mercoledì, Maggio 29, 2024

Tutore da polso: il baco da seta ispira i ricercatori

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IL BACO DA SETA HA ISPIRATO UN GRUPPO DI RICERCATORI PER LA REALIZZAZIONE DI UN NUOVO TUTORE POLSO-MANO CHE MIMA LE PROPRIETÀ DELLA NATURA

I pazienti affetti da malattie neuromuscolari hanno un nuovo alleato: il baco da seta. Da questo elemento naturale, creato dal bruco per la metamorfosi in farfalla, un gruppo di ricercatori ha tratto ispirazione per la realizzazione di un tutore polso-mano. Il nuovo dispositivo è traspirante e mima le proprietà della natura per versatilità.

Per la messa a punto del tutore, ci si è avvalsi della stampa 3D. Ci ha pensato Nemolab, hub di ricerca tecnologica dedicato alle malattie neuromuscolari.

Il baco da seta – tutore, la ricerca

«L’ortesi – spiegano da NeMO Lab riproduce la struttura reticolare del bozzolo dei bachi, “mimando” le sue eccezionali proprietà meccaniche di flessibilità, traspirabilità e resistenza. Un ausilio estremamente leggero e resiliente nella sua capacità di sapersi adattare alle necessità di ogni paziente».

Il progetto ha ricevuto il finanziamento “Sviluppo di soluzioni innovative 4.0” di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, con il sostegno volontario del Rotary Club Milano Linate. Ci sono voluti due anni per ottenere il risultato. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Biomedicines.

«Un cambio radicale di approccio per la realizzazione di una ortesi fondamentale nel supportare il progressivo indebolimento dei muscoli della mano».

Questo, infatti, è uno dei sintomi che deve affrontare chi è affetto da una malattia neurodegenerativa grave come la SLA. Il dispositivo però può essere utile anche per chi vive con la SMA o una distrofia muscolare; nonché la malattia di Parkinson e lesioni spinali.

tutore polso

Come funziona e a che serve il baco da seta per la mano

Con le malattie neuromuscolari come ad esempio la SLA, azioni come scrivere, afferrare, tagliare il cibo, aprire una porta, possono diventare faticose se non impossibili. L’intervento con supporti esterni che riposizionano la mano in un atteggiamento posturale corretto diventa a quel punto fondamentale. Infatti, può prevenire contratture, diminuire il rischio di accorciamento muscolare e ridurre il dolore nella situazione di riposo.

«La tempestività nella realizzazione dell’ausilio, il suo adeguamento in relazione all’evoluzione della malattia e la personalizzazione costante sulla base delle esigenze della persona diventano i criteri necessari perché l’ortesi sia efficace. Ed è qui che entra in gioco la tecnologia di Nemolab», spiega l’hub di ricerca.

«Le caratteristiche meccaniche delle geometrie del bozzolo dei bachi sono state prima valutate nella loro capacità di trazione, compressione e flessione e poi riprodotte nel disegno della stampa 3D. Un modello computazionale ingegneristico ha permesso di prevedere il comportamento del materiale, capace di riprodurre una struttura naturale che, nel corso di milioni di anni, si è evoluta con caratteristiche uniche, rendendola adattabile e leggera, nonostante la sua forza e resistenza. Il risultato è un tutore cosiddetto form fitting, ossia capace di adeguarsi ogni volta alle caratteristiche specifiche della persona».

Numero verde ONA

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