martedì, Settembre 27, 2022

Un’Onda Blu per tutelare l’ambiente

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Il servizio, a livello nazionale, mirato all’accertamento di violazioni ambientali, è stato predisposto dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto

L’operazione “Onda blu” della Direzione Marittima di Olbia

A tutela dell’ambiente, il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto ha dato luogo all’operazione “Onda blu”. Nell’ambito territoriale del Nord Sardegna, l’intervento à stato diretto dal Centro di Coordinamento Ambientale Marino (C.C.A.M.) della Direzione Marittima di Olbia. Centinaia i controlli mirati all’accertamento di violazioni.

I Nuclei Operativi di Polizia Ambientale (N.O.P.A.), istituiti dalle Capitanerie di Porto, hanno operato negli ambiti di Olbia, Porto Torres e La Maddalena. Numerose le violazioni accertate relative a scarichi idrici, ciclo dei rifiuti e traffico di rifiuti via mare. Grazie all’impiego dei sistemi in uso alle sale operative e controlli in mare svolti dai mezzi navali del Corpo.

Sotto osservazione anche le violazioni dei limiti di navigazione in prossimità delle aree marine protette. Pertanto, i Comandi territoriali hanno effettuato un monitoraggio costante del traffico marittimo mercantile.

A supporto di “Onda Blu” gli aerei della Guardia Costiera

L’operazione è stata, inoltre, supportata da mezzi aerei della Guardia Costiera equipaggiati con moderni sistemi di telerilevamento.

Dall’alto è più facile verificare la presenza di scarichi idi acque reflue non autorizzati o non conformi alle normative vigenti. Questi, infatti, rappresentano una delle principali cause di inquinamento dei corsi d’acqua e dei mari.

L’operazione si è svolta dal 7 aprile 2021 al 6 maggio scorso ma «l’azione di contrasto verso i fenomeni di illeciti ambientali proseguirà con la ricognizione dettagliata del territorio». Lo ha dichiarato il Capitano di Vascello Giovanni Canu, Direttore Marittimo di Olbia.  Accertamenti saranno dovuti «sul regolare trattamento delle acque reflue, l’individuazione di scarichi irregolari, la verifica della funzionalità degli impianti di depurazione e l’accertamento di eventuali violazioni relative al deposito, la discarica, l’abbandono, il trasporto ed il trattamento dei rifiuti».

Rifiuti pericolosi a cielo aperto: la missione del NOPA

Nel corso dell’attività svolta, i militari del NOPA hanno individuato rilevanti illeciti penali in violazione del D.Lgs 152/2006 – Testo Unico sull’Ambiente. In particolare, nella zona industriale di Olbia risulta la presenza di due scarichi di acque reflue industriali non autorizzati.

In un cantiere edile, il personale della Capitaneria di porto di Olbia ha accertato la presenza di un deposito incontrollato di rifiuti di vario genere. Tra questi, estintori, batterie d’auto, bidoni contenenti oli esausti, legname, rifiuti elettrici ed elettronici, rifiuti ferrosi e rifiuti sanitari.

A pochi metri dal Rio Siligheddu, sono stati rinvenuti numerosi rimorchi, cassoni e container in disuso in evidente stato di abbandono. Inoltre erano carichi di rifiuti di vario genere. Li hanno abbandonati senza alcuna cautela e senza essere stati sottoposti ad alcun trattamento preventivo. Erano esposti agli agenti atmosferici e all’erosione, senza alcun sistema per il convogliamento e lo smaltimento dei reflui.

L’Intelligence della Capitaneria di Porto Torres

Di particolare rilievo anche l’attività di indagine svolta dal personale della Capitaneria di porto di Porto Torres su un autospurgo. Il mezzo prelevava i liquami dalle fosse biologiche di privati, per sversarli, poi, nella rete fognaria comunale in località Valledoria.

I militari hanno effettuato appostamenti per individuare il luogo in cui il mezzo sversava i liquami prelevati. Di notte, poi, hanno installato sul camion un dispositivo GPS. Quindi hanno filmato dall’alto, con l’impiego di un drone, i movimenti dell’autospurgo.

Sanzioni e denunce a carico dei trasgressori

I Nuclei Operativi hanno individuato i responsabili della violazione. Pertanto, hanno sequestrato gli impianti. La notizia di reato l’hanno poi comunicata alla competente Procura della Repubblica di Tempio Pausania.

Il personale del Centro di Coordinamento Ambientale Marino ha riscontrato e sanzionato numerosi illeciti amministrativi. Non erano conformi ai registri di movimentazione dei rifiuti.

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