mercoledì, Dicembre 1, 2021

“Un albero per la resilienza”, valori naturalistici e culturali di una ricorrenza

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Alberi e resilienza: due concetti, un unico comune denominatore simbolico per ripartire dalla natura e dalla speranza

Si è svolto a Barletta il 20 novembre scorso un importante evento dal titolo “Un albero per la resilienza”.  È «la ripresa sistematica della vita associativa “sul campo” – ha affermato il presidente di Ekoclub International Fabio Massimo Cantarelli – dopo il congelamento della maggior parte delle attività dovuto alla pandemia».

L’iniziativa è stata presentata nel Parco del Partenio (Avellino), dalla sede di Summonte di Ekoclub e costituisce il rilancio operativo delle attività. 

La “Festa dell’Albero” dà inizio al cambiamento

La “Festa dell’Albero” – che ricorre il 21 novembre – dà inizio al cambiamento, con una serie di manifestazioni in tutto il Paese.

«Piantare un alberello – hanno dichiarato i soci di Ekoclub International – significa sottolineare l’importanza della fotosintesi clorofilliana per mezzo della quale le foglie verdi degli alberi contrastano, grazie all’acqua ed al sole, l’anidride carbonica, del cui eccesso tanto si parla in questi giorni».

Acqua e sole, insieme all’aria, costituiscono secondo la scienza i fondamenti della vita sulla Terra, «in coerenza con le teorie delle antiche culture – ha osservato Cantarelli – sulle quali si “innesta” l’approccio religioso, umanistico ed ambientale di San Francesco che ringraziava Dio per il dono, tra l’altro, di sole, acqua ed aria».

Ripartire dalla natura e dalla speranza

Il riferimento alla Resilienza, dalla capacità fisica di un materiale di assorbire un urto senza rompersi, a quella di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, non ha bisogno di commenti e dà un tocco di attualità all’evento.

«È per questo che “un albero per la resilienza” racchiude in sé valori spirituali validi – hanno ribadito i soci di Ekoclub International – con uno sguardo al passato, vivendo il presente… e con una proiezione dinamica di speranza che il vocabolo reca in sé per il futuro».

E un futuro senza gli alberi non è immaginabile. Allora piantiamone tanti e facciamolo tutti. Per il bene di tutti.

La storia della festa dell’albero

La “Festa dell’albero” è una delle più antiche cerimonie nate in ambito forestale. Rappresenta la celebrazione che meglio dimostra come il culto ed il rispetto dell’albero affermino il progresso civile, sociale, ecologico ed economico di un popolo.

Fin dai tempi più antichi all’Albero e ai boschi veniva attribuita una grande importanza. Già nella primissima epoca romana gli alberi erano classificati in olimpici, monumentali, divinizzanti, eroici, ferali, felici, infausti. I boschi erano suddivisi in sacri, divinizzanti e profani.

Si può dire che i Romani, con le loro usanze e i loro culti precorsero l’odierna festa degli alberi. Questi erano tutelati e conservati anche per motivi legati alla religione ed era consuetudine consacrare i boschi al culto delle divinità dell’epoca.

Con l’esempio di pubbliche piantagioni si volle poi insinuare nel popolo l’importanza della coltivazione degli alberi, imitando peraltro in quest’aspetto le usanze ancora più antiche dei greci e dei popoli orientali presso i quali erano già diffuse la pratica dell’albericoltura e dell’impianto di boschi. (fonte Corpo Forestale dello Stato)

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