lunedì, Agosto 15, 2022

Verde pubblico, un modello di gestione per ridurre costi e incendi

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GESTIRE IL VERDE PUBBLICO LIMITANDO I COSTI E CONTRASTANDO IL DEGRADO È L’OBIETTIVO DEI RICERCATORI ENEA

Si chiama Green Cal ed è il modello di calcolo dell’ENEA che pianifica gli interventi nelle aree verdi cittadine.

Contrasta anche il degrado e il rischio incendi soprattutto in estate e fa risparmiare fino al 70% sui costi di gestione pubblica. L’applicazione è frutto di uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Land e realizzata dai ricercatori ENEA in collaborazione con Sapienza Università di Roma.

L’applicazione mette in relazione tre elementi: i sistemi GIS, le tecniche di sfalcio (utilizzo di decespugliatori, tagliaerba, trince) e i costi del taglio. L’obiettivo è quello di rendere più semplice la pianificazione degli interventi, non solo per gli amministratori, ma anche per gli operatori del settore.

Green Cal, primo test a Latina

Il modello di calcolo è stato testato a Latina, città del basso Lazio dove vivono quasi 130mila abitanti, su una superficie di circa 280 km2. Oltre 460 le aree verdi estese su 160 ettari.

La gestione del verde pubblico comporta spesso importi proibitivi per molti enti locali. Con una manutenzione più “flessibile”, ossia in funzione del grado di utilizzo dei singoli spazi pubblici da parte dei cittadini, è possibile abbattere i costi. 

Si garantirebbe tuttavia uno standard di elevata sicurezza e decoro urbano. Green Cal è stato pensato anche per ottimizzare l’uso delle risorse idriche e ridurre il rischio incendi.

Rischio che può essere limitato con tagli lungo corridoi che interrompono il percorso del fuoco e rendono più efficaci i piani di protezione civile. Essenziali risultano le segnalazioni dei cittadini, il cui contributo è sempre più rilevante nella gestione delle aree verdi pubbliche.

Verde pubblico, più attenzione da parte dei cittadini

Il tema del verde, soprattutto dopo la pandemia, è molto sentito dai cittadini, che hanno manifestato la necessità di poter disporre di spazi aperti. Il lavoro ha, inoltre, preso in considerazione le prospettive per la valorizzazione degli sfalci secondo i principi dell’economia circolare.

Si è puntato alla riduzione della produzione di rifiuti organici, alla chiusura dei cicli e al recupero di una materia prima critica come il fosforo. Nello studio sono state anche simulate azioni di riforestazione delle aree periferiche. Qui si potrebbero creare le 

Esse sono realizzate per combattere il consumo di suolo, le ondate di calore e per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

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