martedì, Luglio 23, 2024

WWF: quest’anno la Befana a Roma ha portato solo carbone

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LA CITTÀ ETERNA HA TANTO ATTESO LA BEFANA ANCHE SE ERA BEN A CONOSCENZA CHE LE CONDIZIONI IN CUI VERSA NON LE AVREBBERO CONSENTITO DI RICEVERE NIENTE ALTRO CHE CENERE E CARBONE

Cosa ha portato la Befana a Roma quest’anno? Dolci e balocchi, pioggia di finanziamenti, salute e benessere o cenere e carbone? L’arrivo della tanto attesa vecchina che “tutte le feste si porta via” è una delle tradizioni più sentite della città.

«Purtroppo la Capitale riceverà molto carbone in occasione del 6 gennaio perché occorre essere virtuosi per essere premiati e la Città Eterna mostra ancora il fiato lungo sulla capacità di proporre innovazione culturale», si legge in una nota diramata nei giorni scorsi dal WWF Roma. Si è, dunque, ben lontani dal profilo di una Capitale al passo coi tempi, in grado di praticare soluzioni concrete e coinvolgere attivamente i cittadini.

A Roma manca un programma economico e culturale

Ancora strettamente legata al mattone, l’economia romana stenta a cambiare registro. Difatti, Roma Capitale risulta essere ancora maglia nera per il consumo di suolo. Con 95 ettari di terreno naturale o seminaturale divorato dal cemento nel 2021, si conferma al vertice tra le città italiane in questo triste primato. Ma ciò che inorridisce è l’assenza di una visione culturale, come si denota dalla vicenda del Pratone di Torre Spaccata.

È questa un’area ad alta valenza storica e archeologica, oltre che naturalistica, dove l’Amministrazione comunale intende trasferire alcuni magazzini industriali. L’operazione è stata decisa senza tener conto del valore dell’area, né della volontà dei cittadini che chiedono tutela e capacità di programmare il futuro.

Si è anche tralasciato di considerare il potenziale indotto economico che l’area potrebbe generare. Se si investisse, infatti, per portare alla luce il patrimonio che il Pratone custodisce, aumenterebbe il turismo e con esso le entrate economiche.

E inoltre «si potrebbe evitare che il sito entri di diritto nelle prossime statistiche sul consumo del suolo e permettere che possa invece essere portato in dono a tutta la città», ha detto il WWF Roma.

La piaga dei rifiuti

C’è poi il problema rifiuti, su cui pesa la previsione di un mostruoso impianto di incenerimento. Contrariamente a tutti gli obiettivi auspicati dall’Unione Europea, ciò fa immaginare numeri crescenti di produzione dei rifiuti nella capitale, anziché prefigurarne una riduzione.

Una diminuzione della quantità dei rifiuti prodotti si potrebbe ottenere mettendo in atto politiche di prevenzione e riuso. Si dovrebbe, inoltre, organizzare una raccolta differenziata domiciliare che diventi anche strumento di sensibilizzazione per i cittadini. Ed è proprio la raccolta differenziata che, secondo i recenti dati ISPRA, tenderebbe ad essere frenata dalla presenza degli inceneritori.

«Argomentando di rifiuti, nella Città Eterna tutt’al più si parla di discariche, inceneritori e già quando si cita la raccolta differenziata si stenta, si balbetta. Chissà, magari la Befana nel 2024 ci porterà qualche sorpresa, ma in questo 2023, lo sappiamo, solo carbone», ha concluso il WWF Roma.

Numero verde ONA

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