre che per la sicurezza dei consumatori.

La pesca del pesce spada sull’orlo del collasso

Dopo la settimana di informazione sui crimini di natura lanciata nel marzo scorso, il WWF torna a parlare del fenomeno. Questa volta è legato a una importante specie “bersaglio” delle attività di pesca e proseguirà per tutto agosto con altri casi simbolo.

La pesca del pesce spada del Mediterraneo (Xiphias gladius) ha da sempre fornito cibo e reddito a numerose comunità di pescatori della regione. Ogni anno nel Mediterraneo vengono pescate circa 9mila tonnellate di pesce spada, per un valore di oltre 200milioni di euro.

Ma dalla metà dello scorso decennio, la popolazione di pesce spada del Mediterraneo è stata sull’orlo del collasso. Questo è stato causato dalle catture due volte maggiori rispetto a quelle concesse per mantenere la popolazione entro i limiti biologici di sicurezza.

spadini Italia - pesce spada

Un piano per ricostituire lo stock di pesce spada

La Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico ha adottato un piano di recupero per ricostituire lo stock di pesce spada entro il 2031. Era il 2016 e il piano aveva introdotto un Limite di Catture Totali Consentite. Aveva previsto anche la chiusura della pesca per tre mesi all’anno e la definizione di una taglia minima di riferimento per la sua conservazione. 

Tuttavia, a quattro anni dalla adozione del piano, dalla prima valutazione scientifica della popolazione di pesce spada del Mediterraneo, condotta dall’ICCAT, emerge un dato allarmante. Le catture di giovanili di pesce spada (inferiori a 100 cm) sono ancora circa il 24% del pescato totale. Le prove fotografiche raccolte dal WWF in Italia e in Tunisia mostrano che il pesce spada sotto taglia viene venduto illegalmente in molti mercati ittici.

Dove si vendono gli spadini

Pesce spada al di sotto della taglia minima stabilita è stato trovato in vendita illegalmente e a prezzi molto bassi sulle banchine dei porti. Ma anche nei mercati del pesce e agli angoli delle strade a Kelibia e El-Haouaria in Tunisia e a Palermo e Catania in Italia.

Qui, solo nel 2020, in ventisei operazioni di polizia, sono stati sequestrati almeno 700 esemplari di pesce spada venduto illegalmente. Il 60% del pesce era costituito da esemplari al di sotto della taglia minima consentita. In sette operazioni è stato segnalato anche l’uso illegale di reti derivanti, vietate dal 2003 nel Mediterraneo.   

L’analisi del WWF

Un’analisi scientifica commissionata dal WWF suggerisce inoltre che cambiamenti mirati all’attuale piano di recupero potrebbero ridurre la mortalità giovanile di circa il 40%. Ciò consentirebbe alla popolazione di ricostituirsi completamente cinque anni prima dell’obiettivo fissato dal piano per il 2031. 

Il WWF chiede, dunque, alla Commissione Europea di attuare una chiusura della pesca con il sistema palangaro pelagico nei mesi di ottobre e novembre. Un divieto di pesca allo spada durante l’autunno consentirebbe agli spadini di raggiungere una taglia maggiore e la maturità, prima di poter essere catturati.

Il progetto LIFE SWiPE

Per contrastare i crimini di natura è necessario creare banche dati aggiornate, rafforzare la vigilanza, adeguare gli strumenti sanzionatori e puntare sulla formazione delle istituzioni. Questi sono anche gli obiettivi del progetto europeo LIFE SWiPE, attraverso il quale il WWF lavora in Italia da oltre un anno. L’obiettivo è contrastare i crimini contro la fauna selvatica, promuovendo e rafforzando il coordinamento con magistrati e forze dell’ordine.

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