Uranio Impoverito: ennesima batosta per il ministero della Difesa

La Corte di Appello di Roma ha respinto il ricorso avverso una sentenza di condanna in primo grado

 

La decisione della Corte di Appello della capitale apre nuove frontiere per i contenziosi in corso tra famigliari di deceduti e malati contro il ministero della Difesa. «Che si mostra sempre più indifferente alla tutela dei militari», sostiene l’avvocato della parte lesa Angelo Fiore Tartaglia, dell’Osservatorio Militare.

Dopo 138 sentenze di condanna e la relazione della IV Commissione d’inchiesta con relativa proposta di legge, ministero della Difesa e Governo avrebbero la possibilità di mettere fine alla questione uranio.

Invece, si susseguono tentativi per far tornare sui propri passi la giurisprudenza costruita dal legale dell’Osservatorio. Lo conferma il dott. Domenico Leggiero, dell’Osservatorio Militare, secondo cui «quando il TAR Lazio aveva consolidato la giurisprudenza interviene il cambio di giurisdizione, quando anche i Tribunali del Lavoro confermano le colpe del ministero, arriva una circolare del ministro che rivaluta studi della Difesa dichiarati inutili dalla IV Commissione d’inchiesta».

«La sussidiarietà della politica al potere militare», affermava il presidente della IV Commissione Gianpiero Scanu, «è evidente e drammatica quando si affronta un tema come quello dell’uranio impoverito». Speriamo che il nuovo ministro prenda atto della situazione e dia un segno ai famigliari dei 370 morti e dei 7500 malati, commenta Leggiero.

L’ONA tutela le vittime del dovere appartenenti al personale civile e militare esposto all’Uranio Impoverito

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