sabato, Aprile 13, 2024

Un’installazione che racconta il rapporto dell’uomo con l’ambiente

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SIN DALL’ANTICHITÀ GLI ARTISTI ATTRAVERSO LE PROPRIE OPERE SI SONO FATTI PORTAVOCE DEL RAPPORTO DELL’UOMO CON L’AMBIENTE. NELL’ARTE CONTEMPORANEA QUESTA FORMA DI DIALOGO TRA ARTI VISIVE E MONDO CIRCOSTANTE NON SI È MAI INTERROTTA. STEFANO CAGOL CON LA SUA INSTALLAZIONE “THE BOUVET ISLAND” PORTA LA SUA PERSONALE VISIONE AL MUSEO ETRUSCO DI VILLA GIULIA

L’ininterrotto dialogo dell’arte con la natura

L’arte da sempre è stata lo specchio della mentalità, della storia sociale e della filosofia del suo tempo. Gli artisti attraverso le proprie opere, oltre a raccontare di sé, indagano il mondo circostante e il rapporto dell’uomo con la natura ha costituito uno dei leitmotiv, cioè uno dei motivi ricorrenti, della storia dell’arte di tutti i tempi.

Per gli antichi Greci l’arte era “mimesis”, ossia “imitazione della Natura”. Nell’Umanesimo gli artisti omaggiavano la natura attraverso l’uso di una particolare accuratezza botanica nella rappresentazione di fiori e piante. Nel Seicento, proseguendo una consuetudine già in vita nel Rinascimento, la natura si caricava di valenze simboliche e ogni suo elemento racchiudeva un significato nascosto. Nel Settecento la natura divenne oggetto di indagine scientifica. Nell’Ottocento il rapporto con essa era ambivalente, sospeso tra il “pittoresco” e il “sublime”, cioè tra la concezione di una natura benigna e dai tratti spontanei e di una natura fonte di turbamento per la sua maestosità.

Dal Novecento ai giorni nostri

Dando uno sguardo alla situazione italiana, il rapporto uomo-natura è stato al centro, negli anni Sessanta del Novecento, della ricerca di molti dei rappresentanti del Movimento dell’Arte Povera. Tra loro in particolare Giuseppe Penone in alcune sue opere ricordava come la volontà dell’uomo di intervenire sulla natura non riuscisse ad arrestare il suo corso, né ad alterare le sue leggi.

Nel presente, “The Bouvet Island”, l’opera dell’artista contemporaneo Stefano Cagol, contrastando l’ottimismo degli anni Sessanta, ci insegna invece che l’uomo è capace di deturpare anche i luoghi più remoti ed incontaminati.

The Bouvet Island e la contraddittorietà dei nostri tempi

L’istallazione site specific “The Bouvet Island” è collocata nel cortile del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Il suo autore, Stefano Cagol, si fa portavoce attraverso di essa della contraddittorietà dei nostri tempi: di fronte alla spinta conservatrice della natura, la volontà sfrenata dell’uomo di dominare contamina anche ciò che preserva gelosamente la propria verginità.

L’Isola sub antartica di Bouvet simboleggia perfettamente questo paradosso. Situata nel Sud dell’Oceano Atlantico, è completamente disabitata, ricoperta da ghiacciai e avvolta da nebbia, tanto da essere soprannominata “l’isola fantasma” per la sua difficile localizzazione.

Nonostante il suo “spettrale” isolamento, nelle sue acque nel 1979 si verificò il cosiddetto Caso Vela, un’esplosione nucleare di cui non mai è stato individuato il vero responsabile.

L’opera di Cagol a Villa Giulia riproduce le fattezze dell’isola in metallo color oro, quasi una metafora della velleità dell’uomo di vestire i panni del Re Mida. Il mitico re frigio aveva il potere di trasformare in oro tutto ciò che toccava, invece l’essere umano, a causa della sua brama di ricchezza e di potere, continua a rendersi responsabile di disastri ambientali e sociali.

“The Bouvet Island” by Stefano Cagol e Camilla Boemio. ETRU Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma (Photo by Elisabetta Villa – “Su concessione del Ministero della Cultura – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia”)

L’impegno dell’arte contemporanea per l’ambiente

Stefano Cagol ha fatto della tematica ambientale uno dei centri nevralgici della propria attività artistica. Emblematica la performance “The Ice Monolith”, presentata nel 2013 nell’ambito della 55ª Biennale di Venezia: un blocco di ghiaccio di una tonnellata e mezza che nell’arco di 72 ore si è dissolto sotto il sole della città lagunare.

Un monito per i passanti sulle terribili conseguenze del cambiamento climatico in atto, perché il dinamismo dell’azione artistica è in grado di trasmettere messaggi di grande efficacia.

È questo uno dei nobili compiti assolti dall’arte contemporanea e ACC (Associazione per l’Arte Contemporanea), che attraverso la figura di Camilla Boemio ha presentato l’installazione “The Bouvet Island”, si fa portatrice di questa concezione.

Numero verde ONA

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