domenica, Agosto 14, 2022

Viene dal passato il progetto di isolamento sismico dell’ENEA

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La soluzione alla forza distruttiva dei terremoti sugli edifici era un argomento trattato già in tempi antichi.

Un progetto proveniente dall’antica cultura Greca

Racconta lo scrittore romano Plinio il Vecchio in “Naturalis Historia” che il Tempio di Diana, Artemide per i Greci, a Efeso (città dell’attuale Turchia – VI sec a.C.) fu innalzato non incastrato al suolo, come si potrebbe pensare sia la soluzione ideale ma poggiato su uno strato di argilla mista a carbone e cenere che attenuava l’azione meccanica del sisma. Il tempio, infatti, poteva subire movimenti orizzontali rispetto al suolo, senza subire danni.

Una tecnica, quella suddetta, applicata anche dai Greci in numerosi templi sia in patria sia nelle colonie del mar Nero e della Magna Grecia. E dai Dori, una delle etnie della Grecia antica, con la differenza che i templi dorici, come quello di Paestum, ad esempio, poggiano su un sottile strato di sabbia che separa la fondazione dal suolo.

Strutture più complesse grazie alla stessa ingegnosità hanno resistito a forti terremoti nel corso dei secoli anche in America Latina.

L’idea di consentire all’edificio di muoversi rispetto al suolo è stata rinnovata da ENEA e Politecnico di Torino che hanno brevettato un sistema innovativo di isolamento sismico che punta a preservare gli edifici di particolare valore storico-artistico.

«L’isolamento sismico è una delle tecnologie più avanzate per la protezione dai terremoti e si applica sia su edifici di nuova costruzione che su quelli esistenti», spiega Paolo Clemente del Laboratorio ENEA Ingegneria sismica e prevenzione di rischi naturali. «Questo sistema consente di isolare sismicamente la struttura al di sotto delle sue fondazioni, senza toccarla. Una caratteristica particolarmente importante – sottolinea Clemente – che rende questa tecnologia adatta per la tutela del nostro patrimonio culturale dagli effetti disastrosi dei terremoti».

La tecnologia al servizio delle nuove invenzioni

Le tecniche di costruzione che hanno consentito di realizzare opere grandiose giunte fino ai nostri giorni, oggi sono più facilmente applicabili grazie alla disponibilità di moderne tecnologie. Infatti, grazie a dispositivi di isolamento sismico molto deformabili in direzione orizzontale, l’azione sismica è ridotta di oltre l’80%. Inseriti tra la parte in elevazione e la fondazione degli edifici, questi permettono di attutire notevolmente l’energia trasmessa dal terremoto alla struttura.

«Con l’inserimento di questi dispositivi alla base – ha spiegato Clemente a margine di un evento sulle tecnologie antisismiche nella storia delle costruzioni organizzato in collaborazione con INGV, CNR e Università del Molise -, la struttura così isolata è in grado di sopportare l’azione sismica senza danneggiarsi e di garantire l’operatività anche in caso di terremoti violenti senza la necessità di interventi di riparazione».

Il sistema si basa sull’inserimento di una serie di tubi affiancati, al disotto delle fondazioni, all’interno dei quali poi si andrà a disporre degli isolanti sismici. «Si realizza così un sistema di protezione elevatissimo, senza toccare minimamente l’edificio. Una caratteristica molto importante per la conservazione dei beni culturali, proteggendoli anche da azioni sismiche le più violente».

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