domenica, Aprile 14, 2024

Tutela delle dune costiere in Puglia: no concessioni ai privati

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LA REGIONE PUGLIA ABOLISCE IL DIVIETO DI CONCESSIONI DEMANIALI NELLE ZONE DELLE DUNE COSTIERE E NELLE FASCE COSTIERE PROTETTE. I PRIVATI POTRANNO UTILIZZARLE PER LA FRUIZIONE BALNEARE. L’ORDINE DEI GEOLOGI PUGLIESE PREVEDE DANNI IRREPARABILI ALL’ECOSISTEMA DEI CORDONI DUNARI

La modifica alla Legge regionale pugliese LR 17/2015, ha eliminato, di fatto, il divieto di concessioni demaniali nelle zone dei cordoni dunari e nelle fasce costiere protette. La nuova norma ha scatenato un dibattito ampio e approfondito sul suo impatto sull’ecosistema costiero della regione, perché consente di utilizzare una delle poche aree della costa fino ad ora inconcedibili.

L’Ordine dei Geologi della Puglia ha sollevate importanti domande riguardo alla validità e all’efficacia di questa modifica. Si discute se, infatti, sia necessario e vantaggioso concedere queste aree ai gestori di stabilimenti balneari. Soprattutto alla luce degli obiettivi di transizione ecologica e di adattamento ai cambiamenti climatici dichiarati da tutti gli attori politici.

Inoltre, ci si chiede se questa modifica sia coerente con la strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici, che include tra i rischi l’erosione costiera, tenuto conto degli studi condotti nell’ambito del Progetto Interreg AdriaClim.

La nota pone anche in discussione l’affermazione secondo cui questa modifica non comprometterebbe la tutela delle dune costiere. Secondo il vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, cambia il soggetto che può attuare la tutela, ossia: i privati che gestiscono le spiagge. I quali potranno utilizzarla per la fruizione balneare, mantenendone inalterata la protezione.

L’importante funzione delle dune costiere

Le affermazioni del governo regionale, però, non convincono i geologi. Le dune costiere, ribadiscono, invece, questi ultimi, sono essenziali per proteggere le spiagge dalle maree alte e per l’accumulo di sabbia che combatte l’erosione.

Inoltre, spiega l’ISPRA: “le spiagge e le dune costiere sono forme di accumulo di materiale sabbioso, costituitesi principalmente per azione eolica. I sistemi spiaggia-duna meglio sviluppati si formano generalmente in coincidenza di tratti di costa bassa, confinanti verso l’interno con zone pianeggianti e caratterizzati, sul lato marino, dalla presenza di fondali poco profondi”.

E l’elemento chiave, sia per la formazione di queste sia per il loro mantenimento, è la vegetazione che vi si forma sopra.

Come specificato in un recente documento dell’Ordine dei Geologi pugliesi, i sistemi dunali costituiscono, allo stesso tempo, un argine naturale alle acque alte, una protezione per gli ambienti di retrospiaggia e un accumulo di sabbia in grado di alimentare la stessa spiaggia. Quindi, di contrastare, in parte, proprio gli effetti dell’erosione.

Tuttavia, si rileva che molte dune sono minacciate dall’azione umana e dall’erosione costiera, spesso causata dalla demolizione delle stesse dune. Che è aumentata di cinque volte nell’arco di trent’anni, come confermato anche dall’ultimo rapporto Spiagge di Legambiente.

Gli stessi studi effettuati sul litorale, contenuti nel Piano Regionale delle Coste, hanno dimostrato che i cordoni dunari sono in forte decrescita e che ovunque siano diminuiti non si è più riusciti a favorirne la ricostituzione.

Con la suddetta modifica legislativa, lamentano i geologi, si intende favorire le concessioni balneari proprio a scapito di quel bene, che è il cordone dunare, grazie al quale le spiagge resistono meglio all’erosione.

La modifica alla legge regionale pugliese LR 17/2015 va abrogata

L’Ordine dei Geologi evidenzia, quindi, l’importanza di una tutela integrale delle dune costiere, poiché non richiedono manutenzione ma protezione integrale; pertanto, diffidano che i titolari delle concessioni balneari possano fare altrettanto.

Purtroppo, anche un disturbo minimo può causare danni irreparabili. Inoltre, i geologi fanno notare che i cordoni dunari sono classificati come habitat di interesse comunitario, il che richiede il rispetto di norme specifiche per la loro conservazione.

È rilevante anche la mancanza di pianificazione delle coste da parte dei Comuni pugliesi e della Regione, il ché ha contribuito all’erosione delle dune. È necessario, quindi, che i piani comunali delle coste debbano essere potenziati per garantire la tutela e la valorizzazione di questi ecosistemi.

In conclusione, l’Ordine dei Geologi della Puglia richiede l’abrogazione della modifica alla LR 17/2015 e un miglioramento della pianificazione costiera per proteggere e valorizzare le dune costiere, che svolgono un ruolo vitale nell’ecosistema costiero della regione.

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