lunedì, Luglio 15, 2024

Via l’amianto da un affresco. A Lecco intervento unico nel suo genere

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PER LA PRIMA VOLTA È STATO REALIZZATO UN INTERVENTO DI BONIFICA DALL’AMIANTO DI UN’OPERA D’ARTE, UN AFFRESCO, SUL SOFFITTO DEL “TEATRO DELLA SOCIETÀ” DI LECCO

Per la prima volta è stata bonificata dall’amianto un’opera d’arte. A essere protagonista della storia l’acrilico Il teatro della vita di Orlando Sora. Il pittore marchigiano, che ha scelto Lecco come sua città fino alla sua morte, aveva realizzato l’affresco in acrilico nel 1979 sulla volta del soffitto del Teatro della Società della città.

Purtroppo, però, qualche anno fa, arriva la brutta notizia: il tetto del teatro è contaminato dall’amianto. A segnalare il pericolo le analisi condotte dalla ASL della cittadina lombarda. In particolare si rileva la presenza di asbesto sulla volta del soffittone, sul quale poi l’artista ha dipinto “Il teatro della vita”, e sopra il boccascena.

La conferma è poi arrivata dall’ormai ex assessore alle Opere Pubbliche, Manutenzioni, Viabilità, Patrimonio e Decoro Urbano, Corrado Valsecchi. «Solo un irresponsabile può privilegiare la continuità delle rappresentazioni in presenza di rischi certificati della volta del teatro, che contiene quel materiale – ha dichiarato l’assessore -, rispetto a garantire la sicurezza e l’incolumità dei fruitori».

Bonificare il teatro e salvaguardare l’affresco

L’amministrazione ha così deciso di provvedere alla bonifica della struttura per poter riaprire in sicurezza. Al contempo, però, ha voluto salvaguardare l’opera del Sora. E per farlo si mette in atto una soluzione innovativa.

«Si tratta di un intervento di recupero unico nel suo genere – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici e al Patrimonio del Comune di Lecco, Maria Sacchi -. L’opera in acrilico è stata realizzata su uno strato di amianto. Non ci sono esempi nella letteratura di restauro: si tratta di un unicum e di una scommessa che all’inizio non poteva dirsi certa».

Ha eseguito l’intervento lo Studio Berlucchi, società di servizi tecnici per l’edilizia, e la restauratrice Antonella Vitiello.

L’amianto nel “Teatro della Società” di Lecco

Il “Teatro della Società” è il più antico e importante dei teatri di Lecco, costruito tra il 1833 e il 1844 e basato sul progetto dell’architetto Bovara. In stile neoclassico, nel 1969 l’architetto Gianni Rigoli restaurò la struttura. Seguì, nel 1979, la creazione dell’acrilico da parte del pittore marchigiano Orlando Sora.

La particolarità del teatro, però, come racconta l’ingegnere Nicola Berlucchi dello studio omonimo, è che il suo soffitto, risalente all’Ottocento, fu demolito. In esso poi si inserì l’amianto per proteggere le travi del soffitto in legno dal fuoco, date le caratteristiche ignifughe del materiale.

L’intervento unico di restauro dell’affresco

L’intervento di bonifica ha previsto una fase preparatoria. Per mettere in sicurezza la zona, il progetto di cantiere messo a punto da ATS ha contemplato la creazione di una camera chiusa con doppia porta, dove si regola la pressione in modo da non far uscire le polveri di amianto. Successivamente si è provveduto a recuperare e bonificare l’opera di Sora.

«L’applicazione della tecnica a strappo degli affreschi su amianto è unica – spiega Berlucchi -. L’intervento è stato molto complicato e molto lungo. È durato almeno un anno. Sono stati staccati i dipinti, come avviene con gli affreschi, con garza e resina. Incollandosi al dipinto si porta via il disegno. Le varie figure dell’affresco sono state poi pulite dall’amianto restante. Infine è stato demolito l’intonaco con amianto».

È stata così effettuata la completa bonifica delle componenti di asbesto presenti, a cui sono seguite campionature e analisi della volta per controllare la totale assenza del materiale.

«Quando non c’erano più tracce di amianto, è stato applicato un nuovo intonaco in calce, come avvenne anche al Teatro La Fenice di Venezia – continua l’ingegnere -. Questo preserva le caratteristiche acustiche e protegge dal fuoco. Sul soffitto sono stati poi incollati di nuovo le figure e i decori. Le figure sono state rimesse nella stessa posizione, grazie a un rilievo laser con scanner. Lo sfondo invece è stato ridipinto». Si è creato ex novo quindi il fondo con la stessa scelta cromatica e lo stesso effetto martellato originale.

La scelta della bonifica: cosa ne pensano i cittadini?

Perché si è scelto di sperimentare una modalità così innovativa? «L’amministrazione ha chiesto questo tipo di intervento – dichiara Nicola Berlucchi -. Non voleva l’amianto. Ha preferito una bonifica totale per risolvere il problema in modo definitivo».

E ciò lo ha confermato anche l’assessore ai lavori pubblici, Maria Sacchi. «Per gli occhi di chi entrerà nel teatro non si capirà la differenza – commenta l’assessore -. Ma la diversità non visibile sarà di grandissimo valore per la salute dei cittadini. Non avremo più amianto alla nostra piccola “Scala” lecchese».

Eppure qualche abitante della città non è della stessa opinione. «Ho potuto vedere l’acrilico di Sora dopo il restauro ma non ho più trovato il dipinto di Sora, non quello che io ricordavo e che ho visto dipingere – lamenta Giovanna Rotondo Stuart, letterata e cultrice dell’artista-. Al suo posto c’è un’opera uniforme, senza la poesia e l’armonia che lo animava. Spero solo che con una luce più adeguata sia meglio di come mi è apparso. Comunque sia, non è più il dipinto di Orlando Sora».

Numero verde ONA

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