venerdì, Ottobre 7, 2022

Vivere la natura richiede consapevolezza

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IL 20 LUGLIO DI QUATTRO ANNI FA SI CONSUMAVA LA TRAGEDIA AL RAGANELLO. IL 3 LUGLIO SCORSO IL CROLLO DEL GHIACCIAIO DELLA MARMOLADA HA CAUSATO LA MORTE DI ALTRI ESCURSIONISTI. “VIVERE LA NATURA RICHIEDE CONSAPEVOLEZZA”, AMMONISCE ANTONELLO FIORE, PRESIDENTE NAZIONALE DELLA SIGEA 

Il surriscaldamento del pianeta si sta rivelando sull’ambiente e sull’uomo con effetti catastrofici. Dai dissesti idrogeologici agli incendi, dalle trombe d’aria alle bombe d’acqua che in questi giorni hanno percosso il Paese. È necessario, quindi, che tutti acquisiscano maggiore consapevolezza delle conseguenze dei cambiamenti climatici.

«Si sta determinato un cambio nella tipologia dei dissesti – afferma Antonello Fiore, presidente nazionale della Società Italiana Geologia Ambientaleche possono coinvolgere chi vuole vivere la natura in contesti geologici unici».

Il 20 agosto del 2018, una ondata di piena di acqua e fango, alta 2.5 metri, travolse rovinosamente un gruppo di turisti in gita nelle gole del Raganello, sul Pollino, in Calabria. Dei quarantaquattro escursionisti (adulti e bambini), dieci persero la vita, undici furono ricoverati in ospedale.  Altri ventitré furono tratti in salvo dalle squadre di soccorso accorse sul posto.

Il 3 luglio scorso, un seracco di ghiaccio è crollato sulla Marmolada, vicino Punta Rocca. Un gruppo di alpinisti era in salita lungo l’itinerario che porta in vetta, quando la valanga di ghiaccio li ha travolti.  Undici escursionisti ci hanno lasciato la vita.

In quei giorni sulla Marmolada è stato registrato il record delle temperature; infatti, in vetta si sono raggiunti i 10 gradi centigradi.

Perché queste tragedie?

A ricordarcelo è Antonello Fiore. Dopo ogni catastrofe sorgono polemiche e scatta la corsa finalizzata a trovare a tutti i costi e in tempi brevi i soggetti cui attribuirne le colpe.

«Minore attenzione viene invece riservata alla conoscenza delle cause di questi disastri che spazzano via improvvisamente delle vite di persone che avevano solo voglia ed entusiasmo di passare una giornata diversa. Una giornata immersa nella natura», afferma il geologo.

C’è chi indirizza l’attenzione su divieti, cartelli o potenti e sofisticati sistemi di monitoraggio. Ma non sono certo questi strumenti a garantire sicurezza nel corso di attività come quelle suddette ed evitare nuovi eventi drammatici.

Infatti, «noi riteniamo che sia necessario che tutti acquisiscano maggiore consapevolezza degli effetti che l’attuale fase climatica calda ha e avrà sull’ambiente e sull’uomo. Si sta determinato un cambio nella tipologia dei dissesti – continua il presidente di SIGEA – che possono coinvolgere chi vuole vivere la natura in contesti geologici unici».

A causa dell’innalzamento della temperatura i ghiacciai non sono più perenni: fondono e causano crolli. Nei piccoli bacini montani, alle precipitazioni intense di pioggia e concentrate nello spazio, seguono gli eventi rapidi che creeranno sempre più situazioni di pericolo per le nostre vite e le nostre attività.

«Questi eventi, essendo rapidi e improvvisi, sono difficilmente annunciabili e, purtroppo, si dimostrano sempre più pericolosi per la vita umana, essendo caratterizzati da velocità elevata e forte energia cinetica».

Crisi idrica, incendi e dissesti geo-idrologici

L’estate in corso è caratterizzata da una severa crisi idrica che ha colpito in particolare le regioni dell’Italia centrale e settentrionale. Vedi la secca del fiume più grande del Paese, il Po, e di suoi affluenti. Dai terribili incendi in Versilia in Toscana, alle trombe d’aria che si sono abbattute sul litorale pontino nel Lazio, distruggendo la vegetazione, trovano nel consumo di suolo facili complici. Complicità, spiega Fiore, che favorisce dissesti geo-idrologici e allagamenti urbani.

Che conclude affermando che «non dobbiamo dimenticare le tragedie che ci hanno colpito di recente e lavorare tutti insieme alla promozione della cultura della consapevolezza e al rispetto delle regole del buon senso, al fine di ridare fiducia e sicurezza a chi vuole vivere la natura».

(La foto di copertina è stata scattata il 13 agosto 2022 da Vito Lecci)

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